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Mauro D'Attis

Mauro D'Attis

Dopo la festa, scontro D'Attis-Consales

BRINDISI - I festeggiamenti in onore dei Santi Patroni si trasformano in occasione di scontro politico tra il sindaco Mimmo Consales e il capogruppo del Pdl Mauro D’Attis, che accusa il primo cittadino di aver sfruttato l’occasione del tradizionale discorso alla città in uno spot elettorale per il centro-sinistra.

BRINDISI - I festeggiamenti in onore dei Santi Patroni si trasformano in occasione di scontro politico tra il sindaco Mimmo Consales e il capogruppo del Pdl Mauro D'Attis, che accusa il primo cittadino di aver sfruttato l'occasione del tradizionale discorso alla città in uno spot elettorale per il centro-sinistra. Vi proponiamo, di seguito, il discorso di Consales e la replica di D'Attis.

IL DISCORSO DEL SINDACO (in grassetto i passaggi sotto accusa).

«Le celebrazioni in onore dei nostri Santi Patroni San Teodoro e San Lorenzo coincidono con una fase in cui, alla vigilia della piena ripresa di ogni attività dopo la pausa estiva, a Brindisi si traccia un bilancio di ciò che è stato fatto e di quello che si intende traguardare per il bene della città.

Il primo ed inevitabile riferimento, mi sia consentito, va fatto a questo meraviglioso Lungomare che l'Amministrazione Comunale che ho l'onore di guidare ha voluto trasformare in una delle più belle isole pedonali del Mezzogiorno, affacciata sul suo mare e capace di accogliere decine di migliaia di persone, molte delle quali provenienti anche dalle province limitrofe. Abbiamo cancellato il transito delle autovetture, previsto nel progetto originario, per donare il water-front ai nostri concittadini così desiderosi di riappropriarsi di queste banchine.

Lo scorso anno avevo garantito che per la processione a mare avremmo ultimato i lavori ed abbiamo mantenuto questo impegno, non senza sacrifici da parte di tutti e grazie ad uno scatto di orgoglio della complessa macchina amministrativa comunale.

Adesso siamo qui, a festeggiare i nostri santi patroni e voglio salutare il nostro arcivescovo Domenico Caliandro che vive con noi per la prima volta questo grande evento di fede ed a cui la comunità brindisina rivolge l'ennesimo caloroso saluto di benvenuto in una città in cui la Chiesa e la pubblica amministrazione percorrono da anni un cammino contraddistinto da un proficuo rapporto di collaborazione che si è rinsaldato ancor di più da quando il suo predecessore Rocco Talucci riuscì a portare a Brindisi papa Benedetto XVI. Un momento di grande emozione che i brindisini non dimenticheranno e che rappresenterà una pagina importante della storia di Brindisi.

Un saluto particolare lo rivolgo, a nome della città, al Prefetto Prete, al commissario della Provincia Castelli, ai rappresentanti delle forze dell'ordine, a tutte le autorità civili e militari ed agli esponenti della comunità internazionale presenti in gran numero nella nostra città. Ed un saluto lo rivolgiamo, per il secondo anno, ai nostri ragazzi del San Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ancora tenuti sostanzialmente in ostaggio in India per aver svolto i compiti a loro assegnati in una complessa missione militare.

Oltre al palcoscenico offerto dal lungomare, quest'anno abbiamo voluto caratterizzare i festeggiamenti patronali anche con l'ospitalità offerta agli ambulanti italiani e stranieri. C'è più ordine, più sicurezza, meno inquinamento acustico ed atmosferico e, se mi è permesso, anche maggiore legalità. L'Amministrazione Comunale ha voluto farsi carico di tutta l'organizzazione della festa, sostenendo la comunità religiosa in ogni aspetto di carattere tecnico ed economico.

Il risultato penso si possa affermare che è sotto gli occhi di tutti ed oggi questi festeggiamenti non sono più una sagra della confusione ma una bella occasione di incontro per decine di migliaia di persone. Certo, i cambiamenti sono difficili da digerire, ma è questa la strada giusta per far crescere la nostra Brindisi.

E' un segnale, anche questo, di una città che ha voltato pagina, che nel volgere di poco tempo è diventata la più verde della Puglia grazie ai suoi splendidi parchi ed alle aree recuperate dal degrado come quella di Sbitri.

E rispetto allo scorso anno possiamo salutare con soddisfazione la soluzione del problema del dormitorio di via Provinciale San Vito in cui vengono ospitati i nostri fratelli immigrati. Lo abbiamo fatto da soli, con le nostre risorse e consapevoli che una città europea non può ignorare le esigenze dei più deboli. Certo, ancora tanto va fatto in questa direzione, a cominciare dalla soluzione dell'emergenza casa su cui siamo impegnati con ogni mezzo.

E non dimentichiamo certo la piaga della disoccupazione, che colpisce indistintamente tutte le nostre famiglie. Non abbiamo ricette miracolistiche, ma qualche piccolo importante segnale di ottimismo lo stiamo registrando visto che è ormai imminente il pieno coinvolgimento del governo nazionale - attraverso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - rispetto alle problematiche dell'area di Brindisi, a partire dalla questione delle bonifiche del sito industriale.

Per il resto, Brindisi oggi è una città più attenta nella lotta all'evasione, nella qualità dei servizi sociali erogati ai cittadini, nella trasparenza degli appalti pubblici, nell'efficientamento delle società partecipate, nel miglioramento della rete stradale, nella soluzione dei problemi delle opere di urbanizzazione primaria nelle zone periferiche della città, nella valorizzazione della sua costa, nel varo del Piano urbanistico generale, nella definizione dei rapporti con l'Autorità Portuale per la redazione del piano regolatore del porto, nell'elaborazione di iniziative tendenti a rendere sempre più attrattiva la nostra Brindisi dal punto di vista turistico e ricettivo.

Ed a questo vanno aggiunti gli sforzi per implementare l'offerta universitaria, per candidare Brindisi insieme a Lecce a capitale europea della cultura, per programmare al meglio il 2014 quando Brindisi sarà città europea dello sport e per abbandonare tutti insieme il tunnel della crisi.

Non è semplice, ma dobbiamo e possiamo crederci perché Brindisi questa volta ha tutte le carte in regola per non lasciarsi travolgere da quel pessimismo che tanti danni ha già provocato in passato».

Mimmo Consales

 

 

L'INTERVENTO DI MAURO D'ATTIS

«Non c'è più limite alla faccia tosta di Consales, che in ogni occasione ostenta risultati che dipendono dalle scelte di altri. Persino alla festa patronale, davanti a tanti fedeli, fa lo sproloquio su se stesso dimenticando di dire che, in quasi tutto ciò che ha elencato, lui e la sua amministrazione non c'entrano niente.

È pervaso dalla mania di comunicare, di apparire, di rispondere e ribattere a tutti, pretendendo di dare lezioni a tutti. Anche lezioni di trasparenza e legalità, come per l'ennesima volta ha fatto in questa occasione.

Continua a tagliare nastri senza aver mai dato una idea di città ben chiara se non quella copiata in forma sbiadita da quelli che lo hanno preceduto. Intanto consente ai rifiuti baresi di riempire la nostra discarica senza battere ciglio e trascurando l'interesse pubblico. Poi, sostiene la sua battaglia per il porto e si scopre che tutto è orientato a imporre la nomina di un segretario generale leccese e targato Partito Democratico. Facesse il Sindaco e non il 'Peppone di periferia'. Nel frattempo visto che proprio gli piace, gli faremo dono di un rotolo di nastro da inaugurazione».

Mauro D'Attis, capogruppo Pdl

 

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