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Civatiani di Brindisi: "Leali con Emiliano. Dopo il voto qualcosa cambierà"

“A Pippo Civati va tutta la nostra solidarietà: la sua è stata una scelta sofferta, difficile ma evidentemente non più rinviabile. Una decisione che sicuramente apre a nuovi scenari con la creazione di un progetto politico che sia realmente democratico"

BRINDISI – “A Pippo Civati va tutta la nostra solidarietà: la sua è stata una scelta sofferta, difficile ma evidentemente non più rinviabile. Una decisione che sicuramente apre a nuovi scenari con la creazione di un progetto politico che sia realmente democratico, cosa che non è più il Pd di Matteo Renzi”. Anche da Brindisi sono partiti i messaggi di sostegno per l’ormai ex deputato del Pd, passato l’altro ieri nel gruppo Misto, dopo l’approvazione della nuovissima legge elettorale, quell’Italicum, che invece è piaciuta al mesagnese Antonio Matarelli: mentre Civati lasciava i banchi in chiaro segno di contestazione con la maggioranza del Partito democratico sorda al confronto, con in testa il premier, l’onorevole brindisino diceva addio a Sel per avvicinarsi al Pd.

Fatto sta che pur partendo da direzioni opposte, i due – Civati e Matarrelli – si sono trovati nello stesso gruppo, appunto quello Misto. Cosa accadrà in futuro? La domanda infiamma i discorsi politici nella Capitale, così come quelli nelle periferie. Brindisi compresa. Dal capoluogo, infatti, sono stati spediti messaggi di sostegno e vicinanza a Civati, raccolti da Gigi Rizzi, unico esponente “civatiano” componente della segretaria provinciale e rappresentante della corrente in coppia con Gabriella Ligorio nella direzione regionale del Pd.

“Lo strappo era nell’aria viste le dichiarazioni di Civati, il quale più volte ha sottolineato di non riconoscere nelle azioni del governo, le linee guida del programma elettorale del Pd”, dice Rizzi. “Pier Luigi Bersani, del resto, non ha risparmiato critiche”, aggiunge. Non è mistero per nessuno che quelle frecciate non sono piaciute alla maggioranza del Pd, tanto che sono stati “esclusi” dalla Commissione Affari Istituzionali della Camera dieci deputati ritenuti non in linea. Cancellati, nominati come nei reality o epurati, è chiaro che il Pd è costretto a fare i conti con insofferenze interne che prima o poi avranno ripercussioni sulla scena politica nazionale e, di riflesso, locale.

Da Roma sono sempre più insistenti le voci che danno per certa la nascita a breve di un nuovo soggetto politico, di un movimento che farà capo a Civati, aperto alla società civile così come impegnato nel dialogo con il sindacalista Landini, voce storica della Fiom e probabilmente disponibile ad ascoltare quanto hanno da dire i parlamentari che hanno rotto con i partiti e le liste di provenienza. Vedasi gli ex grillini e quelli di Sel. Le indiscrezioni, ovviamente, hanno raggiunto Brindisi. Ed anche qui si parla di futuro, futuro prossimo, da intendere come quello che avverrà subito dopo la tornata elettorale. Per ora stand-by.

“E’ ovvio che le cose cambieranno, ma solo dopo l’appuntamento del 31 maggio, quando gli elettori saranno chiamati a scegliere il governatore della Puglia e i consiglieri. Sino ad allora i civatiani restano nel Pd come anima critica e per quel che riguarda la nostra provincia e la regione, resta il sostegno ai candidati in lista”, spiega Rizzi.

“Intanto resta il sostegno a Michele Emiliano, quindi quello ai candidati che sono espressione civatiana, vale a dire Annarita Lemma di Taranto ed Elvira Taurisano di Bari. A Brindisi, come si sa, non è stato possibile avere un nome espressione del capoluogo di questo la locale classe dirigente dovrà assumersi le responsabilità”. E qui chi ha orecchie per intendere, intenda pure visto che il riferimento è tutt’altro che causale. A cosa e a chi? A quanto è avvenuto nei mesi scorsi, quando il Partito democratico è rimasto imbrigliato nelle beghe interne per finire affossato, sino a perdere voce nel capitolo delle candidature.

“Abbiamo chiesto con forza alla segreteria cittadina una candidatura femminile, posto che su cinque caselle, tre sono state occupate dai consiglieri regionali uscenti, ma non sono stati capaci di arrivare a una sintesi. Il motivo?”, chiede Gigi Rizzi. Ecco la risposta: “Non hanno dato importanza alla cosa, non si sono preoccupati neppure del confronto, del ricambio generazionale che non vuol dire avere dirigenti giovani se poi alle spalle ci sono sempre gli stessi. Il risultato è che sono state chiuse le porte da Bari. Vedasi cosa hanno fatto a Marika Rollo (ex assessore alle Politiche sociali del Comune di Brindisi, ndr): poteva avere chance alle regionali e invece l’hanno affossata. Lei è rimasta fuori, così come lo siamo noi che non facciamo capo a nessuno se non all’idea di essere soggetto democratico a sinistra”.

Più chiaro di così non poteva essere. Così come i civatiani sono stati chiari con Emiliano a proposito della composizione delle liste: “Volevamo candidati puliti, nel senso che non avessero provenienza da altri movimenti o partiti, perché il trasformismo non ci appartiene”. Ma l’aspirante governatore è andato dritto per la sua strada al grido di ‘scateniamo l’inferno’ e ha pescato nella società civile per comporre le liste del Pd nei collegi a cui ha aggiunto le civiche. E qui di candidati che hanno compiuto ribaltini ce ne sono, basta dare un’occhiata ai nominativi.

“Si tratta di liste che fanno capo direttamente ad Emiliano, quindi sfuggono al Pd, ma non per questo sono esenti da critiche: abbiamo detto no al trasformismo e lo ripetiamo. Allo stesso modo restiamo convinti della necessità di avere ruoli separati”. Il riferimento è ad Emiliano, nel caso in cui dovesse riuscire a centrare l’obiettivo elezioni, visto che sarebbe sindaco di Puglia e segretario regionale del Pd. Ancor prima, il richiamo è a Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri e segretario nazionale. “Sono ruoli non cumulabili”. Ma adesso che il divorzio di Civati è ufficiale e che i suoi non aspettano altro che il rompete le righe, è prevedibile che dalle parole si passerà ai fatti.

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