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Fondazione-Faldetta

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Fondazione Faldetta: è polemica per i contributi comunali

BRINDISI – Fa discutere a Palazzo di Città, tra le voci in uscita sul bilancio comunale, quella relativa al contributo annuale per la Fondazione Faldetta, che dal 2007 ha aperto una mostra-museo con l’esposizione di oltre 350 reperti archeologici. Un contributo versato in favore della cultura, ma ciò che colpisce e viene criticato soprattutto dai gruppi d’opposizione è l’importo dell’uscita, pari a circa 200mila euro, erogati in 66mila euro per ogni quadrimestre.

BRINDISI - Fa discutere a Palazzo di Città, tra le voci in uscita sul bilancio comunale, quella relativa al contributo annuale per la Fondazione Faldetta, che dal 2007 ha aperto una mostra-museo con l'esposizione di oltre 350 reperti archeologici. Un contributo versato in favore della cultura, ma ciò che colpisce e viene criticato soprattutto dai gruppi d'opposizione è l'importo dell'uscita, pari a circa 200mila euro, erogati in 66mila euro per ogni quadrimestre.

E proprio a qualche giorno fa si riferisce l'ultima determina dirigenziale per la liquidazione del periodo che va dall'1 settembre al 31 dicembre 2009 - pari a 66.666,66 euro. Cifra, questa, derivante dalla sommatoria di tutte le voci inserite tra i costi sostenuti dalla stessa fondazione presieduta da Salvatore Faldetta. Tanto per citare le uscite più ingenti, riferite sempre ad un arco di tempo di quattro mesi, 21.283 euro riguardano i salari e gli stipendi, 15mila euro i palmari e le cuffie messe a disposizione dei turisti affinchè possano ascoltare le guide in loro lingua. Di oltre 8mila euro è la spesa per cristalli, televisori e scrivanie, fino ad arrivare poi a tutte le altre voci di minore entità in termini di costi (dall'assicurazione alla vigilanza, passando ovviamente per le spese di manutenzione).

Le critiche dai banchi dell'opposizione non si sono fatte attendere, e prima di affrontare il capitolo-spese, c'è anche chi ha affrontato la questione relativa all'apertura dei locali di via Regina Margherita, spesso chiusi e comunque mai al servizio dei turisti, secondo quello che era invece il principio iniziale dell'esposizione. Sui costi, poi, c'è anche chi ritiene del tutto inopportuno che il Comune sborsi cifre così ingenti a fronte dell'esistenza di un Museo Provinciale, recentemente restaurato e che permette già - ai cittadini come ai turisti - di poter godere di una struttura espositiva contenente preziose rarità da osservare e da studiare.

Posizioni, queste, considerate pretestuose dallo stesso presidente della Fondazione, Salvatore Faldetta, che dice: "Si agisce nell'ambito di una perfetta trasparenza. I contributi, oltre a rispondere ad esigenze di bilancio, sono giustamente soggetti ai controlli dei sindaci revisori, e se ci fossero irregolarità sarebbe proprio la Corte dei Conti a rilevarla per prima. Invece così non è. La verità è che offriamo uno spunto culturale aggiuntivo, lo facciamo con attrezzature all'avanguardia, e nelle nostre iniziative coinvolgiamo anche le scuole". Faldetta non solo è sorpreso dalle polemiche ma considera anche "un'elemosina" quella elargita dall'Amministrazione. "Chi oggi si lamenta della Fondazione dimentica che anni fa fu un intero Consiglio, opposizioni comprese, a dare il consenso ai contributi per la mostra-museo".

Per quanto concerne l'attività prevista nel 2010, la Fondazione Faldetta ha già comunicato nei mesi scorsi che sono previste spese per 400milaeuro, sostenute per metà dal contributo del Comune di Brindisi, per 150mila da quelli di altri soggetti pubblici e privati, per 40mila dalla vendita di biglietti e per altri 10mila dalla vendita di guide turistiche e souvenir.

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