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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Politica Fasano

Fasano, tanti no alle primarie tranne Sel

FASANO - Si allontana di molto la possibilità che a Fasano il centrosinistra effettui le primarie doi coalizione che erano state fissate dal tavolo dei partiti al 20 novembre, dopo vari rinvii nei mesi scorsi. Si sottrae ufficialmente all'appuntamento l'Italia dei Valori, con prese di posizione del candidato Elio Schiavone e del segretario provinciale Lorenzo Caiolo, sostenendo che le primarie per come sono state concepite sono state svuotate di significato, mentre Sel, che sembra la formazione che spinge decisamente per la scelta del candidato sindaco attraverso primarie unitarie, continua ad insistere per un incontro martedì 8 tra i partiti, per preparare il voto del 20 novembre.

FASANO - Si allontana di molto la possibilità che a Fasano il centrosinistra effettui le primarie doi coalizione che erano state fissate dal tavolo dei partiti al 20 novembre, dopo vari rinvii nei mesi scorsi. Si sottrae ufficialmente all'appuntamento l'Italia dei Valori, con prese di posizione del candidato Elio Schiavone e del segretario provinciale Lorenzo Caiolo, sostenendo che le primarie per come sono state concepite sono state svuotate di significato, mentre Sel, che sembra la formazione che spinge decisamente per la scelta del candidato sindaco attraverso primarie unitarie, continua ad insistere per un incontro martedì 8 tra i partiti, per preparare il voto del 20 novembre.

Tentenna anche il Pd, da quanto si può vedere, mentre ad attaccare le primarie arriva anche il coordinatore provinciale del'UdC, Ciro Argese, che ribadisce come la rinuncia alle primarie a Fasano sia la condizione per sperimentare anche per le comunali nella Città della Selva il cosiddetto "laboratorio Ferrarese", altrimenti l'UdC potrebbe puntare su un candidato del Grande centro, che sarebbe ovviamente un uomo dell'UdC (ma forse anche nel caso di un alleanza elettorale con il Pd).

Insomma, tutti gli oppositori del PdL dicono che la legge elettorale va cambiata per restituire ai cittadini il diritto di scegliere quali candidati sostenere per la Camera ed il Senato, ma in sede locale si razzola male restituendo ai partiti - o ai gruppi prevalenti all'interno dei partiti - il potere esclusivo di indicare il candidato sindaco. Laboratori nuovi solo nella facciata, ma sedi di vecchie alchimie. Almeno da quanto si va manifestando in queste settimane.

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