Porto e petrolchimico: D'Attis chiama in causa ministeri ed Eni

Sugli iter bloccati delle opere marittime ipotizza una inchiesta giudiziaria. Sul futuro di Versalis chiede chiarezza al gruppo energetico

L'imbocco del porto esterno di Brindisi e lo stabilimento petrolchimico

BRINDISI – Due dichiarazioni del deputato brindisino Mauro D’Attis (foto sotto), nella giornata odierna, sulla crisi del porto e sulla situazione del petrolchimico. “Al di là delle accattivanti parole pronunciate nel corso degli ‘incontri-vetrina’ organizzati sia a Brindisi che a Roma, il porto di Brindisi rischia il blocco totale, con le immaginabili conseguenze negative per l’economia dell’intero comparto”, polemizza D’Attis a proposito degli incontri svoltisi a Brindisi il 3 febbraio con la ministra Paola De Micheli e il 6 febbraio al Mise, al tavolo di crisi con la sottosegretaria Alessandra Todde

“I ritardi nel rilascio di pareri e autorizzazioni mettono a rischio i programmati investimenti infrastrutturali e le conseguenze sono davvero imprevedibili, già a partire dall’immediato. Purtroppo questo scenario – dice D’Attis - lo avevo già abbondantemente previsto ed è per questo che mi sono rivolto al ministro De Micheli senza ottenere alcun riscontro. E non sono stato coinvolto neanche dal sindaco Rossi, il quale ha deciso di non invitare parlamentari e consiglieri regionali all’incontro svoltosi a Brindisi con lo stesso ministro”.

Mauro D'Attis

Per il parlamentare di Forza Italia, pertanto, “è il caso di seguire altre strade, non ultima quella della Procura della Repubblica per tutti i possibili colpevoli ritardi che rischiano di compromettere un patrimonio inestimabile della mia città come il porto”.

Circa l’allarme lanciato dal presidente della Cna brindisina, Franco Gentile, il deputato afferma che “offre lo spunto per chiedere con forza all’Eni di fare chiarezza sulle reali intenzioni riferite allo stabilimento petrolchimico di Brindisi. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una serie di impegni troppo generici che non hanno permesso di stabilire il futuro dell’insediamento brindisino”.

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“L’Eni, a questo punto, venga a Brindisi – chiede Mauro D’Attis - a spiegare cosa vuol farne del petrolchimico, quali investimenti intende programmare e con quali ritorni in termini economici, occupazionali e di miglioramento delle condizioni ambientali. È sin troppo evidente, infatti, che la torcia a terra rappresenta un elemento di scarsa rilevanza rispetto a ciò che si può e si deve fare a Brindisi. Ma occorre chiarezza: ciò che è mancato sino ad oggi”.

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