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Ostuni, divorzio Tanzarella-Epifani alla vigilia delle nozze d’argento

Sul bianco caratteristico di Ostuni, si riflettono i colpi di sciabola tra due partner che da qualche mese sono ex se non proprio nemici giurati, separati dalle elezioni regionali: Domenico Tanzarella, ex sindaco dal cuore socialista che batte, e Giovanni Epifani, consigliere regionale uscente, ex Margherita e tessera del Pd in tasca. Il consigliere regionale uscente: “Io in giunta? No. Ma il partito ci sarà” . L’ex sindaco: “Pd vittima della sindrome del gregariato a destra”

OSTUNI – Sul bianco caratteristico di Ostuni, si riflettono i colpi di sciabola tra due partner che da qualche mese sono ex se non proprio nemici giurati, separati dalle elezioni regionali: Domenico Tanzarella, ex sindaco dal cuore socialista che batte, e Giovanni Epifani, consigliere regionale uscente, ex Margherita e tessera del Pd in tasca. Hanno tentato la corsa in direzione Bari tutti e due, il primo nella lista Emiliano sindaco di Puglia, l’altro in quella del Pd, ma sono rimasti a casa entrambi.

Ostuni - Citta¦Ç Bianca 1-2La guerra. E qui, nella loro Città Bianca, è scoppiato il finimondo: la santa alleanza che li legava è andata a farsi benedire praticamente alla vigilia di quello che sarebbe stato l’anniversario delle nozze d’argento perché la storia fra i due nacque quando correva l’anno 1991. Come se non bastasse, il carico da novanta è arrivato nel momento in cui il Pd ha risposto all’sos dell’attuale primo cittadino, Gianfranco Coppola, che anziché festeggiare per il primo anno di governo del centrodestra, è stato costretto ad azzerare la giunta per mancanza dei numeri in consiglio.

Perché la maggioranza politica, così come è stata definita dalle urne l’8 giugno 2014, non è tale da essere sostenuta dai numeri: 11 consiglieri su un totale di 24, la chiamano anatra zoppa, per le difficoltà a camminare soprattutto quando si tratta di delibere che necessitano di in quorum qualificato, come per le materie economico-finanziarie. Tanto è vero che nelle ultime ore, Coppola ha alzato bandiera bianca rivolgendosi a tutte le forze politiche ostunesi.

I contendenti. I due – Epifani e Tanzarella (in ordine alfabetico) – sono tornati alla carica per dirsele di santa ragione: l’uno contro l’altro armati. Si preparano non solo e non tanto a vivere il futuro immediato, ma alla resa dei conti in vista delle prossime elezioni amministrative, poiché la sensazione è che nella Città Bianca si torni a votare la prossima primavera. Sempre che non arrivi prima il commissariamento.

Giovanni Epifani e Domenico TanzarellaIl punto è questo: Epifani ha detto sì a Coppola, dopo le regionali. “E’ una questione di responsabilità per evitare di lasciare Ostuni nelle mani di un commissario”, spiega l’esponente del Pd che si è fermato a 5.209 preferenze in provincia, mentre gli altri due uscenti, Pino Romano e Fabiano Amati sono andati avanti riuscendo a tornare in Consiglio regionale.

Alto tradimento per Tanzarella che nella lista di Emiliano ha collezionato 5.049 voti, scavalcato da 463 preferenze del mesagnese Mauro Vizzino, neo consigliere regionale: “Il Pd soffre di una sindrome, quella del gregariato”, dice. “Per 13 anni lo è stato con me, con i socialisti, adesso è gregario della destra. Siamo di fronte a un’amministrazione che è una iattura”.

Tanto basterebbe già per dare idea del livello di tensione fra i due che sicuramente è destinato a schizzare alle stelle tra qualche giorno, quando le forze politiche ostunesi incontreranno il sindaco Coppola. Il vertice dovrebbe tenersi giovedì, salvo rinvii dell’ultimo momento. Serve tempo per cercare e trovare i nomi giusti da presentare sul tavolo come potenziali assessori. Il Pd è della partita. Non da ora, in verità, dal momento che i cinque consiglieri hanno votato il conto consuntivo 2014.

Giovanni Epifani. “Abbiamo deciso di esserci per dare continuità a un progetto per la città: Ostuni ha delle priorità, basti considerare il Piano urbanistico generale, per cui non possiamo permetterci di vedere arrivare un commissario che vorrebbe dire un rallentamento dell’attività se non proprio un immobilismo”, sostiene Epifani, rispolverando l’accordo sottoscritto dalla segreteria del Partito democratico, per mano di Silvestro Iaia. “Il sindaco è tornato a chiedere il nostro coinvolgimento e noi intendiamo essere garanti di quell’accordo perché siamo responsabili”.

Giovanni EpifaniLa direzione intrapresa proietta il Pd in giunta, ovviamente. Epifani ci sarà? “No, assolutamente no. Sono un libero cittadino, certo resto dirigente nazionale e regionale del partito, ma non intendo ricoprire alcun ruolo nel Comune di Ostuni per un motivo molto semplice: ho sempre sostenuto che sia necessario un cambiamento e lo ripeto, per cui sono volutamente fuori dal consiglio comunale. Bisogna fare spazio ai giovani”.

New entry, appunto. Si fanno i nomi degli attuali consiglieri Maria Buongiorno, figlia dell’ex assessore al Turismo, e di Angelo Pomes, attuale capogruppo consiliare del Pd, come possibili assessori. “Ora come ora i nomi non hanno alcun senso. Io ho sempre condiviso la leadership del progetto e non della persona a differenza di altri che non sono stati capaci di mettere da parte le proprie ambizioni”.

Ed ecco qui il riferimento niente affatto che casuale all’ormai ex amico, Tanzarella con cui si è scontrato alle regionali. Giusto? “Tanzarella ha deciso di candidarsi ben sapendo che il Pd avrebbe ricandidato gli uscenti ed è evidente che una simile scelta abbia portato gli elettori del centrosinistra a dividersi fra due nomi ostunesi. Io ho preso gli stessi voti dell’altra volta (nel 2010, ndr) se non un centinaio in più, lui non so, non so neppure adesso di che partito sia. Certo, se non mi fossi ricandidato, lui ce l’avrebbe fatta. Senza il Pd non sarebbe mai diventato sindaco: non lo dico io, ma la storia di questa città. Sanno tutti cosa è successo dopo il ’90”.

La riesumazione politico-amministrativa si riferisce alla fine della giunta monocolore democristiana per l’avvento di un esecutivo di salute pubblica nel settembre di 25 anni addietro. Dodici mesi più tardi vide la luce la prima giunta di centrosinistra con Tanzarella sindaco, feeling durato sino a “ieri”.

Domenico Tanzarella. In effetti, è stato il primo cittadino più longevo di Ostuni, Domenico Tanzarella: “Per anni, tredici per l’esattezza, il Pd è stato con me, con i socialisti e con tutte le liste civiche dell’area”, dice. “Sono stato io ad aver fatto eleggere Epifani in consiglio regionale nel 2010, con duemila voti arrivati dai socialisti. E se devo dirla tutta proprio non mi aspettavo di assistere a quello che è successo di recente”.

Domenico TanzarellaEd ecco la verità dell’altra campana. “C’era un accordo di natura politica che invece è saltato perché Epifani non lo ha mantenuto e alla fine ha deciso di ricandidarsi, ma i risultati elettorali parlano chiaro: non ce l’ha fatta senza il traino dei voti del sottoscritto”. Il patto a cui fa riferimento è raccontato dalle cronache dell’ultimo lustro che narrano di un’intesa tra Tanzarella, Epifani, il senatore Tomaselli e Nicola La Torre: “Era previsto che Tomaselli entrasse in giunta come vicesindaco, ma il Pd mi disse no, nonostante le assicurazioni di Epifani, perché sostenevano che non fosse radicato sul territorio”.

Il progetto andato a monte prevedeva che Tomaselli dopo l’esperienza da sindaco in seconda si preparasse a raccogliere il tricolore lasciato da Tanzarella che in questo modo avrebbe iniziato la sua marcia verso Roma per arrivare in Parlamento. Non se ne fece niente. “Non sono io quello che non rispetta gli accordi, ma qualcun altro. Lo stesso che adesso ha deciso di scendere a patti con la destra, con Forza Italia. Ma dico, stiamo scherzando? Così non si va da nessuna parte, si sprofonda ancora di più. Peccato che c’è chi non vede altro che le proprie ambizioni e non analizza il dato elettorale che è l’unica verità”.

Non va dimenticato che l’attuale vicesindaco, Guglielmo Cavallo, eletto in Forza Italia, è stato messo alla porta dal senatore Pietro Iurlaro, quando ha saputo che un azzurro ha sostenuto un candidato della lista Oltre con Fitto alle elezioni regionali. Siamo solo all’inizio. Il bello deve ancora arrivare ad Ostuni.

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