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Ceglie, vince Caroli. Carovigno ballottaggio. Sinistra in gioco solo a S.Vito

A Ceglie Messapica dalla estenuante corrida interna al centrodestra locale, dove i seguaci di Fitto si trovano contro il Nuovo centro destra alleato di Forza Italia, esce vincente il sindaco Luigi Caroli, che sbaraglia tutti al primo turno con una maggioranza bulgara

A Ceglie Messapica dalla estenuante corrida interna al centrodestra locale, dove i seguaci di Fitto si trovano contro il Nuovo centro destra alleato di Forza Italia, esce vincente il sindaco Luigi Caroli, che sbaraglia tutti al primo turno con una maggioranza bulgara. Nulla conta la perdita secca di fatturato e presenze della spina dorsale dell'economia locale, il turismo, accusata in questi ultimi anni. Gli elettori premiano Caroli e non si fidano del concittadino famoso, il giornalista Angelo Maria Perrino, sostenuto dai ribelli fittiani locali guidati dal deputato Nicola Ciracì, e neppure di un centrosinistra che sembra ormai ridotto al ruolo di comparsa dopo gli anni dell'altro Mita sindaco e di Pietro Federico, che è riuscito persino a dividersi alla vigilia della campagna elettorale, con la violazione del patto delle primarie che avevano designato a candidato dell'area Pierino Mita.

A Ceglie il Pd accusa una percentuale pressoché simile a quella di Sel, sotto il 6 per cento, e non spinge il candidato Mita oltre il 17,30 per cento, un punto in meno del "milanese" direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino. La vittoria straripante di Caroli non normalizzerà certo la vita politica di Ceglie Messapica, e chissà se il centrosinistra ancor più ridimensionato, riuscirà a diventare qualcosa in grado di produrre nei prossimi anni una opposizione diversa dalla sola guerra degli esposti alla Corte dei Conti occupandosi di un progetto di rilancio del territorio che non può nascere e morire nelle settimane di una campagna elettorale, spostando l'attenzione dei cittadini su questioni diverse dagli scontri personali senza fine, che continueranno anche nei prossimi mesi.

Carmine Brandi-2Francesco De Biasi-3Purtroppo il Pd brindisino non sembra disporre di una generazione di dirigenti ed esponenti dal forte legame popolare, ma non produce neppure idee coinvolgenti, alla prova del voto. Le alchimie delle alleanze contano fino a un certo punto, vedi il caso Carovigno, dove non si raggiunge neppure il 10 per cento malgrado il patto elettorale (non più dichiarato) con il sindaco uscente Mimmo Mele, bocciato dalla segreteria regionale. Se si considera che la crisi amministrativa dei mesi scorsi era finalizzata a scaricare dalla giunta il plotone del Ncd, e che ora è stato proprio il candidato di questo partito a buttare fuori dal ballottaggio il centrosinistra per affrontare il candidato di Forza Italia, qualcuno dovrebbe mangiarsi le dita della mano. Anche a Carovigno le idee sul versante del centrosinistra stanno a zero, e non si può addossare tutta la responsabilità di questa sconfitta a gestioni discutibili della raccolta del consenso, come si dice in giro.

Domenico Conte durante la conferenza stampa-2Ha fatto molto meglio a San Vito dei Normanni il sostituto commissario Domenico Conte, che il centrosinistra al ballottaggio ce l'ha portato, senza cercare alleanze anomale e offrendo agli elettori un segnale positivo, presentando una coalizione di sinistra alla sfida con un centrodestra prima diviso e poi riunificato in tutta fretta dietro la candidata Silvana Errico, da decenni sulla breccia della politica locale. Qualcuno questa riunificazione l'ha pagata, ed è il sindaco uscente Alberto Magli che intendeva essere riconfermato, e che aveva ceduto il passo solo dietro candidatura alle Regionali nelle fila di Raffaele Fitto. Come si sa, non ce l'ha fatta e sono pochissimi coloro che pensano che si ritirerà in buon ordine, dopo tutto questo.

Sembra perduta in partenza la sfida di Domenico Conte a Silvana Errico, in realtà non è affatto così, e in due settimane bisognerà convincere a votare l'area dell'astensione e a mobilitarsi chi è rimasto in queste settimane dietro le quinte. Il centrodestra infatti con le sue liste non ha superato il 50 per cento e questa è una ipoteca in meno sul risultato finale. Magari, più di tutti, una mano può darla il nuovo governatore della Regione Puglia, che a San Vito dei Normanni è di casa.

San Vito dei Normanni – Ballottaggio il 14 giugno 2015: Silvana Errico, centrodestra, 39,18; Domenico Conte, centrosinistra, 32,49.

Altri candidati: Marco Ruggero, M5S, 16,58; Giuseppe De Carlo, San Vito in Movimento; 6,40; Angelo Raffaele Piccigallo, civiche, 5,32.

Liste principali: Pd 13,64; Forza Italia 12,56; Movimento 5 Stelle 11,84; Lista Civica – Silvana Errico 7,93; Oltre con Fitto 6,41; Lista Civica – Domenico Conte 5,92; Noi a Sinistra per la Puglia 5,30.

Carovigno – Ballottaggio il 14 giugno 2015: Carmine Pasquale Brandi, centrodestra, 35,39; Francesco de Biasi 27,79, centro.

Altri candidati – Massimo Vittorio Lanzilotti, centrosinistra, 23,54; Marco Lotti, civiche, 9,17; Antonio Luigi Palmisano, Partito Comunista, 1,87; Lugi Tamborrino, Rifondazione Comunista, 0,61.

Principali liste: Forza Italia 19,47; Nuovo centro destra 13,52; Civica De Biasi 12,19; Pd 9,67; Lista civica Lanzillotti 6,46; Oltre con Fitto 5,13.

Ceglie Messapica – Luigi Caroli, centrodestra, eletto sindaco al primo turno, 59,92.

Altri candidati -  Angelo Maria Perrino, centrodestra, 18,30; Pietro Cosimo Mita, centrosinistra, 17,30; Dario Chirulli, centrosinistra, 4,45.

Principali liste – Lista civica  Io sto con Caroli 14,94; Lista civica Caroli sindaco 10,16; civica l’Idea comune (Caroli) 8,63; Ncd 8,27; Forza Italia 7,33; Oltre con Fitto (Perrino) 6,02; Pd 5,91; Sel 5,33; Laboratorio Perrino 5,38;

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