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D'Attis: “Tap a Brindisi? Solo un’offesa per la dignità del nostro territorio”

“E’ solo campagna elettorale sostenere la conversione a gas di Cerano”. “Basta con gli inganni, Emiliano venga in consiglio comunale a dire la verità con i vertici Enel”. Consales: “Sì alla seduta monotematica”

la costa nei prressi della centrale di Cerano

BRINDISI – “Adesso basta con queste bugie, stop agli inganni consumati sulla nostra pelle: il gasdotto Tap a Cerano è un’offesa alla dignità del territorio brindisino e ai suoi cittadini, a tutto vantaggio della provincia di Lecce dove evidentemente c’è più di qualche debito elettorale che Michele Emiliano e i suoi del Pd devono saldare”.

L’ira di Mauro D’Attis, nome di punta di Forza Italia a Brindisi e leader dell’opposizione di centrodestra al Comune, si fa sentire eccome da Bruxelles, dove è volato qualche giorno fa e rimbalza in Puglia, tra Bari, Lecce e la “sua” Brindisi per effetto del cinguettio in rete, perché il numero uno dei contestatori del governo cittadino non fa che scrivere tweet da quando è stata ventilata l’ipotesi di uno spostamento dell’approdo del gasdotto marchiato Tap da San Foca, Marina di Melendugno, a Cerano.

Con la precisazione che in tal modo, sarebbe possibile convertire la centrale Federico II di proprietà della società Enel dal carbone a gas. Praticamente una svolta dal sapore storico, tenuto conto delle tensioni che da anni vive il territorio tra ambientalisti e residenti nella zona e proprietà del sito, alcune delle quali approdate in Procura e poste alla base di un’inchiesta per “getti pericoloso di cose” che è sfociata nel processo in cui sono imputati alcuni degli ex dirigenti della centrale di Brindisi.

D’Attis continua a dire no, scuote la testa e invita al confronto diretto tutti i protagonisti in consiglio comunale, a Brindisi, da Michele Emiliano fautore della proposta di spostamento da San Foca a Cerano, ai dirigenti Tap per arrivare a quelli di Enel, deciso com’è a stanare chi sostiene non verità, se non addirittura tesi ingannevoli.

Mauro D'Attis e Mimmo Consales“Io non capisco proprio di cosa stiamo parlando, se non di falsità”, dice subito al telefono. “Intanto per chi evidentemente non ha memoria, ricordo che non si tratta di una proposta inedita, ma già sentita e lanciata per di più dallo stesso Partito democratico: se ne fece portavoce l’ormai ex segretario regionale del Pd, tale Sergio Blasi, prima ancora della campagna per l’elezione del governatore della Puglia. Ventilò l’ipotesi di Cerano: a quanto pare nessuno si chiese il perché. E probabilmente nessuno oggi ha capito per quale motivo è stata riesumata quella proposta”. (Nella foto a destra, Consale e D'Attis)

La domanda, quindi, è d’obbligo: per quale motivo? “La risposta è molto semplice: al Pd fa comodo una soluzione del genere, altro che. E mi sorprendo che nessuno l’abbia capito. Per cui invito il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, a farci sapere a stretto giro da che parte sta: se con chi è stanco di sentire bugie e di essere offeso nella dignità e nell’intelligenza oppure se sta con Emiliano e i suoi. Se vuole essere asfaltato, Consales lo dica chiaramente”.

Comodo in che senso? “Sotto un duplice aspetto: in questo modo il Pd accontenta Lecce e i suoi esponenti che da sempre hanno detto no a Tap e in tal modo paga debiti elettorali. E come lo fa? Di fatto smollazzando è proprio il caso di dirlo, il gasdotto a Brindisi e per far passare questa tesi che non sta né in cielo e né in terra, si inventa la conversione della centrale di Cerano, nella speranza di far breccia nel cuore degli ambientalisti e di chi dice no all’uso del carbone come combustibile”, spiega D’Attis.

“L’ipotesi di una conversione in questi termini non è fattibile, non perché lo dico io, ma lo dicono i fatti, i dati, i costi, l’attuale situazione del mercato energetico: è impossibile, senza fare tanti giri di parole. Ma tanto, secondo Emiliano e il Pd di Lecce, a Brindisi non se ne accorge nessuno. Sbagliato. Che dicano, dati alla mano, in quale anno sarebbe possibile la conversione. Nel duemila e x, quando non ci sarà nessuno degli attuali esponenti? E qual è il reale impatto ambientale, visto  che a Melendugno ha portato a respingere con forza all’approdo. San Foca ha la sua costa, Brindisi altrettanto”.

Michele Emiliano-7“Spiace sentire una serie di bugie: ripeto, secondo me, altro non è se non un inganno colossale per come viene presentato all’opinione pubblica. Si stanno prendendo in giro anche gli ambientalisti notoriamente sensibili alla conversione della centrale e allora vista la situazione in cui siamo, credo sia necessario e indifferibile un confronto diretto nel luogo che a ciò è deputato: mi riferisco al consiglio comunale di Brindisi, per cui vediamoci tutti lì, invito Michele Emiliano e i dirigenti di Cerano e dell’Enel. Solo in tal modo si scoprirà chi dice il vero e chi no”. (A sinistra, Michele Emiliano)

L’ha scritto anche in uno degli ultimi tweet, D’Attis ottenendo l’immediata disponibilità del primo cittadino di Brindisi, Mimmo Consales: “Sono d’accordo”, ha risposto sempre sulla rete. “Michele penso sia opportuno programmare un consiglio con te”. “Spero nel chiarimento”, insiste D’Attis che ricorda anche che, in realtà, una situazione simile Brindisi l’ha già vissuta negli anni del rigassificatore.

“Dal governo nazionale imponevano il terminal della British Gas, Brindisi disse di no e l’allora sindaco, Domenico Mennitti, ebbe la forza di resistere opponendosi sui tavoli baresi e romani, pur essendo dello stesso partito di chi era al governo nazionale. Se Consales ha a cuore il nostro territorio, ha la possibilità di opporsi a questa che sembra un’imposizione che offende la dignità del territorio e dei brindisini”.

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