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Brindisi, e ora la resa dei conti post elettorale nel Partito democratico

La quiete dopo la tempesta elettorale? Macché. A Brindisi sembra essere arrivato il tempo della resa dei conti in casa Pd, dove la tensione interna si fa sentire più di prima dopo che dalle urne è emerso “chi” in città ha sostenuto “chi” della provincia. E nel braccio di ferro, c’è in gioco il futuro della segreteria cittadina, in barba alle dichiarazioni pubbliche affidate a Facebook secondo cui il Partito democratico resta primo nel capoluogo

BRINDISI – La quiete dopo la tempesta elettorale? Macché. A Brindisi sembra essere arrivato il tempo della resa dei conti in casa Pd, dove la tensione interna si fa sentire più di prima dopo che dalle urne è emerso “chi” in città ha sostenuto “chi” della provincia. E nel braccio di ferro, c’è in gioco il futuro della segreteria cittadina,  in barba alle dichiarazioni pubbliche affidate a Facebook secondo cui il Partito democratico resta primo nel capoluogo.

Lo scenario. Vero che le preferenze di lista sono quelle del primato, esattamente pari a 4.119 ma è altrettanto vero che i Grillini ci sono eccome a Brindisi (così come nel resto della Puglia), essendo riusciti a rastrellare 2.530 voti e che proprio partendo dal risultato in chiave regionale sono pronti per pensare al futuro prossimo, costituito dalle elezioni comunali, in effetti già messe in calendario tra due anni.

I numeri esprimono consenso, la politica è anche questione numerica. Ed è successo che un giovane brindisino di 31 anni, Gianluca Bozzetti, al debutto, candidato nel Movimento Cinque Stelle, di cui nessuno mai prima aveva sentito parlare, abbia accarezzato il sogno di approdare alla Regione, sospinto da 1.885 preferenze personali. Potrebbe centrare ancora l’obiettivo se e solo se Antonella Laricchia, candidata governatore per il movimento pentastellato dovesse decidere di accettare l’offerta di Michele Emiliano di entrare in giunta come assessore all’Ambiente.

Se così dovesse essere, Bozzetti potrebbe sedersi accanto a volti storici come Pino Romano e Fabiano Amati, rispettivamente destinatari di 1682 voti e di 878 in città. Numeri che sul territorio provinciale sono ovviamente cresciuti: per Bozzetti sono arrivati a 2.381, per Romano sono schizzati a 7.216, con una spinta notevole a San Pietro Vernotico, paese natale, e per Amati hanno raggiunto quota 7.177, con apporto massiccio arrivato dalla sua Fasano, e una differenza di appena 49 voti.

Gianluca Bozzetti-2I grillini. “Non è importante chi entra in consiglio o in giunta, l’importante è esserci”, dice Bozzetti, la cui candidatura è stata “certificata” dal blog, dove si sono svolte selezioni sulla falsa riga delle primarie dei partiti. “Quel che conta è fare, cambiare, lavorare per i cittadini come noi che abbiamo incontrato in piazza in questi ultimi due mesi. Sicuramente ora ci sono le basi per pensare al Comune di Brindisi”.

Il Pd è avvisato. Ma intanto riflette sullo scarto  tra i due consiglieri regionali uscenti: la differenza dal formato mini conferma il livello del confronto-contrasto interno al Pd, dove sono entrati in gioco i big divisi in correnti se non addirittura in fazioni, le stesse che hanno impedito al Partito Democratico di schierare un candidato del capoluogo.

Il sindaco Mimmo Consales-4Mimmo Consales. Si sono fatti sentire i voti confluiti dal sindaco di Brindisi Mimmo Consales e dall’assessore all’Urbanistica Pasquale Luperti in favore di Pino Romano. Con soddisfazione del primo cittadino: “Ho scelto lui perché io sono del Pd e al Pd andava il voto”, dice subito dopo l’ufficialità della riconferma del sanpietrano. Già ma del Partito democratico c’erano altre candidature, senza contare il fatto che in corsa c’era anche l’assessore al Bilancio del Comune di Brindisi, Carmela Lo Martire, nella lista Emiliano sindaco di Puglia. La risposta: “Lo so, ma Pino Romano si è dimostrata persona che ha sempre lavorato bene per la città di Brindisi”. Per cui per gli altri non c’è stato posto. Fuori Lo Martire e Amati, quindi. Avanti Romano.

Pino RomanoPino Romano. Il neo eletto è più che contento: “E’ un risultato che mi inorgoglisce, anche perché rispetto al 2010, sono arrivate duemila preferenza in più, nonostante ci sia stata una riduzione del 10 per cento dei votanti”, dice snocciolando dati da politico navigato. “Queste cose non capitano per caso, evidentemente c’è del lavoro dietro, per esempio quello fatto a proposito delle discariche di Autigno e Formica, in difesa del territorio brindisino, e contro la Tap. Apprezzo le parole spese da Consales a cui va il mio ringraziamento”. Numeri alla mano, potrebbe entrare in giunta: “Questa cosa la lascio là, nel senso che rispetto la scelta di Michele Emiliano, è una sua prerogativa”.

L'assessore Carmela LomartireCarmela Lo Martire. Lo Martire, la sua soddisfazione personale se l’è tolta riuscendo a mettere assieme 2.340 preferenze tra Brindisi e gli altri comuni della provincia, per cui dalle elezioni regionali ha una colorazione politica e non più tecnica, status che le derivava dall’essere stata chiamata in giunta da Consales pur non essendo stata candidata alle amministrative passate. E adesso cosa succede? Si apre la fase della riflessione sul da farsi: la questione che potrebbe apparire un dilemma è tornare nell’esecutivo di Consales oppure lasciare la delega che per la verità nessuno, sino ad ora, ha detto di volere. Del resto, chi mai assumerebbe la responsabilità del Bilancio, dopo quanto avvenuto in città, dallo sforamento del patto di stabilità alla nuova perdita registrata dalla partecipata Multiservizi, pari a 600mila euro? In teoria nessuno. Nella pratica, posto che la politica è anche arte dell’impossibile, si vedrà. Forse già la settimana prossima, quando la Giunta tornerà a riunirsi.

Fabiano AmatiFabiano Amati. Quanto ad Amati è rimasto con il fiato sospeso sino all’ultimo, ma ce l’ha fatta e con lui anche Luciano Loiacono, il presidente del Consiglio comunale di Brindisi che lo ha sostenuto assieme a un gruppo espressione del capoluogo, tra cui ci sarebbero anche non tesserati: “Sono un po’ naif sulla questione dei sostenitori, nel senso che non sono un segugio, per me parlano i fatti, come l’apertura del Centro grandi ustionati al Perrino, la rete idrica e fognaria e la bonifica di Sbitri, solo per fare qualche esempio”.

“Certamente ringrazio chi ha creduto in me, come Loiacono, ma non solo, anche Giovanni Carbonella e tutti coloro i quali hanno votato la mia persona esprimendomi fiducia da Brindisi città e dagli altri comuni”, dice. E sullo scarto minimo con il collega Romano: “Nel suo caso ha fatto da traino l’elezione al comune di San Pietro Vernotico”.

Se le fazioni sono queste, Consales-Luperti da un lato e Loiacono-Carbonella dall’altro, a rischiare è la segreteria cittadina affidata ad Antonio Elefante, il quale dal canto suo ha mantenuto un basso profilo. Non si registrano dichiarazioni a sua firma, se non quelle di riconoscimento sul risultato che il Pd è riuscito a portare a casa.

Mauro Vizzino-2Mauro Vizzino. Ad esultare più di lui sono i sostenitori di Mauro Vizzino, consigliere regionale neo eletto che arriva da Mesagne, espressione della lista Emiliano sindaco di Puglia: 5.512 preferenze, arrivate anche da Brindisi per l’effetto traino della Uil, sindaco nel quale il padre è segretario provinciale e viaggia in coppia con Antonio Licchello che sul giovane ha scommesso, trovandosi d’accordo con il deputato ormai ex Sel, Antonio Matarrelli. Il parlamentare alle regionali ha sostenuto Emiliano,  ha sposato la causa  sia Vizzino jr che Vizzino senior, quest’ultimo risultato eletto in consiglio comunale a Mesagne con Pompeo Molfetta candidato sindaco, in alternativa a Francesco Mingolla espressione del Pd.

I due si affronteranno al ballottaggio. Ora si festeggia Mauro Vizzino: “Mi sono mostrato per quello che sono”, dice. “La politica l’ho respirata per anni tramite mio padre, da quando sono diventato io papà (di una bimba di cinque mesi, ndr) ho deciso di scendere in campo: voglio che mia figlia abbia un futuro, per cui bisogna darsi da fare”.

Maurizio FrioloMaurizio Friolo. E’ riuscito a sopravvivere il consigliere regionale uscente di Forza Italia, Maurizio Friolo di Torre Santa Susanna, superstite per effetto di 4.130 preferenze: “In Puglia, a dire il vero, di superstiti ce ne sono diversi provenienti da un esercito che ha combattuto una battaglia contro vento, con coraggio, dignità e lealtà. Perché io e i colleghi ci abbiamo messo la faccia, dopo il disastro”, dice.

“Non devo essere io a ricordare quello che è successo. Se qualcuno fosse stato più responsabile, il centrodestra sarebbe stato unito”. Il riferimento a chi va? “Chi vuole comprendere, intende”. Sia chiaro: Luigi Vitali per Friolo non c’entra niente. Ora Forza Italia in consiglio regionale pensa a fare opposizione con i nemici di Oltre con Fitto e del Movimento Schittulli-Area Popolare: “E’ con loro che dobbiamo dialogare, visto che il centrodestra siamo noi, nonostante tutto”.

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