Vertice anticrimine a Brindisi tra Italia e Paesi balcanici

Sotto l'egida dell'Unione Europea. Presenti ministri dell'Interno e capi delle polizie. Salvini non ci sarà

Il capo della Polizia, Gabrielli, e il sottosegretario Molteni

BRINDISI – Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha scelto Brindisi per un vertice internazionale su una delle maggiori piattaforme operative di contrasto alla sicurezza interna dell’Unione Europea, il progetto Ipa 2017 “Contrasto al crimine organizzato nei Balcani occidentali”. Saranno presenti i ministri dell’Interno e i capi della polizia di Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo e Macedonia. Per l’Italia non sarà presente – da quanto si deduce da una nota ufficiale sull’evento - il ministro Matteo Salvini: il Viminale sarà rappresentato dal sottosegretario on. Nicola Molteni, e dal capo della Polizia di Stato e direttore generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli.

Saranno presenti al vertice, che si terrà lunedì 29 e martedì 30 ottobre, anche gli ambasciatori italiani presso i Paesi balcanici che parteciperanno  all’incontro. Sono previsti gli interventi del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e dei rappresentanti della Direzione generale politica europea di vicinato e negoziati di allargamento (Dg-Near) della Commissione Europea. Il progetto è stato avviato l’1 gennaio 2018, la sua durata prevista è di 24 mesi, ed è dotato di un finanziamento Ue di 13 milioni di euro, dei quali 3,5 affidati al Ministero dell’Interno italiano.

Lo scopo di questa sinergia che vede in campo Italia e Paesi dell’area balcanica occidentale, alcuni dei quali in lista di attesa per entrare nell’Unione Europea, è quella di attuare una strategia di contrasto condivisa alla criminalità organizzata,  al traffico di armi, droga ed esseri umani gestiti dalle mafie balcaniche ma con sponde e interlocutori nelle organizzazioni mafiose italiane, 'ndrangheta soprattutto ma anche malavita regionale come quella pugliese, in una dimensione operativa esterna all’area Schengen. La Puglia e Brindisi, come è noto, sono uno dei territori frontalieri maggiormente interessati da questi fenomeni.

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Grandi preparativi in corso, dunque, per questo appuntamento, soprattutto sul piano della sicurezza. L’area della città maggiormente interessata sarà il centro storico e quella attorno al porto, inclusi gli stessi bacini portuali. Al lavoro l’intera questura di Brindisi assieme a funzionari ed esperti inviati dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Controlli rafforzati anche all’Aeroporto del Salento e sulle principali arterie stradali.

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