Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

"Ed ora al Pd brindisino serve un commissario all'altezza del compito"

Ed alla fine è arrivata anche la ciliegina sulla torta, amarissima, a completare una delle giornate più buie della storia del Pd cittadino. Il comunicato della segreteria provinciale sconfessa platealmente i firmatari del documento con il quale, conseguentemente alle dimissioni del segretario cittadino, sì è dato vita ad un direttorio di autogestione del partito

BRINDISI - Il gruppo Per la Sinistra, che riunisce il settore critico del Pd di Brindisi (critico verso la gestione dell'amministrazione comunale, quanto di quella del partito) ha inviato un comunicato sulle vicende interne delle ultime ore, che pubblichiamo integralmente.

Ed alla fine è arrivata anche la ciliegina sulla torta, amarissima, a completare una delle giornate più buie della storia del Pd cittadino. Il comunicato della segreteria provinciale sconfessa platealmente i firmatari del documento con il quale, conseguentemente alle dimissioni del segretario cittadino, sì è dato vita ad un direttorio di autogestione del partito. Un comunicato tardivo ancorché indispensabile.

Fuori tempo ma doveroso perché se ieri, al direttivo, avesse partecipato il segretario provinciale, che da statuto ne fa parte di diritto, non sarebbe andata in scena l’ennesima rappresentazione di un partito nel quale una componente ritiene di poter gestire in assoluta autosufficienza la vita dello stesso, in spregio alle regole statutarie, in puro stile autarchico simil-renziano .

Arroganza politica non dissimile da quella che è stata, sino a ieri, la cifra del segretario uscente; il quale ha gestito il partito come se non fosse fatto di uomini e donne militanti che ancora si riconoscono negli ideali fondativi del Pd, ma come una sommatoria di pacchetti di voti. A questo punto viene da chiedersi chi ha insegnato a chi? Il cosa lo sappiamo.

Ma la segreteria provinciale insieme a quella regionale ha pensato (male) di disertare un appuntamento così importante senza muovere un dito dopo aver innescato un redde rationem che ha avuto l’imprimatur del segretario regionale. Ma evidentemente Brindisi non vale tanto da scomodare i “grandi” del partito. E così si continua a navigare in una fitta nebbia di conflitti personali e contraddizioni politiche.

E questo fa il paio con il diniego del segretario uscente al sindaco Consales che chiedeva di poter intervenire, in quello che poi si è rivelato un direttivo lampo, per spiegare le sue ragioni rispetto alle critiche che gli sono piovute addosso da tutte parti. Anche la nostra! Per quanto critici nei confronti di un’amministrazione compressa da personalismi ed interessi di bottega, incapace di parlare la città, imbrigliata dallo sforamento del patto di stabilità, non avremo mai permesso un processo sommario inaudita altera parte.

Ci sono regole non scritte che sono il cuore della vita democratica e sono la cartina al tornasole delle possibilità per un partito di essere il partito delle persone che gli danno vita e forma.  E poi ci sono le regole scritte, quelle che dovrebbero servire a gestire l’organizzazione e le eventuali emergenze. E ieri si è avuta la conferma che i meccanismi di discussione, elaborazione e condivisione sono saltati. Da troppo tempo. Ed il partito con le dimissioni del segretario ha solo perso una faccia della stessa medaglia.

Speriamo quindi, che, per il bene del partito, sia nominato un commissario capace di traghettare con esperienza verso una nuova fase congressuale; nuova in tutti ii sensi. Con regole certe e limpide che non permettano il ripetersi di esperienze che hanno dato luogo a picchi di tesseramento inspiegabili dando un’immagine desolante di un partito che avrebbe dovuto rappresentare la società dei quartieri e della città e che invece è risultato, come ha dimostrato inesorabilmente la giornata di ieri, un insieme stridente di pacchetti di voti.

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