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Il giudice Gabriele Perna

Il giudice Gabriele Perna

Fi & moderati, candidatura offerta al giudice Gabriele Perna. Ma lui dice no, grazie

Il nome sarebbe stato proposto dall’imprenditore Nando Marino all’onorevole Mauro D’Attis al quale il coordinatore regionali Vitali ha dato carta bianca per Brindisi

BRINDISI – Il giudice Gabriele Perna proposto come cerniera tra Forza Italia più i partner della prima ora e i moderati, compresi Brindisi in Alto e Impegno sociale, ancora in forse sull’adesione. Il gruppo potrebbe assumere una taglia maxi, se non addirittura una XXL, nel caso in cui dovesse andare in porto l’ipotesi della candidatura a sindaco del magistrato giudicante, ora in servizio al Tribunale di Lecce, dopo anni trascorsi a Brindisi.

L’ipotesi del giudice candidato sindaco

Nando Marino-2-8La domanda è: accetterà l'offerta della candidatura? "No, grazie". Sembra che l'invito sia stato già declinato dopo essere stato proposto nelle ultime ore come quello “giusto” non solo per far da collante, ma come freno all’apoteosi del Movimento CinqueStelle, il vero nemico politico alle prossime elezioni a Brindisi. Indipendentemente dal nome del candidato sindaco che sarà certificato dallo staff che fa capo al leader Luigi Di Maio. Valutazione che si aggiungono alla prima: la necessità di riportare in carreggiata Brindisi dopo l'ennesimo commissariamento.

Il giudice corrisponde all’identikit del candidato tracciato tanto da Fi quanto dai moderati: innanzitutto espressione di legalità, professionista affidabile, volto nuovo della politica, conoscitore delle esigenze della città, personalità autorevole. Descrizione che sembra cucita addosso a Perna, prossimo alla pensione, attualmente presidente della Prima sezione penale nel Palazzo di giustizia dal capoluogo salentino. Ipotesi candidatura che avrebbe scavalcato quella legata all'avvocato Mario Marino Guadalupi, rispetto al quale sarebbe stato evidenziato il precedente impegno alle regionali in favore delle liste nate per sostenere la candidatura a governatore della Puglia di Michele Emiliano. Ma se il giudice ha detto no, cosa succede adesso? La ricerca riparte, sebbene ci sia qualcuno che speri ancora in un cambiamento di opinione.

A pensare per primo a Perna, sarebbe stato l’imprenditore Nando Marino, il quale più volte negli ultimi tempi aveva fatto un appello alle forze buone della città, riferendosi alla società civile. Ma su quello stesso nominativo – pare – stesse lavorando l’onorevole azzurro Mauro D’Attis, impegnato in questi giorni a Roma per l’insediamento del Parlamento. Anche se spesso nella Capitale, D’Attis sta seguendo in prima persona le trattative per la scelta del candidato primo cittadino, con l’obiettivo di riportare il Comune di Brindisi al centrodestra. L’ultima Amministrazione guidata da Fi risale a Domenico Mennitti.

I primi contatti

Secondo indiscrezioni, quelle che comunque riescano a superare la cornice della riservatezza all’interno della quale si svolgono le trattative, ci sarebbe già stato un primo contatto tra Marino e D’Attis. E ci sarebbe stato il gradimento del neo onorevole, al quale il senatore francavillese Luigi Vitali, in qualità di coordinatore regionale di Fi, ha dato carta bianca pensando alle elezioni a Brindisi città. Il motivo? Risposta: D’Attis sarebbe stato indicato come perfetto conoscitore della realtà locale, vale a dire delle esigenze dei brindisini. Di conseguenza ha assunto la delicata responsabilità di coordinare le trattive. Non facili. Tutt’altro, visto che il partito di Silvio Berlusconi ha voluto assumere il ruolo di capofila di un gruppo abbastanza eterogeneo quanto a provenienza politica, nella convinzione che debba essere allargata al massimo la base del consenso se si vuole respingere l’avanzata del Movimento CinqueStelle. Fa parecchio paura il 51 per cento rastrellato dai grillini, in occasione delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, con elezioni al Parlamento di tre candidati, Giovanni Luca Aresta di Mesagne, Anna Macina di Erchie e Valentina Palmisano di Ostuni, tutti e tre avvocati. Sono i grillini l’incubo di Forza Italia a Brindisi, più del centrosinistra che pure si è ricompattato attorno alla figura di Riccardo Rossi.

La coalizione

mauro dattis e antonio tajani-2Seguendo questa impostazione, Fi ha allargato il tavolo politico elettorale ai moderati, dopo aver incassato l’adesione del Pri al quale l’ex sindaco Giovanni Antonino ha dato nuova linfa, dei centristi di Marcello Rollo (quelli di Noi Centro e Brindisi Prima di tutto), autore dell’elezione a sindaco di Angela Carluccio come prima donna a indossare la fascia Tricolore e poi i Democratici per Brindisi, tenuti a battesimo da Luciano Loiacono. Negli ultimi giorni, si è intensificato il dialogo tra Fi – in nome e per conto dei partner – e i movimenti Coerenti per Brindisi di Pasquale Luperi, Udc di Raffaele Iaia, Noi con l’Italia di Italo Guadalupi e Area popolare di Teodoro Pierri.

Sembravano essere rimasti fuori, Nando Marino con Brindisi in Alto e Impegno sociale, movimento rappresentato dall’avvocato Alessandro Formosi dopo la scomparsa di Carmelo Palazzo. Sembrava perché in un primo momento, quando gli esponenti delle due forze politiche avevano lasciato il tavolo dei moderati, si pensava a una corsa in tandem. Invece no. Fi ha deciso di aspettare anche la coppia Marino-Formosi, preoccupata dall’assenza di un programma. Punti programmatici che invece al tavolo di Forza Italia erano stati già definiti. Pare siano coincidenti con quelli elaborati dal direttivo di Brindisi in Alto. Ma al momento non sono stati ancora presentati.

 Restano  i dubbi di chi ritiene che una coalizione così vasta, proprio perché frastagliata, non sia gestibile e rischi l'implosione così com'è avvenuto in occasione dell'Amministrazione centrista di Angela Carluccio. E di quanti tornano a sottolineare la necessità di lasciare fuori dalle liste quanti hanno avuto responsabilità non solo sul piano della giustizia, ma della politica in termini di esperienze fallimentari.

La riflessione prosegue, le consultazioni anche. Subito dopo Pasqua lo scenario dovrebbe essere definito per avviare la campagna elettorale prima che inizi quella del Movimento CinqueStelle.

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