Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Fitto e Schittulli a Brindisi: “Andiamo 'Oltre', Berlusconi acqua passata”

Dalla sua Puglia vuole andare “Oltre”, Raffaele Fitto, dopo aver chiuso con Silvio Berlusconi una volta per tutte e aver avviato la ricostruzione, dalle macerie di quel cerchio magico rimasto indigesto

BRINDISI –  Dalla sua Puglia vuole andare “Oltre”, Raffaele Fitto, dopo aver chiuso con Silvio Berlusconi una volta per tutte e aver avviato la ricostruzione, dalle macerie di quel cerchio magico rimasto indigesto: “Siamo noi il vero centrodestra, quello che guarda avanti, pensa al futuro, progetta con coscienza, etica e morale. Lo dice il nome della lista, lo confermano gli ultimi avvenimenti che arrivano da realtà che sembrano lontano da noi e che non lo sono, come l’Inghilterra: vogliamo vincere, dobbiamo farlo. Ricostruiremo partendo da qui”.

Raffaele Fitto. L’europarlamentare di Maglie, Raffaele Fitto, è arrivato a Brindisi questa sera (8 maggio) per presentare la squadra di candidati nella lista che costituisce la naturale evoluzione della storica “La Puglia prima di tutto” e al tempo stesso per tracciare il percorso tutto nuovo che per più di qualcuno fra i suoi sostenitori ha il sapore di una marcia, di una carica in direzione Roma, seconda “casa” del Cavaliere sul quale anche questa sera è stato puntato più volte dito, non senza qualche battuta alla donna candidata governatore, Adriana Poli Bortone, con uno sguardo rivolto all’Europa. Tanto è vero che già nel pomeriggio, Fitto ha twittato commentando il risultato elettorale conquistato in Inghilterra: “Cameron raccoglie i frutti di una vera politica liberale, modello per un vero centrodestra”.

Fitto e Zizza-2La responsabilità. Niente a che vedere con quello dipinto da Berlusconi, per mano del suo fido inviato, al secolo Luigi Vitali: “La responsabilità di questa spaccatura che sicuramente avrà ripercussioni sul risultato elettorale è di una sola persona, si chiama Silvio Berlusconi e ne dovrà rendere conto”, ha detto Fitto incontrando i giornalisti all’ingresso del Multisala Andromeda, dove è stato registrato il pienone. Un pullman anche da Ceglie Messapica, organizzato dal deputato Nicola Ciracì, gruppi da Carovigno e San Vito con il senatore Vittoria Zizza e una folla di brindisini, volti noti e non, chiamati a raccolta dai due candidati espressione del capoluogo, Massimiliano Oggiano e Pietro Guadalupi, entrambi consiglieri comunali, il secondo reduce dalla separazione con Fi.

“Berlusconi non ha fatto altro che usare la Puglia per consumare un regolamento di conti di natura personale con il sottoscritto”, ha detto l’ex ministro. “E’ sotto gli occhi di tutti il gioco che ha condotto: ha eliminato, fatto fuori, chi non ha rinunciato alle proprie idee e le ha rivendicate sino alla fine. Chi ha avuto il coraggio di dire no. Ha cancellato i luoghi del confronto e questo non è altro, se non la negazione della politica. E poi parla di esempi americani, si riferisce al partito repubblicano, ma evidentemente dimentica che in tutte le democrazie i leader si scelgono con le primarie. Non si impongono”, ha proseguito anche dal palco del Multisala, interrotto dagli applausi.

Il patto del Nazareno. “Più volte abbiamo detto no alle riforme che venivano proposte da Renzi, vedasi quella elettorale, ma mentre noi esprimevamo il nostro punto di vista rivendicando l’essere alternativi al centrosinistra, c’era chi camminava verso il Nazareno”. E che il motivo di rottura tra Fitto e Berlusconi sia stato l’ormai noto patto del Nazareno è assodato da un pezzo. Casus belli che ha infiammato la politica da Roma al Tacco d’Italia, risalendo ad Arcore. Quel che- forse – non era chiarissimo sino a poco tempo fa, era la reale possibilità che Fitto camminasse da solo, avendo contro Forza Italia.

Oltre. Solo in realtà non ci è rimasto, visto che dalla sua ci sono quelli di Area Popolare che sin dal primo momento hanno puntato sull’oncologo barese Francesco Schittulli, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, il Nuovo Psi, in aggiunta alla sua lista Oltre. La squadra con gli accordi politici imbastiti negli spogliatoi guarda lontano, nonostante Fitto non si sbilanci in termini di percentuali, quanto a consensi stimati o sperati. Sarà per scaramanzia, ma quella sul dato elettorale, è l’unica domanda che dribbla, salvo poi rispondere: “Un voto in più rispetto agli altri, va benissimo”. Gli altri da leggere come Adriana Poli Bortone, in primis, candidata per Fi e Noi con Salvini, quindi Michele Emiliano.

Schittulli e Raffaele Missere-2Certo è che non teme l’arrivo di Berlusconi a Bari, così come non ha paura del confronto elettorale nel quale parte svantaggiato rispetto a chi come Forza Italia dovrebbe poter contare sull’”avviamento” e a chi come il centrosinistra che sta facendo campagna da mesi: “Berlusconi darà dimostrazione di quel che ha fatto e qualcuno rifletterà ahimè. Ora basta parlare di ciò che appartiene al passato e pensiamo oltre: in Puglia Schittulli è la persona giusta per dare risposte che Vendola non è stato in grado di dare e che Emiliano non potrà garantire avendo una pesante eredità. Ci sono due miliardi e 300 milioni di tasse chieste ai contribuenti pugliesi, la sanità non c’è, è stata cancellata progressivamente, le percentuali di disoccupati sono altissime, quella giovanile arriva al 58 per cento. Da ricostruire c’è molto”. Battiti di mano dei presenti, tra i quali l’azzurro Marco Pezzuto, ex presidente del Consiglio regionale; Enzo Ecclesie, ex assessore provinciale e comunale dei centristi; Lello Di Bari, sindaco di Fasano; Alberto Magli, sindaco di San Vito dei Normanni dimissionario per candidarsi al Consiglio regionale; il giornalista Angelo Maria Perrino, in corsa per diventare primo cittadino a Ceglie Messapica; Giampiero Pennetta, consigliere comunale di Brindisi. Tra le prime file anche Luigi Sergi, ex Pri, ora Scelta civica, passato all’opposizione in Consiglio comunale. Pare che Sergi abbia incontrato Fitto un’ora prima dell’appuntamento all’Andromeda, in un bar del rione Bozzano per “parlare”.

Francesco Schittulli. Non è riuscito a rinunciare a qualche battuta dal caratteristico accento barese, Schittulli: “Noi parliamo il linguaggio della verità, della morale e dell’etica che in politica sono perfette sconosciute”, ha detto in apertura del suo discorso. “Va sottolineato il coraggio di Fitto nel portare avanti le proprie idee. Quanto a Berlusconi è giusto che sappiate come sono andate le cose: l’ho incontrato due volte, a Natale e nel periodo di carnevale e gli dissi chiaro e tondo che la sinistra era scompaginata, mentre il centrodestra aveva possibilità di farcela, ma a due condizioni: liste forti e unità. Lui mi chiese cosa volessi dire con liste forti e gli risposi che Fitto aveva vinto la campagna elettorale alle europee, da solo, con 180mila voti, primo in tutta Italia, un consenso che ricorda i tempi di Andreotti”.

“Vinceremo, sottolineai, a meno che la Puglia non è stata venduta. E’ successo quello che è successo, io non sono uno yes man, c’è stato uno sciacallaggio che hanno provocato loro. Ora mi chiedo come sia possibile riconoscersi in Salvini, dico Salvini, quello con la Lega Nord ha disprezzato la Puglia?”. All’ex sindaco di Lecce, Poli Bortone, il progetto di Salvini evidentemente piace. E a proposito dell’aspirante governatrice: “Mi viene in mente una canzone di Totò, femmina, femmina, quella donna qualche giorno prima si era messa a piangere per promuovere la mia candidatura, salvo poi ripensarci. Una sera, alle 23,15, ha ricevuto una telefonata di Berlusconi sulla nomina a ministro e io mi sono permesso di ricordarle che era stata fatta da Pinuccio Tatarella. Ma lei non lo ricorda. Poi parleremo anche degli ospedali psichiatrici”. I presenti hanno riso, si sa che in campagna elettorale i toni sono particolarmente accesi e finiscono nella satira.

I candidati al consiglio regionale della lista Fitto-2Il messaggio. Per nulla tenero neanche nei confronti di Emiliano: “Disse sputatemi in un occhio se farò mai il presidente della Puglia”, ha voluto ricordare l’oncologo che subito dopo ha chiesto dove fosse il suo telefonino cellulare. “Voglio leggervi un sms, anzi vieni tu”, ha detto indicando una donna seduta alle prime file. Sul palco è salita la moglie di Oggiano: “Prometto solennemente che non mi candiderò mai a quel posto. Emiliano. Pd. 2009”.

“Bugiardo. Non solo. La responsabilità di questi dieci anni di sgoverno, ossia non governo, sono anche le sue e non solo di Vendola perché Emiliano è segretario regionale del Pd e non potrebbe neppure esserlo visto che è magistrato. Ora si cambia, tra le prime cose da fare ci sono: la rinuncia alla indennità di presidente della Regione, così come del vitalizio e della pensione, somme che devolverò alla Caritas, dove aumentano le richieste di pasti anche dalla borghesia; no alle liste d’attesa; no ai ticket e ai superticket; chi non arriverà a mille euro di pensione al mese avrà una social card per l’acquisto di beni pugliesi; promozione del made in Puglia”.

Il programma elettorale. Schittulli ha elencato solo una parte degli obiettivi che intende realizzare: “Saranno scanditi ogni sei mesi, se entro il 31 dicembre non saranno raggiunti, mi dimetterò. Saranno scritti davanti a un notaio”. Applausi ancora e la chiusa: “Il voto deve avere tre caratteristiche: essere utile, affidabile e di coscienza. Noi lo siamo”.

Nicola Ciracì. I pugliesi e soprattutto i brindisini “fittiani” ci sono: “Finalmente ci siamo tolti Luigi Vitali dopo venti anni”, ha detto Ciracì a cui è toccato il compito di aprire l’incontro di questa sera. “E’ stato un tappo che ci ha fatto perdere grandi occasioni. Ci eravamo arrugginiti. E siamo stanchi di parlare del ’94, andiamo Oltre”. Con la possibilità di dialogare con Massimo Ferrarese e nessuna invece di farlo più con Mimmo Consales. Per ammissione dello stesso Ciracì che non ha mai nutrito molta simpatia per l’ex presidente della Provincia di Brindisi. Miracolo della politica, reso possibile dal nemico Luigi Vitali cancellato per sempre. Da chiudere la storia con il sindaco di Brindisi: “Che vada a casa”. Applausi.

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