Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica

Ecco cosa hanno scoperto i revisori dei conti: "Il patto è stato eluso"

La relazione inviata non solo al sindaco, al presidente del consiglio comunale e al segretario generale, ma anche alla procura presso la Corte dei Conti e alla Ragioneria generale dello Stato

BRINDISI – Si conclude con l’annuncio che il collegio dei revisori non può rilasciare all’amministrazione comunale di Brindisi la “prevista certificazione delle risultanze del patto di stabilità, così come determinate dall’ente”, e con l’invito alla stessa amministrazione “a procedere al ricalcolo del saldo rilevante ai fini del patto di stabilità, adottando criteri maggiormente rispondenti al Tuel (il testo unico sugli enti locali, ndr) nonché ai principi contabili emanati dall’Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali”, il richiamo severo, accompagnato dall’invio della stessa notifica anche alla procura presso la Corte dei Conti di Bari, e al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

I controlli del collegio dei revisori sui dati rilevanti per la verifica del rispetto del patto di stabilità interno per l’esercizio 2014, cui è vincolato il rilascio della certificazione prevista dalla legge, hanno evidenziato “procedure non corrette sia nella fase di accertamento delle entrate sia in quella di impegno delle spese”. L’esame a campione delle determine dirigenziali riguardanti impegni di spesa per il 2015, ha rivelato ai revisori l’esistenza di spese che invece erano di competenza dell’esercizio finanziario 2014, spostate dunque su quello dell’anno successivo.

Tutto ciò, scrivono i revisori, configura “una fattispecie elusiva  del patto di stabilità, come in ultimo enunciata nella circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragione generale dello Stato – numero 6 dell’11 febbraio 2014”. Per quanto riguarda le entrate invece, i revisori segnalano “una generalizzata sovrastima degli accertamenti di competenza relativi alle entrate di cui al Titolo I”. Cosa vuol dire? Che sono state accertate “a competenza entrate relative alla fase di riscossione coattiva delle imposte e delle tasse comunali, che hanno o avrebbero dovuto, essere oggetto di accertamento negli esercizi precedenti e che, nella migliore delle ipotesi, costituiscono maggiori residui attivi, e giammai entrate di competenza dell’esercizio finanziario 2014”.

Lo sforamento del patto di stabilità – come già ampiamente scritto in queste ore negli altri articoli da noi pubblicati sulla questione – avrà delle conseguenze serie, nel caso gli organi di controllo superiori dovessero condividere la lettura della situazione effettuata dal collegio dei revisori dei conti, sulle capacità del Comune di Brindisi di provvedere ai fabbisogni della città. In questo modo gli errori degli amministratori, e della politica, si scaricheranno sui cittadini.

Al di là delle dichiarazioni del sindaco a una emittente locale ieri, non ci sono ancora risposte ufficiali da parte dell’amministrazione Consales alla denuncia dello sforamento del patto di stabilità inoltrata agli amministratori, al presidente del consiglio comunale, ai già citati organi di controllo a Bari e Roma, e al segretario comunale dal collegio dei revisori dei conti. Con le finanze rigidamente ridimensionate e bloccate dai provvedimenti previsti per i Comuni che non rispettano il patto di stabilità, e la questione del Piano urbanistico generale fermo e ormai in procinto di sfociare nell’ennesimo contenzioso giudiziario (da quanto si è capito, c’è il rischio che tocchi ad un magistrato decidere chi ha ragione, la giunta o l’equipe dei progettisti), non basteranno un bicchiere di vino e un panino con la salsiccia ad allontanare le ombre che pesano su Brindisi e sul suo futuro.

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