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E sulla Dieta mediterranea Ceglie dice no: "Ci faremo il nostro progetto"

CEGLIE MESSAPICA - Il Comune di Ceglie Messapica non entrerà nella Fondazione della Dieta Mediterranea Onlus, progetto su cui politicamente sta lavorando il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, e scientificamente il professore Gaetano Crepaldi, ordinario a Padova, cittadino ostunese onorario e studioso di alimentazione, e il dietologo Agostino Grassi. La notizia l'ha data direttamente il sindaco Luigi Caroli a Ferrarese con una lunga lettera di contestazioni formali e sostanziali, che per alcuni potrebbero risultare pretestuose, per altri no.

CEGLIE MESSAPICA - Il Comune di Ceglie Messapica non entrerà nella Fondazione della Dieta Mediterranea Onlus, progetto su cui politicamente sta lavorando il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, e scientificamente il professore Gaetano Crepaldi, ordinario a Padova, cittadino ostunese onorario e studioso di alimentazione, e il dietologo Agostino Grassi. La notizia l'ha data direttamente il sindaco Luigi Caroli a Ferrarese con una lunga lettera di contestazioni formali e sostanziali, che per alcuni potrebbero risultare pretestuose, per altri no.

Insomma, dopo settimane di guerriglia, siamo ormai alla linea Maginot costruita sulle ubertose colline del Nord Brindisino, come una volta usavano fare i Messapi, area culturale cui appartengono sia Ceglie (Caelia) che Ostuni (Sturnium), 2500 anni fa unite contro Taranto e la Iapigia, oggi divise dalla politica che usa l'olio di oliva, i legumi e la pasta come corpo contundente. Una contesa che il mercato turistico internazionale non riuscirebbe a individuare e comprendere neppure utilizzando un potente microscopio. Ma così vanno le cose, da queste parti.

La lettera giunge al protocollo di piazza S.Teresa (non ci ricordiamo la strada su cui Ferrarese ha fatto spostare il nuovo ingresso del palazzo della Provincia) alla vigilia del consiglio provinciale di lunedì 29 novembre, e della firma di adesione allo statuto della Fondazione del 30 novembre. I cegliesi non ci saranno. E' di Caelia anche l'assessore provinciale Pierino Mita che proprio oggi aveva cercato di seminare pace sulle colline premurgiane annunciando che la Provincia finanzierà la valorizzazione del "biscotto cegliese" e ne farà uno dei prodotti rappresentativi di Filia Solis, alias il territorio brindisino nelle politiche di marketing di Ferrarese.

Ma a Luigi Caroli e al centrodestra di Ceglie non basta l'elogio del piscuette. I cegliesi, annuncia il sindaco, non metteranno piede nella Fondazione ostunese, anzi si faranno in casa il loro bravo progetto, tanto sono loro ad avere in mano il primato della ristorazione tipica nella zona e in Puglia. Gli ostunesi si vendicheranno o lasceranno correre? E pensare che due delle quattro società in corsa per la ristrutturazione del porto di Villanova sono proprio cegliesi, e ormai potrebbe venire a galla che quello non è affatto mare di Ostuni. Ma questa è un'altra storia. Le ragioni della rottura sulla dieta mediterranea è giusto vengano riportate integralmente, visto che sul web c'è spazio a volontà. Di seguito, il testo integrale della lettera di Caroli a Ferrarese.

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"Egregio Presidente, ho ricevuto e letto con attenzione la bozza di Statuto della Fondazione dieta mediterranea inviatami dal suo capo di gabinetto e devo rappresentarLe il disappunto mio personale e della comunità cegliese per il ruolo marginale assegnato alla nostra città, malgrado sia riconosciuto in modo unanime la grande rilevanza della tradizione gastronomica locale.

Mi spiace constatare che sia la Presidenza della Fondazione, che del C.d.A. e del Comitato Scientifico vengano di fatto attribuite alla stessa persona, ed in particolare è davvero un caso anomalo che sia le competenze scientifiche che manageriali e di marketing vengano concentrate in un unico soggetto.

Mi chiedo in provincia di Brindisi non vi è alcun soggetto con competenze manageriali che possa guidare la Fondazione in uno di questi tre ruoli ?

Non credo inoltre condivisibile che la città di Brindisi o la Camera di Commercio non abbiano un ruolo da attori protagonisti ma vengano considerati come soggetti terzi o succedanei.

Relativamente agli scopi della stessa Fondazione devo registrare che mancano del tutto quelli attinenti alla ristorazione d'eccellenza del gusto e dell'enogastronomia, come non si comprende quali debbano essere le iniziative prospettiche della scuola di gastronomia in termini di ritorno per il territorio tutto.

Ritengo peraltro che chiedere agli enti di sottoscrivere l'atto costitutivo in data 30 c.m., dopo aver fatto una sola riunione tecnica, rischia di ingenerare confusione soprattutto in assenza di un progetto scientifico che ad oggi non ci è mai stato consegnato da nessuno.

Personalmente credo che un ente come la Provincia, deputato alla concertazione tra i Comuni, avrebbe dovuto coinvolgere maggiormente le comunità interessate.

Mi vedo costretto da atteggiamenti che a volte giudico incomprensibili e forse derivanti da diversità politiche, a comunicarle che in presenza di tali condizioni la nostra comunità non intende aderire a tale iniziativa, preferendo concentrare le proprie risorse, già deliberate in sede di bilancio e la sede dell'ex Convento dei Domenicani ad una iniziativa diversa e non concorrenziale che veda al centro del suo scopo sociale l'enogastronomia messapica e la ristorazione d'eccellenza con prodotti a Km 0.

Ovviamente qualora le sue riflessioni la portassero a riconsiderare la documentazione inviatami ed a riconvocare un tavolo dove nessuno trovi prodotti preconfezionati ed al quale siedano con pari dignità i soggetti maggiormente interessati il nostro contributo non potrà mancare. Cordiali saluti".

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