"Dopo Monti non si vedono vere novità"

BRINDISI - Prosegue con un articolo di Marco Mitrugno, che a fine ottobre ha lasciato il movimento giovanile di Fli di cui era segretario provinciale per dedicarsi a ZeroPositivo, la nuova formazione liberal-riformatrice nata in varie città italiane, il dibattito sulla situazione politica avviato da BrindisiReport.it in vista delle prossime elezioni. ------------------------------------- Il momento che stiamo vivendo è storico per molti fattori: vi è una crisi economica forse peggiore di quella del 1929; la classe politica è in crisi come l’economia, non gode della fiducia dei cittadini; il sistema è al collasso, non possiamo più permetterci di vivere con uno Stato chioccia, troppo invadente nelle vite dei cittadini. E allora, cosa si può fare per rimettere sulla strada giusta un Paese che rischia di ritornare nel baratro? Le parole d’ordine sono due: riforme radicali. Riforma del welfare, riforma dei partiti, riforma della scuola e dell’università, i tagli ai costi della politica (finanziamento pubblico in primis), “riforma” dell’essere cittadini: è arrivato il tempo della responsabilità individuale, ognuno si assume le proprie responsabilità senza scaricare (come si fa tutt’ora) le colpe su altri fattori o soggetti.

Marco Mitrugno

BRINDISI - Prosegue con un articolo di Marco Mitrugno, che a fine ottobre ha lasciato il movimento giovanile di Fli di cui era segretario provinciale per dedicarsi a ZeroPositivo, la nuova formazione liberal-riformatrice nata in varie città italiane, il dibattito sulla situazione politica avviato da BrindisiReport.it in vista delle prossime elezioni.

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Il momento che stiamo vivendo è storico per molti fattori: vi è una crisi economica forse peggiore di quella del 1929; la classe politica è in crisi come l’economia, non gode della fiducia dei cittadini; il sistema è al collasso, non possiamo più permetterci di vivere con uno Stato chioccia, troppo invadente nelle vite dei cittadini. E allora, cosa si può fare per rimettere sulla strada giusta un Paese che rischia di ritornare nel baratro? Le parole d’ordine sono due: riforme radicali. Riforma del welfare, riforma dei partiti, riforma della scuola e dell’università, i tagli ai costi della politica (finanziamento pubblico in primis), “riforma” dell’essere cittadini: è arrivato il tempo della responsabilità individuale, ognuno si assume le proprie responsabilità senza scaricare (come si fa tutt’ora) le colpe su altri fattori o soggetti.

In questo scenario la politica deve autoriformarsi, le vecchie logiche e le solite facce hanno stancato. Siamo in prossimità di una campagna elettorale dura, in cui si useranno argomentazioni demagogiche, in modo tale che la gente decida con la pancia e non con la testa. Da una parte l’ennesimo ritorno in campo di Berlusconi e della sua Forza Italia 2.0, con le dichiarazioni anti-europee, anti-tedesche e anti-Monti; dall’altro la riedizione dell’Unione prodiana: un agglomerato di forze eterogenee, trainato da duo Sel - Cgil.; per non parlare del fenomeno Grillo, di cui non conosciamo il programma o l’agenda economica. Dunque, uno scenario non felice, in cui non compaiono forze responsabili, capaci di convergere su di loro il consenso degli italiani stufi di una politica immobile.

Ecco perché c’è l’impellente di una qualcosa di realmente nuovo, che promuova valori come la libertà individuale, la competizione, l’opportunità, la meritocrazia. Un soggetto che raccolga l’eredità riformatrice del Governo guidato da Monti, che ci ha fatto recuperare quella credibilità internazionale che era andata persa negli ultimi anni. Un movimento autenticamente liberale, che possa raccogliere il consenso degli astenuti e dei delusi; un movimento animato da giovani volenterosi e dalle forze responsabili provenienti dalla politica e dalla società civile; un movimento che può essere guidato anche da Mario Monti.

P. S.: è arrivata la notizia che il decreto riguardante l’accorpamento delle Province non sarà convertito in legge. Questa è l’ennesima dimostrazione che gli attuali partiti hanno fallito: per salvare questa o quella poltrona hanno affossato una legge che avrebbe permesso di risparmiare alcuni miliardi che potevano essere reinvestiti. Una logica, questa, sicuramente campanilista e quindi anacronistica.

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