Sabato, 23 Ottobre 2021
Politica Ostuni

Varata a Ostuni la giunta centrodestra-Pd. Lacerazioni e critiche tra i democratici

Pietro Lacorte: “Personalmente sono convinto che tali espertinon potranno avere piena libertà di azione per gli inevitabili condizionamenti ai quali saranno soggetti da parte delle forze politiche che li hanno scelti". L'ex segretario democratico Maurizio Flore: "Il solito partito personale, i cui leader sono pochi ‘saggi’ uniti da interessi"

OSTUNI – Va in porto l’operazione tenuta a battesimo dal sindaco Gianfranco Coppola, centrodestra, e per il Partito Democratico dal senatore Salvatore Tomaselli e dall’ex consigliere regionale Giovanni Epifani, e a Ostuni il renzismo supera ogni limite con il varo di una nuova giunta Coppola integrata e sostenuta proprio dal Pd. O meglio, da una parte del Pd che oggi infatti implode risucchiato in una situazione in cui, dicono le voci critiche levatesi immediatamente, il concetto stesso di “sinistra” è stato messo in naftalina. Coppola aveva vinto le elezioni grazie anche al boicottaggio subito dalla candidatura per il centrosinistra di Francesco Saponaro, che si era poi ritirato, ma non aveva ottenuto invece la maggioranza in consiglio, quindi era scontato il ritorno alle elezioni. Adesso ce l’ha grazie al patto appena citato.

Il sindaco che qualche tempo fa aveva ritirato le deleghe agli assessori del suo centrodestra per preparare il terreno a questo accordo “tecnico”, ha nominato  l’avvocato Nicolangelo Zurlo, anche vicesindaco,  assessore alla pianificazione del territorio, alla gestione del personale della pubblica amministrazione; Margherita Penta assessore con delega allo sport, infrastrutture sportive, eventi sportivi, attività ricreative, politiche giovanili e pari opportunità; l’avvocato Maristella Andriola con deleghe alle attività produttive, commercio, affari generali, gare e appalti, agricoltura, pubblica istruzione museo e biblioteca; Nicola Maffei assessore con delega al Turismo, marketing territoriale ed eventi; Antonio Solito, assessore con delega al bilancio, finanze, tributi, beni patrimoniali e demaniali, acquisizioni di risorse comunitarie e regionali e assistenza alle imprese; Emanuele Giaccari, assessore con delega ai lavori pubblici, arredo urbano, verde pubblico, servizi alle contrade e cimiteriali; Gaetano Nacci con delega all’ambiente e ecologia.

La critica di Pietro Lacorte - Pe sé, Coppola ha trattenuto le deleghe alla polizia municipale, viabilità e traffico, cultura, solidarietà, politiche e sociali e integrazione. Di realmente “tecnico”, in questa compagine si vede ben poco. “Mi risulta difficile immaginare uomini che siano solo dei semplici tecnici e non abbiano idea alcuna sulla crescita della comunità di cui fanno parte. La stima di cui godono alcuni tecnici non è dovuta solo alle loro capacità professionali, ma anche soprattutto al prestigio morale che esercitano come cittadini”, afferma Pietro Lacorte, medico impegnato nella cittadinanza attiva e in politica. “Ciò premesso, è incomprensibile, da parte di quanti si sono adoperati per comporre una nuova compagine amministrativa per Ostuni, definirla semplicemente tecnica; sarebbe stato preferibile dirla giunta di esperti, almeno per rispetto alle persone che si sono dichiarate disponibili a svolgere un servizio competente in favore della città”.

“Personalmente sono convinto che tali esperti  - prosegue Pietro Lacorte - non potranno avere piena libertà di azione per gli inevitabili condizionamenti ai quali saranno soggetti da parte delle forze politiche che li hanno scelti, non certo per rinunciare ad esercitare un potere di controllo sulla città. A questo punto è giusto domandarsi di quale organismo democratico vogliamo discutere. Da quando i Greci hanno inventato il metodo democratico per la gestione della cosa pubblica, determinante è sempre stato il ruolo della cosiddetta agorà nella quale i cittadini discutevano sul futuro della loro comunità, accettando di farsi governare da alcuni leader scelti dalla maggioranza, e garantendosi il controllo del loro operato da parte della minoranza. Ma in Italia ormai da qualche tempo stanno accadendo cose inimmaginabili nell’esercizio della politica, per cui ormai più nessuno si meraviglia di niente”.

Pietro Lacorte critica a fondo la situazione determinatasi a Ostuni: “Ma un clima politico siffatto non può continuare a persistere, pena la perdita della libertà decisionale dei cittadini e il prevalere di uomini che si ritengono depositari di carismi tali da dover decidere per tutti. Ostuni ha bisogno di ben altro. Ha bisogno di persone esperte che assumano però in proprio la responsabilità di realizzare un progetto di crescita per la città senza poteri delegati da parte dei politici di turno. Mi auguro che tutti riflettano su quanto si sta decidendo per Ostuni e che, soprattutto nei partiti, ai quali la costituzione riconosce poteri di indirizzo e di decisione, i dirigenti responsabili avvertano il costante dovere di interpellare gli iscritti ogni qual volta siano osti di fronte a scelte importanti e non continuino a ritenersi liberi di decidere come a loro, e solo a loro pare giusto”, conclude Lacorte.

L’ex segretario Pd condanna l’operazione –“ Ho sempre pensato e sempre riferito al segretario Iaia, (guardando la politica e le radici del Pd della sua costituzione, e non degli accordicchi), che questa sarebbe stata nel breve periodo, una jattura per il Pd ostunese, un accordo oggi, innaturale non deciso dagli elettori, e peggio, non deciso dagli iscritti del Partito”, scrive in una lettera aperta l’ex segretario del Pd di Ostuni, Maurizio Flore. “Ancor più grave soprattutto, se la ricerca e il fine spasmodico di quest’ accordo, non guarda l’esclusivo ‘bene della città’, bensì, ritrova insieme 4-5 elementi del Partito Democratico, sempre i soliti noti, uniti da un semplice grande desiderio: decretare la morte politica dell’ex sindaco di questa città”.

“Io sono stato, da segretario di questo partito rimettendoci il mandato, il primo a condannare e a contrastare pubblicamente l’ex sindaco di questa città per le scelte politiche adottate, cercando di spiegar lui che l’unica scelta vincente, che avrebbe dato lustro alla politica e alla città tutta, sarebbe stata la candidatura unitaria di centro sinistra del prof. Francesco Saponaro”. Infatti, aggiunge in un altro passaggio Flore, alla fine ci ritroviamo di fronte al “solito partito personale, i cui leader sono pochi ‘saggi’ uniti da interessi, non certamente collettivi. Nel ‘solito partito personale’ infatti non c’è spazio per chi evidentemente ha un pensiero differente, le decisioni passano sempre attraverso le solite triste stanze dei bottoni, sempre le stesse. Le decisioni sono deliberate e puntualmente smentite il giorno dopo, i dissensi, se espressi pubblicamente, vengono interpretati come azioni contro il partito, e le nuove generazioni vengono mortificate al sol fine di assecondare i desiderata degli stessi”, accusa Flore.

L’impressione netta è che questa operazione sarà il centrosinistra a pagarla, e il Pd in particolare. Un Pd che in provincia di Brindisi appare sempre più senza guida, e dopo le criticità del capoluogo ora si aggiunge anche Ostuni.

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