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“Dal Pd appello alle forze sane e pulite del centrosinistra per la rinascita”

Il segretario provinciale Fusco: “Non scartiamo né il dialogo con il notaio Errico, né con Bbc, e Articolo Uno”. Tomaselli: “Nessuna preclusione per Rossi”. Messaggio per Emiliano: “Non siamo contro qualcuno, ma per affermare la dignità di Brindisi”

BRINDISI – Meno 48 ore al cin-cin di fine anno che per il Partito democratico deve avere necessariamente il gusto della ritrovata dignità per la città di Brindisi: “Il Pd vuole tornare nelle famiglie e per farlo fa appello a tutte le forze sane e pulite che si riconoscono nei valori del centrosinistra, affinché ci si lasci alle spalle oltre venti anni di trasformismo politico, al quale abbiamo assistito in Consiglio comunale”.

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Il bilancio Pd

Tra il bilancio del 2017, prossimo a essere archiviato, e i buoni propositi il segretari provinciale del Pd, Rosetta Fusco, i parlamentari uscenti Salvatore Tomaselli ed Elisa Mariano, hanno tracciato da un lato il resoconto di quel che è stato – con annesso mea culpa – e dall’altro hanno imbastito le linee programmatiche pensando alle prossime elezioni. Ci sarà prima di tutto il voto per le politiche, il prossimo 4 marzo, per effetto dello decreto di scioglimento delle Camere firmato ieri dal presidente della Repubblica Mattarella, poi il ritorno alle urne per la scelta del sindaco di Brindisi e dei 32 consiglieri. Conseguenza, questa, della fine anticipata dell’Amministrazione centrista del primo sindaco donna, Angela Carluccio, di fatto “sfiduciata” fuori dall’Aula con le dimissioni in blocco di 17 consiglieri. Motivo di coesione fra il Pd e i moderati di Area popolare (all’epoca nella stessa coalizione) con quelli dell’altra sinistra, rappresentata da Brindisi Bene Comune e Sinistra per Brindisi.

Le possibili alleanze

Passato anche questo periodo. Ora i tempi sembrano cambiati e potrebbero esserci le condizioni per ricucire i rapporti fra tutte le forze di sinistra. Movimenti e partiti che, secondo indiscrezioni, negli ultimi giorni si sarebbero anche incontrati per avviare il dialogo: Pd, Bbc di Riccardo Rossi, Articolo Uno da intendere come componente brindisina (e non come rivolo provinciale che farebbe riferimento al consigliere regionale Giuseppe Romano) e ancora Sinistra italiana e Possibile. Dell’incontro, ovviamente, nessuna conferma diretta nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella sede della Federazione, in via Osanna. Indirettamente sì. Si, perché è stata l’occasione ufficiale per iniziare pubblicamente a parlare di possibili alleanze in chiave elettorale, guardando in maniera diretta al capoluogo (anche se si voterà in altri sei comuni della provincia).

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“I nostri interlocutori privilegiati sono le forze che si riconoscono nei valori del centrosinistra assieme alle donne e agli uomini di buona volontà che intendono seriamente spendersi per il bene di Brindisi, avendo come obiettivo ultimo l’affermazione della dignità mortificata nel tempo”, ha detto Fusco, alla guida del Pd provinciale da due mesi. Dignità è parola ricorrente nei dialoghi del notaio Michele Errico, ex Pd, ex sindaco di Brindisi ed altrettanto e presidente della Provincia, tornato sulla scena politica locale con il movimento nato da una costola della fondazione Lazzati. E allora la domanda è: E’ possibile recuperare il rapporto con Errico? “Non scartiamo a priori alcun incontro”, risponde Fusco. E con Articolo Uno? Alla domanda, si aggiunge quella dell’onorevole Mariano: Quale Articolo Uno? Già. Le frizioni interne ci sono e restano dopo gli ingressi di  Salvatore Brigante e Maurizio Colella. Basti ricordare le assenze in occasione della visita a Brindisi di Massimno D'Alema.  Fusco: “Siamo aperti al confronto con tutti coloro i quali si riconoscono nel centrosinistra”. Da Tomaselli, altra precisazione: “Nessuna preclusione per Riccardo Rossi e per quanti sono stati con noi, fino a poco tempo fa perché siamo vicini sulle tematiche sociali ed economiche. Probabilmente hanno preso le distanze per un discorso meramente politico, pensando alla sconfitta di Renzi”.

L’obiettivo

In ogni caso, l’obiettivo è mettere all’angolo i Cinque Stelle e le “destre” della Lega con Salvini e di Forza Italia, a livello nazionale in flirt, già consumato su scala brindisina. “Gli uni e gli altri, non hanno dimostrato capacità politica, quando poi ai Cinque Stelle, spesso scivolano in un pericoloso populismo”. Entrambi, a giudizio del Pd, non sono in grado di garantire il governo, né a livello nazionale, né tanto meno a Brindisi.

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Il rapporto con Emiliano

A Brindisi città, quel che preoccupa gli elettori tradizionalmente del Pd, è il rapporto con Bari e con il governatore della Regione, Michele Emiliano, uomo del partito, dopo le ultime prese di posizione: dallo spostamento dell’approdo Tap al potenziamento dell’aeroporto civile di Grottaglie. “Noi siamo brindisini ed è questo che abbiamo già rappresentato a Emiliano”, sostiene Fusco. “Abbiamo già affrontato queste tematiche e intendiamo farlo fino a quando non ci sarà ascolto: noi siamo per Brindisi, non contro Emiliano. Siamo per i brindisini perché, probabilmente, da Bari non si colgono le sofferenze e le aspettative di questo territorio. Lo stesso vale per la sanità”.

I parlamentari uscenti

Quanto alle politiche, sembrano certe le ricandidature degli uscenti Tomaselli e Mariano. “Cinque anni fa il Paese era devastato, oggi stiamo meglio o comunque meno peggio”, dice il senatore. “I motivi di orgoglio del Pd ce ne sono e sono diversi: le unioni civili, il biotestamento, la legge contro il femminicidio e ancora la reintroduzione del reato di falso in bilancio, il rafforzamento dei reati ambientali e poi il reddito di inclusione”. Affondato lo Ius soli, in senato, per una serie di assenze. Temporanea, perché non era in aula al momento dell’appello, lo stesso Tomaselli.

“Se siamo qui vuol dire che il rapporto non la nostra comunità non è stato rescisso”, evidenzia Mariano. “All’epoca siamo stati l’unico partito a sfidare il porcellum per eleggere i nostri parlamentari. E per il nostro territorio abbiamo condotto una serie di battaglie: contro lo spostamento Tap, per i fondi da destinare alle bonifiche, per il castello Alfonsino e per la Xylella e ancora per evitare il dramma sociale connesso all’abolizione delle Province poi rimaste in vita”.

“Hanno entrambi lavorato bene, qualche volta anche il doppio scontando l’assenza del conforto della presenza del Pd sul territorio”: il mea culpa del segretario provinciale Fusco si riferisce al periodo di tempo in cui il partito è stato alle prese con vicissitudine interne brindisine. “Oggi non vogliamo disperdere quanto è stato fatto in Senato e alla Camera”.

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