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Consuntivo senza parere revisori, scadenze vicine: una roulette russa

Avanti tutta del sindaco Mimmo Consales che giovedì mira all’approvazione del conto consuntivo 2014, anche se ad oggi manca il parere del collegio dei revisori dei conti. Difficilmente arriverà, poiché la documentazione è stata notificata ai tre componenti solo nella tarda mattinata di oggi (27 aprile)

BRINDISI – Avanti tutta del sindaco Mimmo Consales che giovedì mira all’approvazione del conto consuntivo 2014, anche se ad oggi manca il parere del collegio dei revisori dei conti. Difficilmente arriverà, poiché la documentazione è stata notificata ai tre componenti solo nella tarda mattinata di oggi (27 aprile). E allora? Può accadere che in una situazione del genere la maggioranza di centrosinistra decida di fare squadra attorno al primo cittadino e all’assessore al Bilancio, Carmela Lo Martire, e votare favorevolmente approvando quei “numeri”. Ma se così dovesse essere, la delibera del Consiglio sarebbe viziata da illegittimità perché il parere dell’organo di controllo interno è obbligatorio (ma non vincolante).

Lo scenario. La macchina amministrativa, dirigenti in primis, ha fatto gli straordinari per raccogliere tutti i documenti chiesti dalle disposizioni di legge per arrivare alle colonne del consuntivo che si chiude con un avanzo positivo di quasi 25 milioni di euro. A voler essere estremamente precisi, tanto più che si tratta di conti pubblici, la somma è pari a 24.732.399 euro e 62 centesimi, dei quali 10.030175,71 ereditati dai dodici mesi precedenti.

A voler immaginare una full immersion, risulterebbe comunque impossibile che nelle prossime 48 ore il presidente del collegio dei revisori, Vittorio Dell’Atti, e i due componenti, Massimo Mangiameli e Rita Saracino, riescano a studiare la mole di “carte” che accompagnano il conto, sul quale c’è stato via libera della giunta nella seduta di venerdì scorso. Non c’è speranza di avere una pronuncia a tempo di record proprio in considerazione della quantità di allegati da leggere, verificare e confrontare con le disposizioni di legge in materia contabile: solo per fare un esempio, i tre revisori dovranno passare in rassegna tutte le voci che attengono ai residui attivi e passivi di ogni settore del Comune.

Il che pare un’impresa titanica in così breve tempo, a maggior ragione se si considera che la questione “residui” è sempre stata oggetto di richiamo da parte dell’organo di controllo. A volerla dire tutta, i revisori hanno persino meno tempo rispetto a quello che è stato garantito ai consiglieri comunali, ai quali il conto consuntivo è stato notificato venerdì sera.

La forzatura e il rischio. Non a caso, il regolamento concede al Collegio venti giorni di tempo per scrivere il parere, a far data dal giorno della notifica. Un motivo, quindi, c’è e va cercato e trovato nella complessità della materia, a maggior ragione ora che – come si sa – il patto di stabilità è stato sforato per un milione 587mila euro. Evidentemente per il sindaco e la giunta non c’è nulla di complicato, men che meno di impossibile se c’è stata ufficialmente la convocazione del Consiglio comunale per il prossimo 30 aprile (inizio alle 10), con avviso della mancanza del parere. Che “sarà consegnato successivamente”, si legge nella notifica. Quando è da capire. E non è certamente un dettaglio.

 Si corre il serio rischio di vedere arrivare in consiglio il consuntivo senza parere e di inciampare nelle conseguenze previste dalle disposizioni di legge che tanto il sindaco quanto i consiglieri conoscono bene, così come ne sono a conoscenza la presidenza del consiglio comunale e soprattutto il segretario generale, titolare del dovere di verifica di tutti gli atti e della responsabilità amministrativa e giuridica: la delibera, infatti, sarebbe “macchiata” da illegittimità nel caso in cui dovesse essere confermata la discussione in aula per giovedì mattina monca di una parte importante come il parere dei revisori i quali, tra l’altro, non riescono neppure a incontrarsi tra domani e dopodomani, stando a quanto si apprende dal Comune.

Se così dovesse essere, la volontà per non dire caparbietà della maggioranza di governo cittadino, di portare comunque in discussione il conto consuntivo dell’anno 2014, apparirebbe una forzatura. Non solo e non tanto nei confronti di Dell’Atti, Mangiameli e Saracino, ma degli stessi consiglieri comunali e di conseguenza della città di Brindisi: nessuno avrebbe modo di leggere a quali conseguenze sono arrivati i revisori.

I contestatori. Per l’opposizione di centrodestra, si tratta dell’ennesimo atto di arroganza. I contestatori non appena hanno ricevuto notizia della data delle Assise, hanno fatto sapere che voteranno contro, ma ora che è certo che il parere non arriverà per tempo, potrebbero decidere di non presentarsi. Anche perché, sinora, chi ha garantito il numero legale per permettere l’avvio delle sedute è stata proprio la minoranza.

Verrebbe da chiedersi il motivo alla base della strenua volontà di proseguire come un treno. Perché assumersi anche la responsabilità di adottare, nel caso ci fossero i numeri giusti, una delibera che legittima non può essere? In verità in seno al centrosinistra, qualche voce fuori dal coro tra chi è vicino (non interno) al consiglio, si registra e non è escluso che richiami i “suoi” con invito a far presente che il parere è obbligatorio. Deve esserci per forza.  

Il bilancio di previsione. Perché andare avanti allora? La sola risposta possibile, è che il Comune intende rispettare la tabella di marcia imposta da Roma, secondo cui al 30 aprile va approvato il bilancio consuntivo, ma non vi sarebbero problemi in caso di breve slittamento, ma soprattutto entro il 31maggio va approvato quello di previsione per il 2015, che deve essere accompagnato dal consuntivo 2014 approvato,  per evitare lo scioglimento del Consiglio.

Per arrivare a pronunciarsi sulle previsioni, il legislatore prevede che ci sia un riaccertamento dei residui per tenere conto di impegni e di pagamenti, nell’ottica di una armonizzazione dei conti pubblici.  Se i revisori , come è assai probabile. Non forniranno il parere sul consuntivo entro il 30 aprile, e intendessero utilizzare tutti e 20 i giorni concessi loro dalla legge, si arriverebbe alla metà di maggio, e non è detto che il parere debba essere per forza favorevole.

Quindi la giunta Consales si ritrova intrappolata tra queste scadenze ravvicinatissime, e convocando il consiglio per il 30 aprile senza parere dei revisori sfiderebbe davvero la sorte. Per ora si aspetta giovedì, data della seduta consiliare dove tutto può succedere. Anche che la stessa maggioranza faccia un passo indietro e che, di conseguenza, la delibera sul conto consuntivo venga ritirata.

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