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Emiliano: “Sei a zero in Puglia". E offre ai Grillini l'assessorato all'Ambiente

“Questa è una vittoria del popolo: è un sei a zero che premia il lavoro del centrosinistra dal 2004 ad oggi, quando è iniziato un nuovo corso in Puglia, la regione che poteva essere considerata l’Emilia nera perché la più destra d’Italia”. Venti minuti dopo l’una, Michele Emiliano, ex sindaco di Bari ed ex pm, segretario regionale del Pd, ha rotto il silenzio

BRINDISI – “Questa è una vittoria del popolo: è un sei a zero che premia il lavoro del centrosinistra dal 2004 ad oggi, quando è iniziato un nuovo corso in Puglia, la regione che poteva essere considerata l’Emilia nera perché la più destra d’Italia”.

Venti minuti dopo l’una, Michele Emiliano, ex sindaco di Bari ed ex pm, segretario regionale del Pd, ha rotto il silenzio imposto dalla prudenza dei primi risultati elettorali e ha parlato per da governatore, da sindaco di Puglia, che di fatto raccoglie il testimone di Nichi Vendola, l’uscente dopo due mandati di seguito. Con l’obiettivo di potenziare il percorso anche con il contributo di chi è stato un avversario, come la candidata governatore della Puglia, Antonella Laricchia, del movimento Cinque stelle.

“Ai grillini ho proposto l’assessorato all’Ambiente”, ha detto il neo sindaco della Regione Puglia. “Sono convinto della necessità di avviare con un ragionamento politico con il Movimento Cinque stelle, cosa che avevo anticipato nei giorni scorsi e che questa sera ho detto parlando direttamente con Antonella Laricchia. Mi auguro che accetti per avviare una collaborazione per il bene dei pugliesi”.

Emiliano le ha stretto la mano raggiungendola nella sede del comitato elettorale a Bari, poco prima di arrivare nel suo “quartier generale”, dove lo stavano aspettano decine di giornalisti. Non solo pugliesi. Perché il “caso Emiliano” ha avuto e avrà eco su scala nazionale intanto in considerazione del fatto che l’ex primo cittadino di Bari ha imbastito una coalizione eterogenea da più parti definita come frastagliata essendo presenti nella stessa squadra la sinistra radicale, arrivata da Sel nella lista Noi a sinistra, i centristi con Popolari con Emiliano, laddove sono stati inseriti anche nomi che hanno alle spalle una militanza dell’estrema destra. A fare da collante il programma, la cosiddetta “sagra” messa a punto anche attraverso l’uso dei social network.

In secondo luogo non va dimenticato che Emiliano ha trainato la campagna elettorale senza contare sull’apporto diretto del premier Matteo Renzi che in Puglia non ha messo piede. Tanto che più di qualcuno ha definito la vittoria come personale. Vero è che Emiliano ci ha messo del suo, scegliendo di allargare lo spettro del Partito democratico di cui è segretario per allargare la base di consenso. Probabilmente lascerà l’incarico di partito. 

Nel frattempo attende che Laricchia dica sì alla delega all’Ambiente, materia da sempre difficile per la Puglia, alle prese con le criticità di Taranto legate all’Ilva, Brindisi con il polo industriale, la centrale di Cerano e quella di Edipower, nonché la provincia di Foggia dove restano ancora gli strascichi dell’industrializzazione di Manfredonia. I grillini, per il momento, non hanno detto sì e neppure no: “Emiliano è abituato a fare il buon padre di famiglia”, dicono anche da Brindisi. “Vedremo, documenti alla mano qual è la situazione reale dell’ambiente pugliese che non può essere svenduto”.

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