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Si dimettono il sindaco e nove consiglieri: terremoto politico a Torre

Saccomanno: "I consiglieri di Area Popolare volevano un assessore in più". Si scioglie il consiglio. Ritorno alle urne nel 2018 dopo una fase di commissariamento

TORRE SANTA SUSANNA – Il sindaco di Torre Santa Susanna, Michele Saccomanno, si è dimesso. Stessa decisione pare sia stata presa anche da quattro consiglieri comunali della maggioranza di centro destra (dovrebbe trattarsi di Giuseppe Longo, Antonio Epifani, Alessia Coppola e Cosimo Morleo, tutti di Area Popolare) e da cinque consiglieri d’opposizione, militanti fra le file del Pd e di Forza Italia. Salvo (improbabili) ripensamenti, si tornerà alle urne fra la Primavera e l’Estate del 2018, dopo una fase di commissariamento.

L’ormai ex primo cittadino, esponente di spicco di “Fratelli d’Italia”, eletto nel giugno del 2015 a capo di un’unica lista, spiega a BrindisiReport di aver preso la decisione di rassegnare le dimissioni dopo aver ricevuto “alcune richieste da quattro consiglieri della maggioranza che per me non erano accettabili”, in quanto “simbolo di vecchia politica e di trattative che non intendo fare”. A detta di Saccomanno i quattro erano alla ricerca di “un posto al sole”. “Volevano un assessore in più – afferma Saccomanno – rispetto a quello che già hanno (sono cinque i componenti dell’esecutivo guidato dall’ex senatore, ndr)”.

Tale richiesta, a detta di Saccomanno, è stata formulata tre giorni fa (il 24 febbraio). “Su queste cose – afferma il sindaco - o decidi subito o rimani invischiato. Non posso accettare cose di questo tipo. Non c’è motivo all’età mia, con la mia carriera, di mettermi a discutere di queste cose. Se mi si parla della città ha un senso. Se mi si parla di altro, io non c’entro proprio”. Saccomanno sostiene che al momento della sua elezione l’amministrazione comunale aveva un’esposizione debitoria superiore ai 3 milioni di euro.

“Noi abbiamo cominciato a risanare il bilancio – prosegue l’ex sindaco – e questo era l’anno in cui potevamo accedere ai mutui. Credo che anche a fronte di questo, hanno ragionato in questo senso (il riferimento è ai quattro consiglieri che avrebbero chiesto un posto in più in giunta, ndr)”. Saccomanno assicura che le sue dimissioni sono irrevocabili. “Io volevo dare un segnale – conclude il l’ex primo cittadino - senza aspettare la loro decisione. Che si sappia che non si può più dire di sì a certe cose, nel 2017”.

Ad ogni modo, anche nel caso in cui Saccomanno non si fosse dimesso, le dimissioni dei nove consiglieri comunali avrebbero comunque provocato la fine anticipata della consiliatura. Per la giornata di domani (28 febbraio) l'ex sindaco ha preannunciato un documento in cui entrerà ulteriormente nel merito della sua decisione.

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