Dimissioni De Vito: "Il sindaco riferisca i veri motivi della decisione"

Vincenzo Albano: "Tutti i propositi di cambiamento e di coinvolgimento effettivo dei cittadini nelle decisioni, evocati da questa maggioranza in campagna elettorale, erano evaporati da subito"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Vincenzo Albano sulla situazione politico amministrativa del Comune di Brindisi, alla luce delle dimissioni del vice sindaco, Rita De Vito. 

Ho sempre avuto difficoltà a credere che la soluzione dei problemi di questa città potesse dipendere dalla sostituzione di un singolo assessore. Oltretutto, in questa circostanza, mi risulta addirittura ostico rintracciare la conferma del proposito, più volte manifestato, di rinnovamento e di rinascita della politica, che ne esce piuttosto malconcia da questa vicenda. 

Nondimeno il clamore della notizia delle dimissioni o allontanamento della vice sindaco, le tante dichiarazioni, le conferenze stampa e il balletto immediato, a caldo, sui nomi della sua sostituta, che sembra tanto emozionare una certa politica, sono serviti quantomeno a ricordare ai cittadini, che a Brindisi una giunta comunale c'è.

Perché, purtroppo,  quando si parlava di mettere concretamente mano ai problemi dei servizi scadenti, degli sprechi, della mancanza di controlli, dell'inerzia della macchina comunale, della  disoccupazione, della crescente povertà, del degrado dei quartieri, della desertificazione del centro urbano, della crisi del commercio, dell’artigianato e dell’industria, del livello di emigrazione, che fotografa una città invecchiata, che perde sempre più giovani, costretti ad andare via per trovare altrove un lavoro ed un progetto di vita,  se ne perdevano le tracce.

Nessuna notizia, nessun passo avanti, nessun fatto concreto. Tutti i propositi di cambiamento e di coinvolgimento effettivo dei cittadini nelle decisioni, evocati da questa maggioranza in campagna elettorale, erano evaporati da subito. Io naturalmente non mi avventuro a sindacare sul diritto del sindaco, di modificare a suo piacimento la compagine di governo di questo comune, essenzialmente perché rientra nella sua valutazione discrezionale, oltre che nella sua responsabilità politica. Sua e non di altri.

Mi chiedo però, come stanno facendo tanti altri cittadini in questi giorni, quali siano stati i reali motivi di quanto è avvenuto, considerato che in questi mesi si è sempre dichiarato che tutto andava a gonfie vele e che la critiche all’esecutivo erano infondate e strumentali. Che tutta la squadra lavorava alacremente. Io credo che il sindaco abbia il dovere di chiarire la vicenda, riferire ai cittadini  i motivi veri di questa decisione, che non può  essere banalizzata e superata, recintandola nell'ambito angusto di mere incompatibilità o incomprensioni personali e politiche,  tutte interne al partito di riferimento della vice sindaca, o sulla sua presunta inadeguatezza, considerato, che fino a ieri aveva avuto l'apprezzamento da parte di tutti, su cui, per l'amministrazione comunale,  non è né opportuno, né utile attardarsi. Perché quei fatti, stando a quanto trapelato, investono direttamente l'azione di governo di questa città, come si è effettivamente articolata in questi mesi.

Come sono state prese le decisioni, chi li prende effettivamente, su indicazione di chi? Una situazione che va immediatamente confortata anche della persistenza, da parte di tutte le componenti la maggioranza, di una comune visione di città, che sia concreta e non fumosa, come è avvenuto in questi mesi. Capace finalmente di rilanciare un’azione amministrativa all’altezza dei bisogni della gente, che possa dare finalmente senso alla esistenza di una giunta comunale. Che non può limitarsi, come nella vecchia tradizione, a ripartire incarichi e poltrone e a replicare le inefficienze di sempre.

Occorre una risposta convincente, riprendere la strada del dialogo e del coinvolgimento effettivo dei cittadini nelle decisioni, senza furbate, altrimenti tutto questo verrà recepito dalla città per quello che appare. Cioè una operazione di scarso spessore, lontano dagli interessi dei cittadini, che ripropone in maniera prepotente il tema della inadeguatezza storica  della politica brindisina, che non ha mai saputo o voluto leggere e risolvere i veri problemi di questa città, che spesso ha anteposto gli interessi di parte e del  proprio gruppo di riferimento, del proprio partito, a quelli della popolazione.

Questa città, i suoi cittadini, non chiedono o sperano nei miracoli o in fatti straordinari, hanno solo urgente bisogno di una sana normalità, di  un sindaco e di una giunta autorevoli, che sappiano realmente cosa fare, come farlo  e agire,  per portare finalmente la città fuori dalle secche di un declino, che ormai sta diventando inarrestabile.

Non credo che si possa ragionevolmente pensare di poter continuare a tirare a campare, facendo finta di niente, ignorando i problemi, le inefficienze e le necessità della gente. Altrimenti, si tradisce l'impegno assunto, si parla come al solito, di aria fritta. Non c’è più tempo da perdere, perché su questa città, sui suoi problemi, sui cittadini, sui giovani, sul loro futuro, credo debba essere riservato un impegno più ampio della solita demagogia, che una certa politica brindisina ha saputo abilmente padroneggiare negli ultimi venti anni. Altrimenti non credo abbia alcun senso continuare.

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