"Finisca il matrimonio UdC-Ferrarese"

BRINDISI - Il malessere era affiorato già nella manifestazione pubblica del 4 febbraio, in cui l'Udc aveva dato l'impressione di un partito che si presentava dimesso e attraversato da divisioni alla competizione elettorale del 24 febbraio. Già in quella circostanza Pasquale Rizzo, sindaco di San Pietro Vernotico e membro del direttivo regionale del partito, aveva dato voce a queste tensioni interne, indicandone la causa in Massimo Ferrarese e nella preponderante influenza del movimento Noi Centro. Era finita con l'abbandono dell'incontro da parte di una ventina di iscritti e dirigenti che la pensavano esattamente come il sindaco di S.Pietro.

Pasquale Rizzo

BRINDISI - Il malessere era affiorato già nella manifestazione pubblica del 4 febbraio, in cui l'Udc aveva dato l'impressione di un partito che si presentava dimesso e attraversato da divisioni alla competizione elettorale del 24 febbraio. Già in quella circostanza Pasquale Rizzo, sindaco di San Pietro Vernotico e membro del direttivo regionale del partito, aveva dato voce a queste tensioni interne, indicandone la causa in Massimo Ferrarese e nella preponderante influenza del movimento Noi Centro. Era finita con l'abbandono dell'incontro da parte di una ventina di iscritti e dirigenti che la pensavano esattamente come il sindaco di S.Pietro.

Ora Rizzo rinnova le critiche verso quello che di fatto definisce un investimento politico sbagliato da parte dell'Udc, indica nel coordinatore provinciale Ciro Argese il cavallo di Troia di Ferrarese nel partito, e in Marcello Rollo il possibile protagonista di un paradossale subentro in consiglio regionale in caso di elezione al Parlamento dell'attuale consigliere Pietro Iurlaro come primo dei non eletti, ma della lista del Pdl. Il sindaco di S.Pietro Vernotico ha messo insieme l'analisi del "fenomeno Ferrarese" e lo ha inviato ai vertici nazionali dell'Udc proprio nella fase culminante della campagna elettorale, chiedendo la risoluzione di questo matrimonio che egli considera soffocante e perdente per il suo partito. Eccone il testo, trasmesso anche alla stampa.

Dopo aver consumato lunedì 4/2 la farsa del tentativo di dare spessore politico a Massimo Ferrarese nonostante gli errori gravissimi posti in essere dall’ex presidente della Provincia e dai suoi “yes man” (mi riferisco per evitare equivoci ai due o tre suoi stretti consiglieri, salvo a pensare, visti i risultati, che lo “yes man” sia lui), avverto la necessità di prendere le distanze dal segretario provinciale Argese, di fatto segretario di Noi Centro mascherato da UdC.

Abbiamo fatto ridere tutta la provincia (e non solo) con affermazioni del tipo “l’UdC nazionale non ha inserito in posto utile in lista Ferrarese perché si è costituito parte civile contro Enel”: che danno all’immagine del partito che, secondo Argese è assimilabile al “partito del carbone”. Dimentica Argese che lo scrivente è tra i candidati, si è costituito parte civile contro Enel e già a febbraio 2012 aveva deliberato in giunta le azioni civili e penali contro Enel.

Ferrarese avvia la crociata contro il porcellum: mai in campo senza preferenze, per poi dolersi del fatto che quel porcellum non gli ha consegnato il posto sicuro al Senato. Che dire poi del gravissimo danno inferto al territorio da Ferrarese con le sue dimissioni, lasciando la Provincia in una gestione commissariale dall’ottobre dello scorso anno sino al dicembre del 2013, volendo lasciar passare il messaggio (ridicolo), che solo Ferrarese a Roma avrebbe potuto difendere quel territorio (dopo averlo abbandonato). Risultato: Roma lontana e Provincia senza guida politica!

Vogliamo poi discutere dell’altra misera giustificazione secondo cui, visti i tagli del governo, non essendo nelle condizioni di amministrare, Ferrarese ha preferito dimettersi? Se tutti i sindaci, presidenti della Provincia e della Regione, quindi, una volta subiti i tagli dovessero dimettersi e non cercare di dare le risposte che i cittadini si aspettano, darebbero una bella immagine della responsabilità politica e non solo che l’elezione comporta. Insomma o vinco facile (collocazione utile in lista) o amministro facile (senza subire i tagli sui trasferimenti), altrimenti preferisco farmi da parte ed aspettare momenti migliori.

A questo punto, applicando il suo pensiero, se per ipotesi e/o fantasia Ferrarese dovesse divenire presidente della Regione Puglia ed il governo dovesse tagliare i fondi alla sanità già collassata, potrebbe accadere che l’ex presidente, non potendo amministrare (visti i tagli) si dimetta e magari si candidi alle Europee dove, naturalmente, solo lui potrà tutelare gli interessi del territorio!

Mi aspetto poi che, vista la visione personale della politica di chi decide in UdC (rectius: Noi Centro), qualcuno mi proponga di votare per il PdL al Senato: mi risulta che qualora sia eletto il consigliere regionale Iurlaro candidato al Senato, il primo dei non eletti in Regione è l’attuale presidente di UdC e fido consigliere di Ferrarese, Marcello Rollo che diverrebbe consigliere regionale: tanto il partito viene sempre dopo le aspirazioni personali di qualcuno; Rollo, poverino, si è sacrificato, perse le regionali nel 2010, a venire in UdC senza chiedere nulla (la presidenza Asi e quella del partito sono solo legate a meritocrazia e militanza) ed andrebbe gratificato per tale sacrificio.

Un fatto è certo: non vi è un solo manifesto elettorale del partito (UdC) in Brindisi città, e non si è dato avvio alla campagna elettorale in terra di Brindisi (esiste qualche comitato elettorale da qualche parte?), ed Argese e Ferrarese compaiono solo se è presente il segretario Cesa, per cui con la presente invito tutti coloro i quali non si sentono “yes man”e ritengono che lo scrivente, prescindendo dalla scarsa visibilità che ha inteso dare alla propria candidatura visto l’atteggiamento del partito, possa essere utile alla causa dell’UdC, di prendere contatti (con me o con il consigliere comunale Carmelina Faggiano cui ho richiesto collaborazione per coordinare le attività), per concordate i momenti da vivere in comune, nel convincimento che, in ogni realtà territoriale esistono segretari o responsabili che hanno messo al primo posto il partito e non le aspirazioni di qualche singola figura.

Di certo per ora Ferrarese si è limitato a spiegare ai cittadini, con comunicati stampa, cosa chiederà ai parlamentari con riferimento al delicato problema della dipendenza da gioco (problema serio ma rispetto al quale non si comprende a che titolo Ferrarese si sia espresso), il sub coordinatore di Noi Centro, Panettella, ha avviato la campagna elettorale in San Donaci dove a maggio si vota per le comunali, ma ancora non abbiamo letto una sola parola sull’attuale momento elettorale. In politica non paga il sentirsi arrivato o il convincimento che tutto è dovuto perchè “io sono”, e se Ferrarese ha raggiunto i suoi obiettivi è perché in tanti erano convinti di essere una squadra.

La scelta di esautorare la classe dirigente fidandosi di due o tre persone al massimo (la punta di diamante ritengo sia Panettella) ha portato ai risultati disastrosi evidenti e sotto gli occhi di tutti (tra i quali il senatore Curto eletto nelle file dell’UdC ed oggi consigliere regionale in Fli che, data la sua esperienza politica, preso atto della qualità dei due o tre rappresentanti del management Udc – Noi centro ha preferito andar via piuttosto che combattere contro i mulini a vento evitando così magre figure) .

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In ogni caso, a questo punto, poco importa alla opinione pubblica ciò che gli stretti collaboratori di Ferrarese gli abbiano consigliato di fare, ma ritengo che il tutto debba essere ben valutato dalle dirigenze nazionali del partito cui la presente viene inoltrata anche all’esito del comportamento elettorale dagli stessi assunto! (Pasquale Rizzo, componente direttivo regionale UdC)

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