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Rimpasto in giunta numero cinque. Pd, dimissioni in massa dalla segreteria

Cannalire in pole position per il dopo Marchionna. Fuori dalla squadra di assessori Sterpini e Ingrosso. E intanto all'orizzonte si staglia l'uomo nuovo che piace a Michele Emiliano: Roberto Fusco, mentre nel Partito democratico si affilano le sciabole

BRINDISI – Rimpasto in giunta quanto mai imminente, il numero cinque, sotto la guida del sindaco Mimmo Consales, in difficoltà nella guida del Comune mai come prima, oggi che ha abbandonato la nave il suo vice, Giuseppe Marchionna, titolare della delega alla Programmazione economica.

Francesco Cannalire (Alleanza per l'Italia)Il nuovo assessore. Il testimone potrebbe passare nelle mani di Francesco Cannalire, già assessore alla Programmazione economica, eletto nella lista di Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli, costretto a fare un passo indietro un anno e mezzo fa, nel momento in cui rimase impigliato in un’indagine della Procura di Brindisi su una società che si riteneva di prossima costituzione in ambito portuale, storia nella quale non è stata trovata traccia di ipotesi di reato, stando alle risultanze degli accertamenti.

Tanto è vero che il procedimento è stato archiviato. Ma Cannalire perse il posto in giunta: si dimise  per permettere agli inquirenti di procedere nelle indagini e per non contaminare l’immagine dell’amministrazione cittadina, quando ancora non si sapeva quel che sarebbe successo di lì a poco, con il rinvio a giudizio dello stesso sindaco.

Quel passato, il presente e il prossimo futuro potrebbero essere uniti con il ritorno di Cannalire che sembra in pole position per entrare in giunta come assessore alla Programmazione economica. Questa è l’ipotesi che circola con maggiore insistenza nelle ultime ore, con la precisazione secondo cui l’ingresso dovrebbe avvenire dopo il passaggio da Api al Pd tenuto conto del fatto che di Alleanza per l’Italia non c’è più traccia sua scala nazionale.

Antonio Ingrosso-2In quest’ottica trova affermazione la fine dell’esperienza assessorile di Antonio Ingrosso, titolare delle deleghe all’Industria e allo Sport, entrato appunto come esponente di Api dopo Giuseppe Miglietta (sacrificato per logiche interne al movimento)  e “inciampato” – come si ricorderà – in un comitato elettorale del centrodestra nel periodo delle europee. Un anno fa partecipò all’incontro organizzato da Ilario Pennetta di Brindisi Avanti Veloce, costola di Forza Italia, per sostenere il candidato Raffaele Baldassare. Un peccato sul petto di un esponente del centrosinistra.

L’ingresso in Giunta di Cannalire, ammesso che ci sia, potrebbe in consiglio l’avvocato Antonio Nozzi, già transitato nel Pd, il cui nome peraltro è stato proposto sul tavolo delle candidature regionali per superare la frattura interna al partito, dopo aver sacrificato la quota rosa.

Il vice sindaco. Quanto al titolo di vice sindaco lasciato da Marchionna, si dice che spetti ad Antonio Monetti, uomo del Partito democratico, titolare della delega all’Ambiente, molto vicino a Consales. Vero è che c’è la necessità di trovare a stretto giro il comandante in seconda, mentre l’eco delle poche righe scritte dall’ormai ex sindaco Marchionna rimbalzano dalla maggioranza di centrosinistra per arrivare alle opposizioni e raggiungere persino il capoluogo barese, tenuto conto degli equilibri delicati emersi dalle elezioni regionali.

Antonio MonettiChe si tratti di uno tsunami è evidente leggendo quella paginetta, nella parte in cui Marchionna ha spiegato le ragioni del suo addio facendo affidamento su una parola importante qual è il potere e sul significato che porta con sé. Ha lasciato, come BrindisiReport.it ha raccontato questa mattina, proprio ora, perché adesso era forte e immanente il pericolo che il potere riuscisse a cambiarlo, lui che avrebbe voluto portare una ventata di innovazione a Palazzo di città negli ultimi quindici mesi, puntando sull’hub della conoscenza. E invece niente. Ha scelto di tornare alla sua professione, definita un’isola felice, il suo rifugio.

Consales, dal canto suo, non ha commentato: si è unicamente limitato a comunicare le dimissioni, quando già erano divenute pubbliche. Ma è evidente che già nel pomeriggio di oggi (4 giugno) inizieranno le consultazioni tra i partiti di maggioranza in vista del vertice che era stato già convocato per lunedì prossimo per fare il punto della situazione post-elezioni dopo le recenti dichiarazioni finite sulla stampa on line.

Impegno sociale. Il terremoto Marchionna per alcuni inaspettato, per altri – pochi in verità – nell’aria nelle ultime settimane impone un’ulteriore riflessione rispetto alle questione già sul piatto del bilancio: da mesi c’era il nodo Impegno sociale, posto che il portavoce Carmelo Palazzo, consigliere comunale, non è stato presente in consiglio più di qualche volta, da ultimo in occasione dell’approvazione del conto consuntivo 2014.

L'assessore Alfredo Sterpini-2E assente dalla giunta è l’assessore ai Servizi sociali Alfredo Sterpini, medico, bersaglio proprio per questo di contestazioni da parte dei consiglieri componenti della Commissione consultiva. Il Pd, tramite il capogruppo Salvatore Brigante, proprio nell’ultimo Consiglio, ha detto chiaro e tondo che Impegno sociale è “fuori” dalla maggioranza. Non è servito a niente il messaggio di “giustifica” che Palazzo ha fatto recapitare al presidente Luciano Loiacono. Anche perché era assente pure l’altro consigliere del partito, Antonio Manfreda.

La delega al Bilancio. Resta, poi, l’interrogativo su quel che farà l’assessore al Bilancio, Carmela Lo Martire, che all’indomani delle regionali è rientrata nella titolarità delle delega, affidata temporaneamente al sindaco per avere la possibilità di dedicarsi alla campagna elettorale: con 2.340 preferenze raccolte nella provincia, come candidata nella lista Emiliano sindaco di Puglia, non è più assessore tecnico, ma politico. Vicina al neo governatore Michele Emiliano e allo stesso tempo tenuta per senso di responsabilità alla definizione del bilancio di previsione 2015 che dovrebbe essere portato in consiglio entro fine luglio.

Il Pd e il commissariamento. Prima ancora della riunione di maggioranza, dovrebbe esserci quella della segreteria cittadina del Pd, chiamata all’analisi del voto e soprattutto alle valutazioni sulle responsabilità del risultato, quelle vere, e sulla gestione del partito. Anche perché all’orizzonte c’è l’appuntamento con le elezioni comunali e di conseguenza è quanto mai necessario organizzare l’esercito che dovrà marciare, avendo ben in mente che i grillini hanno preso piede e non si tratta più di un voto di protesta.

A sentire i bene informati, è da mettere in preventivo una possibile dimissione in massa dei componenti della segreteria cittadina con richiesta di commissariamento da consegnare ad Antonio Elefante, attuale segretario cittadino, e da spedire a Michele Emiliano, segretario regionale: c’è chi è persino pronto a scommettere che il gruppo sarà composto da dieci persone.

Luciano LoiaconoDi certo ci sarà Luciano Loiacono: “Non si tratta di una guerra contro qualcuno, sia chiaro”, dice subito. “Ma è necessario riflettere e riorganizzare il partito se davvero teniamo al presente e al futuro del Pd, perché ci troviamo di fronte a un pericoloso immobilismo testimoniato dal fatto che proprio nei giorni della campagna per le regionali al sede del partito era chiusa. E gli incontri si sono tenuti in strada”, spiega il presidente del consiglio comunale di Brindisi.

A seguirlo dovrebbero essere Marika Rollo, già assessore ai Servizi sociali, Antonio Nozzi, Vito Camassa che già dichiarato guerra ad Elefante (vedasi le recenti dichiarazioni di Umberto Ribezzi e il sostegno alle regionali dato ad Antonella Vincenti, 2.461 preferenze), Elena D’Alò, Vito Sergi e Daniele Bellanova. Restano agli atti quelle del 22 novembre 2014 già rassegnate da Cristiano D’Errico, Mimmo Tardio, Manuela Buzzerra e Sandro Gianicolo, secondo cui il Pd è “latitante dai temi dello sviluppo”, dal lavoro all’ambiente.

Roberto Fusco. Nel frattempo prosegue l’avanzata barese di Roberto Fusco, consigliere comunale di Sì democrazia, lista nata per sostenere la sua candidatura a sindaco alternativa a Consales nel 2012, che l’ha portato fra le voci dell’opposizione: ha incontrato Michele Emiliano e oggi ha postato anche il selfie di “prova” su Facebook. Ormai non è più segreto per nessuno che abbia sostenuto la lista Emiliano sindaco di Puglia e il candidato di Ceglie Tommaso Gioia (2.069 preferenze) e che proprio la civica sia da ponte per riprovare la corsa come primo cittadino nella coalizione trainata dal Pd.

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