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Decarbonizzazione, sviluppo e Giustizia: intervista ad Anna Macina

La neo-sottosegretaria Cinque Stelle: "Ecco l'idea che ho per Brindisi, bisogna puntare non solo sulle industrie, ma anche sul turismo"

BRINDISI – Dal 1 marzo 2021 è sottosegretario di Stato al ministero di Grazia e Giustizia. Anna Macina è originaria di Erchie ed è attenta a quello che succede nella sua terra. BrindisiReport ha rivolto alla rappresentante Cinque Stelle qualche domanda sullo sviluppo del capoluogo e di tutto il territorio brindisino, parlando anche di Giustizia.

Come è stato l'impatto con il suo nuovo ruolo?

“In realtà l'impatto è stato emotivamente molto forte: essendo un avvocato il ministero di Grazia e Giustizia è il luogo in cui mi ritrovo. Ci sono dei percorsi che sono stati interrotti in seguito alla crisi di Governo e che invece meritavano una risposta celere. Un esempio pratico: occorreva dare una risposta ai futuri avvocati, coloro che avevano diritto di svolgere la prova per l'abilitazione forense che erano rimasti in una situazione di totale incertezza. Con l'approvazione del decreto legge che disciplina la loro prova d'esame, hanno ricevuto una risposta. Ma c'è anche tutto il discorso degli investimenti del Recovery, che toccano anche la giustizia, l'implementazione, la digitalizzazione, etc. Discorsi interrotti dalla crisi di Governo e che invece andavano velocemente ripresi. Ed è quello che stiamo facendo”.

A proposito della crisi di Governo, c'è anche un altro fronte interrotto: il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) Brindisi – Lecce. Bisogna ricominciare da capo?

“Io non ho mai visto questa problematica del 'ricominciare tutto da capo'. Faccio presente che le due città e i Comuni cerniera avevano già inviato una serie di progetti e sul piatto c'erano risorse da destinare per circa 250 milioni. Quello è un investimento che va finanziato con le linee dei fondi Sviluppo e Coesione, la cui programmazione è 2021-2027. Quindi si ricomincia dal punto in cui si è interrotto quel processo. Si lotterà e si lavorerà affinché si porti a termine questo processo”.

Parliamo del Just Transition Fund. E' assodato che Brindisi sia fuori?

“Anche qui vorrei fare una precisazione: siamo spesso innamorati delle parole... Ciò che deve importare al di là delle polemiche troppo politicizzate sono gli investimenti con ricadute benefiche sul territorio. Tutti parlano di questa esclusione, ma ricordo che si indica Taranto come 'area vasta', comprendendo anche la centrale Federico II. Comunque, a mio avviso dobbiamo fare i conti con tutti i fondi che arriveranno a Brindisi con il Recovery”.

Ci saranno ricadute positive per la città?

“Brindisi e il Salento giocano un ruolo centrale. La città non è stata dimenticata. Un esempio: ci sono delle linee particolari che riguardano delle opere di completamento inerenti al porto di Brindisi. Pensiamo al potenziamento degli ormeggi di Costa Morena ovest, con il pontile a briccole e ad altre opere. Bene, ricadono tutte sulle linee del Recovery. Stiamo parlando di 690 milioni. C'è poi il discorso della Zona franca doganale interclusa, con sbocchi lavorativi, e dopo Capobianco si è aggiunta quella di Costa Morena. Stiamo parlando di una serie di opere anche infrastrutturali: altro esempio, il collegamento ferroviario con l'aeroporto. Io guarderei ai risultati che portiamo sul territorio, dobbiamo lavorare tutti indipendentemente dagli steccati politici”.

Lei che idea di sviluppo ha per il territorio brindisino?

“Io parto da questo presupposto: sul territorio provinciale dobbiamo fare i conti con la decarbonizzazione e con la conseguente perdita di posti di lavoro. Però nell'ottica di una crescita e di un futuro sostenibile per il Brindisino, è centrale il porto. Deve essere un polo attrattivo per gli investitori: commerci, crociere, turismo. La parte turistica passa dalle infrastrutture della città. Lo sviluppo deve guardare a Brindisi anche dal punto di vista turistico. Brindisi è bellissima, da questo punto di vista ha un potenziale  enorme che va sfruttato. Gli investimenti non devono abbracciare solo la vocazione industriale, ma anche quella turistica”.

Voltando pagina, è notizia recente lo scioglimento di Carovigno per infiltrazioni della criminalità. Che ne pensa?

“Su Carovigno ho depositato un atto di sindacato ispettivo nell'estate del 2020, auspicando l'arrivo di una commissione in seguito alle indagini della Dia di Lecce. E' evidente che lo scioglimento dà conferma che quelle indagini avevano un fondamento. Mi auguro che la politica trovi sempre il coraggio per liberare da possibili influenze illecite la pubblica amministrazione. Perché l'etica deve accompagnare e governa chi rappresenta le Istituzioni. Specialmente coloro che sono più vicini ai cittadini. Lo Stato dimostra, in questo caso, di avere gli anticorpi”.

C'è una commissione ispettiva anche a Ostuni.

“Per quanto riguarda Ostuni, c'è la commissione in questo momento, stanno facendo le verifiche del caso, Aspettiamo gli esiti. Io mi auguro che lo Stato abbia sempre gli anticorpi per allontanare le influenze illecite dalla Cosa Pubblica”.

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