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Occhi aperti, ma non confondere i migranti con i terroristi

Il dramma delle emergenza profughi diventa, ogni giorno, sempre più acuto e di difficile gestione. Sino a quando la crisi siriana non verrà risolta ed anche la Libia non verrà completamento ricostruita nella sua integrità statale e territoriale, resteremo ancora a parlarne per tanto tempo

Il dramma delle emergenza profughi diventa, ogni giorno, sempre più acuto e di difficile gestione. Sino a quando la crisi siriana non verrà risolta ed anche la Libia non verrà completamento ricostruita nella sua integrità statale e territoriale, resteremo ancora a parlarne per tanto tempo. Per quanto riguarda l’Italia la gran  parte dei problemi inerenti alla gestione degli sbarchi  si sono riversati, per ora, sull’ isola di Lampedusa dove i cosiddetti “ barconi” colmi di disperati trovano il loro primo approdo.

Ultimamente, però, la maggior parte dei profughi provenienti prevalentemente da Siria ed Iraq si sta accalcando alle frontiere tra la Grecia e la Macedonia. Questa circostanza ha indotto a ritenere del tutto plausibile la possibilità che i profughi cambino letteralmente la linea direttrice del loro viaggio verso l’Europa e che la Puglia possa diventare, in tempi non molto lunghi, la nuova terra di riferimento dove sbarcare per tutti i migranti.

Tutto questo ha indotto il Prefetto di Lecce, Claudio Palomba, a studiare un piano straordinario di intervento per un eventuale accoglienza in massa di eventuali ondate migratorie provenienti dall’ area balcanica sulle coste pugliesi, tutto in concerto con la Protezione Civile e con i sindaci dei comuni che potrebbero essere coinvolti.

Mettendo in ogni caso bene in evidenza il fatto che, al momento, questa enorme mole di nuovi sbarchi non vi è stata, nasce spontanea una domanda:  è reale il pericolo di infiltrazioni terroristiche in Puglia? Questa domanda è indubbiamente il frutto di ricorrenti analisi che hanno dato per scontato, senza neanche sapere il perché, che tra le migliaia di persone che fuggono da guerre orrende si celino dei fondamentalisti islamici pronti a colpire il nostro Paese.

Su questo punto vale la pena ricordare di come sia del tutto plausibile la sempre valida considerazione che un pericoloso terrorista di certo non rischierebbe la propria pelle su un fragile gommone o in un gelido campo profughi messo in piedi in fretta e furia  a ridosso della Macedonia o della Grecia. Che siano state presenti in Puglia persone legate a gruppi terroristici è comunque un fatto già accertato, come il caso di Majid Muhamad ,iracheno, arrestato a Bari lo scorso mese di dicembre perché affiliato al gruppo Ansar Al Islam.

Muhamad avrebbe favorito sia l’ingresso quanto l’uscita di terroristi dal nostro territorio, compresi alcuni famigerati “ foreign fighters “ diretti in Siria. Ma  si è trattato in tutti i casi di persone non veicolate in alcun modo in Europa con i classici metodi delle “carrette del mare”, ma compiuti in tutt’altra maniera  passando per via aerea o via terra. Non dimentichiamoci che nell’era che potremmo definire senza dubbi quella del “ terrorismo 3.0” gli integralisti islamici dispongono non solo di sostanziali finanze economiche ma anche dell’ apporto sempre più ingovernabile del web, da dove possono non solo mettersi facilmente in contatto tra loro ma anche ottenere informazioni su come muoversi senza destare sospetti o confezionare documenti falsi.

Per questo è certamente importante il fatto di mantenere sempre gli occhi ben aperti su chi entra e chi esce dal nostro territorio. Ma senza creare confusioni del tutto inopportune confondendo gente indifesa che cerca solo la salvezza della propria vita con dei pericolosi portatori di morte. L’immagine del povero piccolo siriano Aylan annegato e privo di vita su una costa turca deve , ancora oggi, insegnarci qualcosa a riguardo.

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