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"Sindaco sino alla fine, poi lascio"

BARI - Prima l'onore personale, poi la carriera politica, della quale a questo punto non gli importa più nulla. Lo ha detto Michele Emiliano in una intervista a Repubblica, annunciando che ha intenzione di restare sindaco di Bari sino alla fine del mandato, e poi di lasciare. Una scelta che viene approvata e difesa anche dal governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, che invece parla dalle colonne de La Stampa.

BARI - Prima l'onore personale, poi la carriera politica, della quale a questo punto non gli importa più nulla. Lo ha detto Michele Emiliano in una intervista a Repubblica, annunciando che ha intenzione di restare sindaco di Bari sino alla fine del mandato, e poi di lasciare. Una scelta che viene approvata e difesa anche dal governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, che invece parla dalle colonne de La Stampa.

"Il processo me lo faccio da solo, visto che non sono accusato di alcun reato. Mi processo davanti a tutti per quattro spigole e cinquanta cozze pelose e mi condanno. Per leggerezza. Ho sbagliato, sono stato un fesso, non certo un corrotto. I Degennaro non hanno avuto favori dalla mia giunta, nulla di nulla", ha detto a La Repubblica il sindaco di Bari. "Non dovevo accettare quel regalo. Però trovo assurdo mettere sullo stesso piano chi intasca tangenti milionarie e chi accetta un pacco natalizio".

Emiliano si dice inoltre grato ai magistrati poichè "senza questa inchiesta non mi sarei reso conto di chi sono i Degennaro. Io li consideravo amici e invece mi stavano vicino soltanto per calcolo. Io sono una persona perbene, uno che ha lavorato per il bene della sua città". Poi, a proposito del suo futuro politico, alla luce di ciò che è accaduto, Emiliano ha detto che "a me - della carriera politica non importa più niente. Voglio salvare il mio onore. Voglio consegnare ai miei figli un cognome pulito, come io l'ho ricevuto da mio padre".

La conclusione è: "Voglio rimanere fino alla fine - conclude -, sbattere fuori dal Comune di Bari chiunque si sia avvicinato a me per fare i propri affari. Poi potrò passare la mano a qualcun altro: dubito più onesto, magari più furbo".

E Vendola dice che Emiliano fa bene a restare: "Un sindaco che ha un mandato diretto dal popolo, che reagisce assumendosi le sue responsabilità politiche, non dovendosi difendere da quelle penali, in un anno di crisi ha il dovere di non far precipitare la vita amministrativa. A Bari si bloccherebbe tutto". Vendola osserva che "quando i partiti erano forti, erano arroganti. Ora che sono in crisi, sono voraci".

"Ieri quello che animava lo spirito pubblico - ha proseguito Vendola - era la solidarietà, oggi il potere," e "la politica è diventata il mediocre negoziato su interessi corporativi". Riguardo alla commistione tra politica e impresa oggetto di diverse inchieste proprio in Puglia, Vendola pensa che "stia esplodendo con grande clamore il nodo della selezione della classe dirigente".

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