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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

E il notaio Errico tiene a battesimo il movimento civico Brindisi virtuosa

Sull’ipotesi candidatura a sindaco: “Dipende alla capacità che avremo di convincere la gente”. Il presidente Mevoli: “Dialogo con le liste civiche del centro sinistra”. Strappo definitivo con il Pd ed Emiliano, anche dopo la questione approdo Tap

BRINDISI – “Movimento civico Brindisi virtuosa” per continuare nel solco tracciato, poco più di un mese fa, dal notaio Michele Errico come rappresentante della fondazione Giuseppe Lazzati, avendo come obiettivo le prossime elezioni per la scelta del sindaco. Idea che lui, Errico, non scarta, né dà per certa, ma accarezza sotto forma di ipotesi nella misura in cui l’appello alle persone di buona volontà dimostrerà di avere riscontro con adesioni alla neo nata realtà. Da oggi a tutti gli effetti associazione, con sede in Brindisi, certificata dal notaio Augusta Maria Massari.

michele errico enotaio massari ot-2

“Siamo qui per rinnovare l’invito alla partecipazione attiva, di modo che ognuno diventi artefice del proprio destino e tutti insieme di quello che di questa città”, ha detto Errico, già sindaco di Brindisi nonché presidente della Provincia. E’ tornato in prima linea per rivendicare i principi fondanti della Costituzione, probabilmente dimenticati da più parti, ma sempre attuali: “Umanesimo sociale, cristiano e liberale”. Sono le coordinate della rotta tracciata nell’atto costitutivo del movimento presieduto da Damiano Mevoli, ex consigliere comunale di Brindisi, volto noto, diventato ex del Partito democratico, dopo l’esperienza nella Margherita.

L'atto costitutivo

Le finalità della nuova realtà che si candida a diventare protagonista nella scena politico-amministrativa locale sono riportate nell’articolo 2: “Concorrere, contribuire a promuovere e attivare forme di democrazie e di partecipazione dal basso di benevola correzione; strutture di formazione delle classi dirigenti; iniziative di nomina popolare dei candidati alle cariche elettive; progetti, programmi, attività a larga e qualificata partecipazione, dall’ideazione all’attuazione; strumenti di comunicazione innovativa e interattiva e campagne di opinione su problemi di interesse generale e locale”, si legge. Di conseguenza, l’obiettivo ultimo: “Essere presenti nelle consultazioni elettorali attraverso proprie liste e candidati”. Il che era chiaro già al momento dell’appello alla città rivolto dal notaio a fine ottobre, quando rivolgendosi alla stampa, disse: “Amici miei, colpiamo chi fa cupola per rendere Brindisi città virtuosa”.

“Il bene pubblico non deve derivare dalla mortificazione delle libertà personali, di contro alle elargizioni delle burocrazie, ma con opportune scelte politiche e amministrative deve trovare fondamento nella tutela della capacità intrapresa dei singoli”, dicono i primi firmatari, tra i quali ci sono Enrico Borgio e Giuseppe Attanasi. “Questo è il progetto della cittadinanza virtuosa”.

La candidatura

Nessun riferimento, al momento, su possibili avvicinamenti ad altre realtà civiche brindisine, perché i tempi per parlare di coalizioni sono prematuri. Lo stesso dicasi per il candidato primo cittadino, ma l’occasione della “nascita” del movimento Brindisi virtuosa è quella giusta per rivolgere domande dirette al notaio Errico, così come al presidente Mevoli. Anche perché, non è mistero per nessuno, che Errico, già lo scorso anno abbia tentato la strada della candidatura a sindaco. E allora, questa volta sarà della partita in prima persona? “Tutto è riservato alla volontà del movimento e a chi rispondere all’appello rivolto alla città: certamente ognuno di noi è pronto ad assumere figure apicali per dare il massimo impegno”, risponde. Affermazione diplomatica. Cosa vuol dire in concreto? “Che tutto dipende dalla capacità che abbiamo di convincere la gente ed è in questo che si dimostra il nostro atteggiamento democratico”. Risposta decisamente più chiara, riassumibile con un “nì” di natura prudenziale.

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Le possibili alleanze

Quanto, invece, ai rapporti con le altre forze politiche, sembra impossibile ricucire con il Pd, non solo per le dinamiche a livello nazionale, ma per la presa di posizione del governatore della Puglia, Michele Emiliano, sull’approdo del gasdotto Tap. Perché Emiliano pensa a Brindisi. E la location è più che indigesta per il movimento Brindisi città virtuosa, a partire da Errico. La storia della città racconta di pugni sul tavolo, per dire no al rigassificatore, quando era presidente della Provincia. Battaglia condotta assieme all’allora sindaco Domenico Mennitti, espressione dell’altra parte politica (peraltro la stessa del Governo).

 “Noi vogliamo dare un valore aggiunto sotto forma di contributo alla nostra città”, dice Mevoli. “Con il Pd, anche nazionale, il discorso è diverso rispetto ai movimenti civici, perché se qualcuno si illude di portare i valori espressi a livello nazionale in questa città, mi sembra discutibile”. Per la serie, chi ha orecchie per intendere, lo faccia. E anche presto.

Rumors delle ultime ore riferiscono di possibili incontro con Nando Marino e con i promotori dell’Associazione Brindisi in Alto, di area moderata, spostata a sinistra? “Noi stiamo in una sfera, al momento guardiamo e osserviamo. Non escludo nulla, così come non è da escludere che il nostro movimento possa procedere da solo, nel caso in cui non ci sia chiarezza sui punti cardine per l’inversione della rotta in direzione del virtuosismo”.

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