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Flash/ Urbanistica, solo in 21 al consiglio

BRINDISI - Si è aperta con 21 presenti, nove dei quali dell'opposizione di centrosinistra, l'ultima seduta del consiglio comunale di Brindisi, con all'ordine del giorno l'adozione del Documento programmatico preliminare al Pug (Piano urbanistico generale), l'atto che propone le linee guida per il futuro assetto della città, e che deve creare le condizioni per un nuovo tipo di sviluppo economico. La seduta si svolge in seconda convocazione, con parole severe di critica da parte dell'assessore all'Urbanistica, Antonio Bruno, nei confronti dei consiglieri della maggiorannza di centrodestra che hanno scelto di disertare.

BRINDISI - Si è aperta con 21 presenti, nove dei quali dell'opposizione di centrosinistra, l'ultima seduta del consiglio comunale di Brindisi, con all'ordine del giorno l'adozione del Documento programmatico preliminare al Pug (Piano urbanistico generale), l'atto che propone le linee guida per il futuro assetto della città, e che deve creare le condizioni per un nuovo tipo di sviluppo economico. La seduta si svolge in seconda convocazione, con parole severe di critica da parte dell'assessore all'Urbanistica, Antonio Bruno, nei confronti dei consiglieri della maggiorannza di centrodestra che hanno scelto di disertare.

La parte che invece ha deciso di partecipare si è autodefinita "responsabile". L'opposizione non ha mancato di sottolineare che la seduta è stata resa valida dalla sua presenza, mentre se fosse dipeso dalla maggioranza ormai in disfacimento dopo le dimissioni di Domenico Mennitti, non ci sarebbe stata alcuna possibilità di approvare il Dpp. Presenti tra il pubblico tutte le espressioni del disagio sociale degli ultimi tempi (reale per una parte, strumentale per l'altra): dai proprietari delle ville sequestrate ad Acque Chiare, ai disoccupati che ritnegono di avere la prelazione su tutti per un posto in una delle aziende erogatrici di pubblici servizi.

Non si sa come finirà la seduta, ma se non dovesse essere adottato il Dpp, l'era Mennitti si concluderebbe nel peggiore dei modi e nello scenario consueto deelle contraddizioni di cui la città pare non riesca a liberarsi, malgrado obiettivi e parziali cambiamenti intervenuti, non tutti comunque dovuti al lavoro dell'amministrazione civica.

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