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“Miracolo” a Multiservizi, perdita 2015 ridotta a 30mila euro in sei mesi

Il risultato d'esercizio è relativo a fine giugno. Ma sino a un mese fa lo stesso amministratore dell'azienda in house stimava una perdita mensile di 100mila euro. E ai consiglieri comunali consegnato solo il bilancio 2013

BRINDISI – Sorpresa tutta interna alla società Multiservizi, dove si scopre che la perdita che sembrava voragine, adesso ha un formato mini: meno di 30mila euro, stando ai conti che si riferiscono al 30 giugno. Mentre sei mesi addietro, a conclusione della gestione 2014, dalla contabilità emergeva un rosso profondo che lasciava intendere la “morte” della partecipata del Comune: 619.041 euro, dopo il solco di un milione e 153mila dell’anno precedente.

Miracolo terreno o cosa? Che tipo di manovra correttiva è stata posta in essere? In altri termini: chi e in che modo ha lanciato il salvagente per tenere a galla la Multiservizi, garantendo il mantenimento di 185 posti di lavoro? Le prime risposte sono arrivate qualche giorno addietro, in sede di comitato di governance, organismo interno all’amministrazione cittadina che è socio unico della Multiservizi, su richiesta del contestatore più incallito del governo di centrosinistra, al secolo Massimiliano Oggiano.

Proprio per scoprire le carte della partecipata, capire le ragioni del ritardo nell’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2014 e verificare soprattutto l’entità della perdita, anticipata dal nuovo collegio dei revisori, Oggiano ha chiesto la convocazione del tavolo. Preoccupa(va) parecchio quel solco nella contabilità, a maggior ragione dopo il maxi bonifico da un milione e 597mila  per il ripiano che al Comune è costato lo sforamento del patto di stabilità. E sul tavolo è arrivato un prospetto riassuntivo dei “costi e ricavi non imputati all’allegato bilancio d’esercizio”, numeri che si riferiscono ai primi sei mesi del 2015.

La voce dei costi è complessivamente pari a 919.860, 43: 814.252,92 dei quali da ascrivere al personale, più 20.283,83 per fatture da ricevere e infine 85.323,68 per ammortamenti di costi figurativi. I ricavi ammontano a 898.747,45 euro: 459.148,61 per fatture da emettere per la competenza del mese di giugno, 220mila arrivano dal verde, 82.335 dalla manutenzione per la segnaletica, 48mila dal nuovo affidamento che attiene alla recinzione dell’oasi saline, 60mila per ricavi dei piani d’impresa, 19.701 si aggiungono dai parcheggi, più esattamente dai “verbali di accertamento del secondo trimestre” e infine 9.562,84 incassati per le pulizie svolte presso la sede del comando dei vigili urbani.

“Di conseguenza il risultato d’esercizio al 30 giugno 2015 si assesta a meno 29.165,44 euro”, si legge nello schema. Non prima di aver fatto una precisazione: “Salvo errori ed omissioni che possono sorgere per motivi non imputabili alla società e non al Comune”. In fondo alla pagina un “nota bene” per ricordare che “nelle scritture di assestamento non sono stati inseriti gli importi relativi ai nuovi affidamenti, tranne che per i servizi relativi alle pulizie presso il mercato ex Inapli e presso asili e scuole materne”.

Fin qui i numeri. Perché le parole, quelle di contestazione unite ai dubbi, non si sono fermate. Anzi. “Come si spiega questa inversione di marcia con un netto ridimensionamento della perdita, non è affatto chiaro”, dice Oggiano. “Anche perché non più tardi di un mese fa, lo stesso amministratore unico della Multiservizi, aveva stimato una presumibile perdita di 600mila euro”. Per avere conferma, basta leggere il verbale della commissione consiliare al bilancio del 17 giugno scorso, alla quale furono invitati l’avvocato Francesco Trane, in qualità di amministratore della partecipata (è anche capo dell’ufficio Legale del Comune) e il ragioniere Perugino, consulente amministrativo della stessa.

“Trane conferma e ritiene che occorre un adeguamento degli affidamenti ai reali costi del servizio e della Multiservizi, altrimenti è impossibile raggiungere il pareggio”, è scritto. “Il taglio del 35 per cento effettuato negli anni precedente, non consente un equilibrio di bilancio. Inoltre i contratti di affidamento si ripetono inalterati nel valore, dal 2005 ad oggi, non riconoscendo che abbiamo un aumento dell’Iva, un incremento dei costi sia del personale che dei materiali e dei servizi”.

Tirando le somme, per Trane la conclusione non poteva – un mese fa – che essere una: “Nel 2015 la società registra mediamente perdite per circa centomila euro al mese e ad oggi è presumibile una perdita di quasi 600mila euro”. Somma che era stata già anticipata dai componenti del nuovo collegio dei Revisori dei conti del Comune, nel parere allegato al rendiconto 2014: chiedevano  di “visionare la bozza di bilancio della società alla data del 31 dicembre 2014, il quale evidenzia una perdita di 619.041 euro”.

Di quella bozza sembrano essersi perse le tracce. Non si hanno notizie neppure sulla data della convocazione per l’approvazione. Ai consiglieri comunali  non è stata consegnata, eppure nella pila di documenti notificati in vista del ritorno in aula per il 29 luglio, ci sono i bilanci delle altre partecipate, come per esempio la Brindisi Energeko. Della Multiservizi, invece, c’è ancora il bilancio ormai “vecchio” chiuso al 31 dicembre 2013.

Non sono arrivate neppure notizie sul completamento della procedura di conferimento “misto in denaro e in natura in favore della partecipata per 2.789.970 euro, deliberata dal Consiglio comunale lo scorso 22 dicembre. Anche in questo caso c’è un richiamo del Collegio dei revisori: “Ad oggi, la società non ha ancora dato corso conferimento dell’immobile e al conseguente aumento del capitale sociale”.

Prima ancora della pronuncia dei controllori interni, un invito in tal senso era partito sia dal capo di gabinetto Angelo Roma che dall’assessore al Bilancio, Carmela Lo Martire, anche titolare della delega alle partecipate: “Per il prescritto controllo della perizia di stima del bene da parte della società, si segnala la particolare attenzione da porre sulla clausola del vincolo di destinazione impresso dal Consiglio comunale, su una parte dell’immobile”, si legge nella lettera che risale addirittura allo scorso mese di febbraio, spedita all’amministratore unico della Multiservizi e al sindaco Mimmo Consales per conoscenza.

“Utilmente la società potrà far riferimento” alla documentazione relativa all’”intervento per la realizzazione di un sistema shuttle di collegamento aeroporto di Brindisi-rete ferroviaria”, il cui responsabile del procedimento è l’architetto Fabio Lacinio. “Resta il silenzio anche su questo fronte, motivo per il quale è doveroso procedere con una segnalazione alla Corte dei Conti sulla congruità della stima dell’immobile”, dice Oggiano, rispolverando le conclusioni della perizia svolta da Daniele Giangrande (per il Comune di Brindisi è componente del Nucleo di valutazione). “Anche perché  chi ricopre il ruolo di amministratore potrebbe esporsi al rischio di conseguenze sul fronte economico-patrimoniale”.

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