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Beppe Grillo

Beppe Grillo

Grillo-Show: pienone in piazza

BRINDISI - Piazza Mercato straripa di gente, malgrado il freddo gelido: a Brindisi Beppe Grillo fa il pienone e richiama in strada professionisti, disoccupati, imprenditori, uomini e donne di tutte le età. Ci sono i giovani e gli anziani. C'è gente che fino a ieri votava per il Pdl, ma c'è anche chi non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra. Il comico che ha creato il Movimento 5 Stelle e oggi fa paura ai partiti sale sul palchetto alle 17.30. Arriva col camper che lo sta portando in giro per l'Italia. Il servizio d'ordine è composto dai volontari del movimento: niente body-guard e hostess. Prima battuta, primo applauso liberatorio. Lo show può iniziare.

BRINDISI - Piazza Mercato straripa di gente, malgrado il freddo gelido: a Brindisi Beppe Grillo fa il pienone e richiama in strada professionisti, disoccupati, imprenditori, uomini e donne di tutte le età. Ci sono i giovani e gli anziani. C'è gente che fino a ieri votava per il Pdl, ma c'è anche chi non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra. Il comico che ha creato il Movimento 5 Stelle e oggi fa paura ai partiti sale sul palchetto alle 17.30. Arriva col camper che lo sta portando in giro per l'Italia. Il servizio d'ordine è composto dai volontari del movimento: niente body-guard e hostess. Prima battuta, primo applauso liberatorio. Lo show può iniziare.

Grillo dà il benvenuto alle tv, ma lo fa a modo suo: «Non voglio le telecamere davanti a me, qui voglio la gente, senza transenne». Saluta la ragazza che gli sta accanto per parlare il "linguaggio dei segni" per i sordi presenti tra la gente. Poi parte il refrain contro la casta: «Gridatemi populista, ci tengo!». E la gente glielo grida a gran voce. Sgombra il campo dai fantasmi: «Dietro di me non c'è nessuno. Potevo starmene a casa a godermi i soldi che mi avete dato in 40 anni di spettacoli. Ma credo che sia giusto che tutti dedichino una parte del loro tempo agli altri. Allora ho alzato il culo dal sofà e insieme a tanti altri amici ci siamo andati a prendere la Sicilia».

Ora spera di prendersi l'Italia, per abbattere la burocrazia, cancellare i rimborsi elettorali, fare la spending-review delle spese della politica, cominciando dalle tre Maserati del Quirinale. «Non vi dico cosa faremo ma cosa abbiamo già fatto: stipendi tagliati del 70 per cento, fondi alla piccola e media impresa siciliana».

Dietro di lui salgono i candidati pugliesi, illustri sconosciuti che non vedremo sui maxi-poster e negli spot televisivi: «Sono persone come voi, scelte attraverso il web, non con i giochetti di potere. Il movimento è un pezzo di voi, non ho selezionato io le liste. Questi qua io nemmeno li conosco! Qui non abbiamo figli di qualcuno, non abbiamo donne siliconate, abbiamo donne che si fanno un culo così, che portano avanti le famiglie e crescono i figli».

Quando si spara sulla casta politica e sui sindacati («Devono sparire, sono come i partiti!») gli applausi scrosciano. Quando dice che Equitalia deve essere cancellata, arriva il boato: «Hanno fatto il redditometro e ora nessuno ha il coraggio di dire che lo ha fatto lui. Non lo ha fatto nessuno: il redditometro è piovuto dal cielo! Noi toglieremo questa assurdità dei cittadini che devono dimostrare come hanno avuto i soldi del nonno o del papà: sono io che voglio sapere come lo Stato spende i soldi!».

Parlano a turno i candidati: vengono da Polignano, Molfetta, Brindisi, Lecce. Il ritmo cala, però la piazza resta piena. Fa sempre più freddo. E la sensazione è che Grillo vada sempre più forte.

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