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Ostuni, piazza della Libertà di sera

Ostuni, piazza della Libertà di sera

Elezioni Ostuni: "Accetto, ma senza Tanzarella"

OSTUNI – Si è consumata, dopo le esternazioni politicamente molto dure e gli attacchi personali del sindaco Domenico Tanzarella, ogni possibilità che Francesco Saponaro sia anche il candidato dei socialisti di Ostuni alle elezioni amministrative della prossima primavera.

OSTUNI - Si è consumata, dopo le esternazioni politicamente molto dure e gli attacchi personali del sindaco Domenico Tanzarella, ogni possibilità che Francesco Saponaro sia anche il candidato dei socialisti di Ostuni alle elezioni amministrative della prossima primavera. E' lo stesso Saponaro a mettere in chiaro questo punto: se il Partito Democratico intende mantenere ferma la sua candidatura, dovrà anche proporre una diversa alleanza di centrosinistra senza le eventuali liste ispirate al primo cittadino uscente. "Da parte mia - ha detto Francesco Saponaro a BrindisiReport.it - non ci sono più le condizioni per dialogare con Tanzarella. Altrimenti il Pd faccia le primarie e si cerchi un diverso candidato".

Le ultime dichiarazioni pubbliche del sindaco di Ostuni hanno sancito la rottura definitiva con Saponaro. Ma anche la collaborazione degli ultimi anni di Domenico Tanzarella con l'attuale consigliere regionale Pd (ex Margherita) Giovanni Epifani si può considerare ormai conclusa. La domanda è cosa farà ora il Partito democratico della Città Bianca: al suo interno vi è un'ala "tanzarelliana", che teme la conflittualità con il sindaco uscente, ma dovrebbe prevalere la linea della conferma della candidatura di Francesco Saponaro sulla base di un dialogo programmatico con altri movimenti che premono per il cambiamento amministrativo.

"Sono d'accordo con Tanzarella su alcune importanti questioni. Innanzitutto è logico che, essendo stata la mia candidatura proposta dagli esponenti di una determinata coalizione ed essendo intervenuti dei ripensamenti tali da fargli considerare la mia candidatura come 'distruttiva', la stessa coalizione potrebbe scegliere il candidato sindaco con il metodo democratico delle primarie", dice infatti Saponaro in una nota diramata oggi.

"In secondo luogo potrebbe rispondere al vero l'immagine di un Saponaro che, invitato a tavola, ha preteso di ribaltare il tavolo. Dico 'potrebbe' perché in verità non mi sono sentito invitato ad alcuna tavola, ma mi sono limitato ad esporre alcune idee sul futuro di Ostuni che mi pareva dovessero essere condivise da tutte le forze in campo (l'ho detto in un dibattito con Gianfranco Coppola). Non voglio fare l'ingenuo ma non riesco a capacitarmi del perché il richiamo alla questione morale e al tema del conflitto di interessi abbia poi suscitato tanta violenza verbale da parte del sindaco in carica", prosegue il direttore generale di Innovapuglia.

E qui i paletti: "Quello che non accetto è invece il vero e proprio squadrismo verbale a scopo denigratorio che, stando alle cronache, ha pervaso il comizio di Tanzarella ieri sera. Rinvio ad altra sede ulteriori iniziative. Mi limito ad osservare che sul fatto che io sarei stato 'cacciato' dalla giunta, quasi che Vendola fosse un Tanzarella in formato regionale, tutti i cittadini possono farsi una propria idea consultando il sito del Consiglio regionale della Puglia, dove sono contenuti i verbali del consiglio ed i miei interventi, nonché la rassegna stampa dell'epoca".

A proposito delle accuse personali di Tanzarella, Saponaro sottolinea: " Tengo subito a chiarire, in omaggio alla trasparenza, che la mia ultima busta paga è di 4.900 euro e che, sono, anche per mia scelta, uno dei direttori generali meno remunerati di Puglia. Quanto allo stipendio di 2.500 euro del sindaco di Ostuni, non essendoci come nel mio caso l'obbligo del tempo pieno, mi sembra una indennità normale. Non a caso ho già formalizzato le mie dimissioni da InnovaPuglia senza sentirmi un martire ( e ovviamente manterrò ferme le dimissioni anche nel caso di non candidatura ad Ostuni; altrimenti non avrei detto di voler dare l'esempio)".

"In ogni caso torno a ribadire che le scelte sono ora di tipo veramente politico. Se si volesse confermare la coalizione attuale ribadisco la indisponibilità già manifestata ben prima dell'appello rivoltomi da Tanzarella. Se si vuole puntare invece ad una nuova coalizione di centrosinistra con altre forze interessate confermo la mia disponibilità". Quindi, giunti a tale punto, il Pd deve compiere una scelta che escluda l'alleanza con Domenico Tanzarella.

Francesco Saponaro, già assessore regionale al Bilancio e in passato anche segretario provinciale della federazione del Pci, aveva ricevuto la proposta di candidatura a sindaco da quattro "saggi" in rappresentanza del centrosinistra: il senatore Salvatore Tomaselli per il Pd, lo stesso sindaco Tanzarella per i socialisti, Mario Liso per Sel e Antonio Napoli per i repubblicani. La disponibilità era subordinata ad un confronto politico-programmatico su alcune idee fondamentali di una ipotesi di programma del candidato sindaco. "Perché - ha detto Saponaro - un candidato sindaco non è un prodotto di marketing ma è il frutto di un programma comune".

Tanzarella però è poi pervenuto ad un ripensamento, in polemica con il Pd, facendo sapere che i socialisti ed alcune liste civiche sarebbero andati da soli alle elezioni con un loro candidato. Francesco Saponaro, essendo venute meno le condizioni programmatiche iniziali, aveva lasciato libero il Pd di cercare un eventuale nuovo candidato ma il partito per due volte consecutive ha confermato la proposta del direttore di Innovapuglia alla candidatura a sindaco, il quale ha poi consegnato una ipotesi di programma su cui aprire la discussione.

Tanzarella ha interpretato una intervista rilasciata ad una testata locale come un attacco personale, dice Saponaro, "reagendo pubblicamente". "Chi ha governato per vent'anni può temere un eccesso di glasnost, ma io colgo nei comportamenti di Tanzarella un segno di debolezza". Per Francesco Saponaro, ogni ipotesi di collaborazione con il sindaco uscente finisce qui.

 

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