Venerdì, 22 Ottobre 2021
Politica

L'opposizione brindisina e l'alternativa alla Carluccio

Dire che la politica brindisina stia riflettendo sugli scenari aperti dalla crisi della maggioranza Carluccio, sarebbe un’espressione non corrispondente alla realtà. A Brindisi non esistono da molto tempo ormai sedi di discussione politica degne di tale nome

Dire che la politica brindisina stia riflettendo sugli scenari aperti dalla crisi della maggioranza Carluccio, sarebbe un’espressione non corrispondente alla realtà. A Brindisi non esistono da molto tempo ormai sedi di discussione politica degne di tale nome, Partito democratico incluso. Questo è il risultato dell’epoca delle cosiddette liste civiche, che si sono dimostrate tutt’altra cosa che espressioni di movimenti della società civile. I tentativi fatti sul versante della sinistra e dei movimenti ambientalisti sono ancora a livello embrionale e non muovono ancora grandi numeri di militanti e attivisti. Il Movimento 5 Stelle non ha sfondato.

C’è in campo, tuttavia, una iniziativa dei gruppi consiliari di opposizione e di parti della ex maggioranza originaria che punta allo scioglimento del consiglio comunale per sfiducia manifesta al sindaco. Su questo le sedi di discussioni opportune sono state sostituite purtroppo dai soliti scambi di battute sui social network, uno dei vezzi che ha distrutto il confronto democratico e il rapporto tra politica e società civile. Quindi non possiamo dire se si sia riflettuto abbastanza sull’opportunità di andare subito al voto, e cioè di sfiduciare il sindaco in tempo utile per votare ad inizio estate, o di lasciare che sia un amministratore dello Stato, cioè un commissario prefettizio, a gestire la transizione per almeno un anno.

In questo, la politica brindisina non sta svolgendo un ruolo di orientamento dei cittadini, ma si sta dimostrando divisa – al di là del numero delle firme depositate – e frettolosa. Una delle ragioni per le quali è stato possibile che un sodalizio minoritario come quello costituito dalla coppia Massimo Ferrarese – Marcello Rollo si sia potuto impadronire senza sforzo del Comune. In sostanza, la fretta ha già determinato un danno considerevole alla città quando si trattò di mandare a casa l’armata Consales, facendo rientrare dalla finestra gli stessi personaggi.

E’ proprio necessario riepilogare quei fatti? E abbiamo dimenticato dove sono state prese le decisioni sulle candidature a sindaco (ne ha già parlato Vittorio Bruno Stamerra nel suo articolo più recente)? E l’alta astensione al secondo turno, che ha permesso a poco più del 20 per cento di elettori di determinare la scelta del sindaco? La politica brindisina è certa di essere pronta in tre mesi a rifare i conti con le proprie debolezze, con i defilamenti opportunistici di non pochi parlamentari, con le pressioni esterne, con la sfiducia degli stessi iscritti, per chi ne ha?

In tutto questo, certo, ci sono anche le ambizioni personali. Ma questo è legittimo se le ambizioni sono quelle di imprimere una svolta, e se le ambizioni si confrontano pubblicamente, senza infingimenti e furbizie, e senza anteporsi all’interesse pubblico. Occorre però tempo, e la politica brindisina, quella che intende mandare a casa il sindaco Angela Carluccio e tutto ciò che rappresenta, deve guardarsi allo specchio e interrogarsi seriamente.

Nessuno può pensare che in tre mesi un commissario prefettizio tolga le castagne da fuoco al futuro sindaco. Non lo ha fatto Cesare Castelli dopo la caduta di Consales: i grandi problemi dei servizi pubblici, a cominciare dall’igiene urbana, a quello dei bilanci e dell’assetto delle partecipate sono rimasti tutti sul tappeto, per non parlare dell’urbanistica.

In un anno o poco più, invece, un movimento politico alternativo potrebbe avere il tempo di raggiungere intese, lavorare e scegliere un candidato, o candidati forti e adeguati al compito. E nello stesso tempo confrontarsi con la gestione straordinaria del Comune  e stabilire un livello di confronto paritario con la Regione.

Certo, molti temono che i tempi lunghi possano consentire all’amministrazione Carluccio di convincere alcuni ribelli a deporre le armi. E’ già successo innumerevoli volte sotto il cielo di Brindisi. Da qui la fretta. Però quanto sarebbe conveniente portarsi dietro alleati che se non ti mollano ora potrebbero sempre farlo dopo? Non sarebbe una svolta reale, costruita su solide basi. Bisogna mettersi alla prova, per non ripresentare la solita minestra agli elettori. Bisogna avere coraggio, sapendo che comunque c’è dall’altra parte la città vincolata all’assistenzialismo, al clientelismo, indifferente persino al miglioramento dell’ambiente urbano, che sbarrerà la strada.

Dice il sindaco Angela Carluccio, intervistata da un quotidiano locale, che andrà avanti lo stesso pur essendo stata tradita. Che non si fermerà. Ma qualcuno l’ha avvertita che non è mai partita? Brindisi vuole continuare a sorbirsi queste sceneggiate? Bisogna evitare allora i passi falsi. L’opposizione si riunisca e discuta accantonando le diffidenze interne. E guardi anche a chi è rimasto deluso dall’attuale amministrazione, che aveva votato sperando in un cambiamento.

I cittadini, tranne coloro che hanno costruito il proprio reddito sul voto di scambio, non hanno le difficoltà della politica a riconoscere i propri errori, ma bisogna offrire loro alternative vere e convincenti. L’immagine del sindaco Angela Carluccio accanto al notaio Michele Errico, garante del nulla, purtroppo, non rassicura più nessuno. Ma cosa si offre in cambio?

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