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Crisi greca al Comune: chiesti 8 milioni di anticipo per gli stipendi

Nessun acconto da parte dello Stato e con l'ossigeno destinato a esaurirsi, il Comune ha lanciato l'sos al tesoriere: servono otto milioni di euro. Sono necessari per pagare le fatture, da quelle emesse dalle società partecipate a quelle recapitate dalle ditte private, per saldare i canoni del servizio di raccolta dei rifiuti. E persino per onorare le scadenze degli stipendi dei dipendenti dell'amministrazione civica

BRINDISI – Nessun acconto da parte dello Stato e con l’ossigeno destinato a esaurirsi, il Comune ha lanciato l’sos al tesoriere: servono otto milioni di euro. Sono necessari per pagare le fatture, da quelle emesse dalle società partecipate a quelle recapitate dalle ditte private, per saldare i canoni del servizio di raccolta dei rifiuti. E persino per onorare le scadenze degli stipendi dei dipendenti dell’amministrazione civica.

L’appello è partito questa mattina dalla giunta, su proposta del sindaco Mimmo Consales che ha raccolto la delega al Bilancio consegnata dall’assessore Carmela Lo Martire (in quanto candidata alle regionali) ed è stato spedito alla banca Monte dei Paschi di Siena in qualità di “tesoriere del Comune di Brindisi”.  Con la precisazione che la somma da anticipare deve intendersi come “a valere sull’esercizio 2015”.

La notizia rimbalza da Palazzo Nervegna dove si sono riuniti gli assessori e il primo cittadino e ha fatto il giro dei consiglieri comunali, trovando terreno fertile per contestazioni sulla sponda dei rappresentanti dei partiti e delle liste che costituiscono la frastagliata opposizione: qui, la questione del bilancio resta una spina nel fianco, dal momento che il conto consuntivo non è ancora approdato in assise per la mancanza del famoso parere dei revisori dei conti. Quando sarà portato in aula non è dato sapere, certo è che incombe la diffida del prefetto al 29 maggio prossimo.

Quanto alla richiesta del denaro cash, liquido e urgente, l’esecutivo non ha potuto fare altro che seguire la strada indicata dalle disposizioni di legge per rispettare tempi e modalità di pagamento, già azionata in verità in passato perché risulta che l’esecutivo il 10 dicembre 2014 e poi il 7 gennaio successivo ha “approvato la richiesta di anticipazione al tesoriere e l’autorizzazione al preventivo utilizzo di entrate a specifica destinazione anno 2015”.

La nota dolente, allora come ora, è costituita dalla mancanza  di fondi dello Stato, finanziamenti che alimentano le casse del Comune dove, a quanto pare, poco è rimasto stando alla richiesta che è stata oggetto di pronuncia della giunta: “Ad oggi lo Stato non ha erogato alcun acconto di competenza del Comune”, si legge nel provvedimento adottato alla presenza di tutti gli assessori, fatta eccezione per Lo Martire e Sterpini.

Il Comune avrebbe anche contattato il governo, rivolgendosi al Ministero. E da qui avrebbero riferito “di essere in attesa dell’emanazione di un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri”. Il decreto, stando a quanto emerge dalla relazione presentata in giunta dal sindaco, sulla base delle indicazioni ottenute dal servizio finanziario, era atteso per il 22 maggio. “Il decreto ad oggi non è adottato”.

Il problema, quindi, c’è tutto. Anche perché “la riscossione della prima rata delle entrate tributarie non avverrà prima del mese di giugno prossimo”, si legge nel corpo della delibera appena sfornata. Non solo. L’ente deve “far fronte mensilmente a pagamenti obbligatori e improcrastinabili”. Quali? Nell’elenco sono state indicate le seguenti voci: “conferimenti alle società partecipate, canone per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, stipendi, rette di ricovero (per minori, ndr) e stati di avanzamento dei lavori per opere di investimento il cui importo deve essere obbligatoriamente anticipato dall’Amministrazione per poi avere diritto al rimborso da parte della Regione”.

In un contesto di questo tipo, i funzionari del settore finanziario hanno indicato alla giunta l’unica soluzione possibile tenuto conto delle disposizioni di legge in materia: l’anticipazione di tesoreria. Il limite massimo che il tesoriere, ossia la banca, concede all’Ente casi del genere “è pari a tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti i primi tre titoli di entrate del bilancio”, vale a dire quelli tributari quindi imposte e tasse. Il limite, hanno ricordato i dirigenti, “per l’anno 2015 è stato elevato a cinque anziché tre”.

Fatta questa premessa, è stato accertato che il limite dei cinque dodicesimi è di 43.664.317,65 euro. Di conseguenza è stato “proposto alla Giunta municipale di approvare l’implemento dell’anticipazione in essere in via straordinaria, al fine di poter far fronte al pagamenti dei mandati in essere e della prima rata dei mutui in ammortamento, portando la stessa dagli attuali venti milioni di euro a 28”. Quanto al conteggio degli interessi, l’esecutivo ha dato atto che “saranno corrisposti solo per i periodi di effettivo scoperto al tasso calcolato applicando il tasso della Bce (Banca centrale europea, ndr) tre mesi, aumentato di 3,25 punti percentuali come da atti di aggiudicazione”.

Il settore servizi finanziari e tributi è stato “autorizzato ad attivare la procedura presso il tesoriere del Comune di Brindisi-Monte dei Paschi di Siena, per richiedere l’implemento dell’anticipazione di tesoreria di otto milioni di euro a valere sull’esercizio finanziario 2015”. Contestualmente sono state “vincolate irrevocabilmente in favore del Monte dei Paschi di Siena tutte le entrate dei primi tre titoli del bilancio di entrata del Comune, il tutto sino alla concorrenza della somma anticipata e relativi maturandi interessi”.

La giunta, infine, ha assunto due impegni: prima di tutto a  “utilizzare l’anticipazione, secondo le effettive necessità di cassa, mediante emissione di appositi ordini di riscossione da trarsi sull’apposita risorsa relativa ad anticipazioni di tesoreria e di disporre il successivo rimborso al tesoriere mediante emissione di un apposito mandato di pagamento”. Poi a “ridurre l’utilizzo di tale implementazione in presenza dell’erogazione dei trasferimenti da parte del Ministero delle Finanze e/o delle entrate tributarie”. Delibera immediatamente esecutiva.

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