Politica

Il fenomeno non è Salvini: in Puglia vince Emiliano, secondo il M5S

Non c'è il cinque a due secco che avrebbe soddisfatto Renzi, dicono le prime proiezioni: si deve infatti giocare la Liguria col centrodestra che per ore prevale di poco, però il premier si prende la Campania con De Luca. Il Pd diventa tuttavia il secondo partito sotto il M5S in Liguria e Puglia

Non c’è il cinque a due secco che avrebbe soddisfatto Renzi, dicono le prime proiezioni: si deve infatti giocare la Liguria col centrodestra che per ore prevale di poco, però il premier si prende la Campania con De Luca. Il Pd diventa tuttavia il secondo partito sotto il M5S. Umbria testa a testa come in Liguria, il Veneto al centrodestra.  Il resto sostanzialmente non cambia. Toscana, Puglia, Marche al centrosinistra. Ma il vero dato politico di queste elezioni regionali è l’affermazione del Movimento 5 Stelle che eclissa il risultato di Salvini e della Lega, giocandosi (tranne che in Veneto) la partita tra il secondo e il terzo posto. Ma con l'afflusso dei primi dati reali torna in gioco anche la Campania.

La Puglia - In Puglia si profila la netta vittoria di Emiliano, al secondo posto si piazza il M5S. Alle spalle di Antonella Laricchia il duello tra gli sconfitti: prevale per adesso l’accoppiata Schittulli-Fitto sul centrodestra “ufficiale” di Adriana Poli Bortone. Come stanno le cose? Puglia: Emiliano 43,8  su Laricchia 21,5 per cento. Attenzione: il Pd in Puglia è il secondo partito dopo il M5S, come in Liguria. Liguria: Toti (centrodestra) 31,3 su Paita (centrosinistra) 30,4. Veneto: Zaia 45,2 su Moretti 25,6. Toscana: Rossi (centrosinistra) 47,1 su Borghi (Lega-Fdi) 18,8. Marche: Ceriscioli (centrosinistra) 39 su Maggi (M5S) 24,8. Umbria: Ricci (centrodestra) su Marini (centrosinistra) 40,1. Campania: De Luca (centrosinistra) 42,2 su Caldoro (centrodestra) 35 per cento.

E per ora va detto che, rispetto all'armata persiana di Emiliano, sono stati non certo inferiori i risultati della bistrattata "Primavera Pugliese" di Vendola, che cinque anni fa a marzo vinse con il 48,69 per cento, ed il Pd ottenne il 20,75 per cento. Si era detto che la strategia delle liste civiche e delle alleanze disinvolte di Emiliano sarebbe servita anche a svuotare le liste del partito del candidato presidente (e segretario regionale dello stesso Partito democratico) per agevolare il suo disegno politico che non coinciderebbe affatto nè con quello di Matteo Renzi, nè con quello della sinistra del partito. Si vedrà presto, anche perchè ora la posizione dell'ex pm è incompatibile con quella di segretario ed è inevitabile, e auspicabile, il confronto duro post-elettorale.

Il centrodestra paga le divisioni introdotte da Silvio Berlusconi, che ha giocato la sua partita in Puglia pensando a liberarsi dell'opposizione interna dei ricostruttori di Fitto piuttosto che a vincere o a tentare di vincere. Ha pagato un prezzo alto, sconfitto due volte, e questo peserà a livello nazionale, malgrado i tentativi prevedibili di tamponare le ferite con le vittorie in altre regioni. Ma anche per Raffele Fitto il futuro sarà molto complicato, perchè non gli basterà certo la vittoria per il terzo e quarto posto per decollare.

La provincia di Brindisi - La situazione alle 01,50 in provincia di Brindisi (10 sezioni su 382) era la seguente: Emiliano 51,11; Poli Bortone 20 per cento; Schittulli 15,56; Laricchia 8,89; Mariggiò 2,22; Rossi 2,22; Rizzi 0. Per quanto riguarda le liste, in testa il Pd seguito da Emiliano sindaco di Puglia, La Puglia con Emiliano, Noi a sinistra per la Puglia, Pensionati e invalidi giovani insieme.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il fenomeno non è Salvini: in Puglia vince Emiliano, secondo il M5S

BrindisiReport è in caricamento