Politica

Intervento/ Avvocati di fuori e avvocati di Brindisi: le scelte del Comune

E’ possibile che nel libero Foro di Brindisi, ma anche all’interno del Comune, non ci sia un legale che l’amministrazione comunale ritenga adeguato e di esperienza tale da poterla difendere in giudizio? Un dubbio di vecchia data, che riemerge dalla recente determinazione n. 147 del dirigente degli affari legali, con la quale è stata liquidata la somma di euro 29.195,30 all’avvocato Sticchi Damiani del Foro di Lecce

BRINDISI - E’ possibile che nel libero Foro di Brindisi, ma anche all’interno del Comune, non ci sia un legale che l’amministrazione comunale ritenga adeguato e di esperienza tale da poterla difendere in giudizio? Un dubbio di vecchia data, che riemerge dalla recente determinazione n. 147 del dirigente degli affari legali, con la quale è stata liquidata la somma di euro 29.195,30 all’avvocato Sticchi Damiani del Foro di Lecce, per competenze professionali relative all’assistenza legale prestata, in occasione del giudizio promosso innanzi al Consiglio di Stato, dall’amministrazione civica nei confronti della società Monteco.

 Un provvedimento che la giunta comunale con propria delibera n. 176 del 20 maggio 2014 ha ritenuto “opportuno” adottare per difendere gli interessi dell’amministrazione, affidando l’incarico ad un legale del libero Foro di Lecce per    “comprovata esperienza nella materia”. Nella circostanza mi sembra di poter evidenziare, che al di là della generica qualificazione di “opportunità” o generica “comprovata esperienza”, nulla viene riferito circa la sussistenza dei presupposti necessari per il legittimo conferimento dell’incarico.

Una valutazione che, come previsto dall’attuale normativa, deve essere non solo preventiva, ma anche idonea a giustificare adeguatamente il provvedimento,  sia con riferimento alla straordinarietà delle esigenze da soddisfare, sia con riferimento alla carenza nel Comune di Brindisi di  personale addetto, sotto il profilo quantitativo  e  qualitativo, che il sottoscritto non riesce a rilevare, tenuto anche conto delle riconosciute capacità ed esperienze professionali esistenti all’interno del nostro ufficio legale. Come anche evidenziato dal nucleo di valutazione del Comune di Brindisi.

Questioni che dovevano essere adeguatamente chiarite nel corpo della delibera, per evitare le possibili censure della Corte dei Conti, che in moltissime circostanze, ha valutato colpa grave tali omissioni, qualificandole come situazioni di danno erariale, con il conseguente recupero economico a carico dei responsabili.  Naturalmente non sussiste alcun divieto di fare ricorso ad incarichi esterni, che però vanno conferiti rispettando le condizioni e limiti imposti dal nostro ordinamento, che sono dettati per soddisfare il principio della economicità della spesa e del buon andamento della pubblica amministrazione, affermato all’ art 97 della Costituzione. In sintesi per non sprecare denaro pubblico, che va utilizzato con oculatezza per far fronte ai tanti bisogni della gente.

Quello che fa specie, in questa ed in altre circostanze, come anche nei più recenti affidamenti in due giudizi promossi presso il tribunale di Bari e   presso il Consiglio di Stato affidati ad avvocati del foro di Lecce, è la implicita carenza di fiducia nelle capacità professionali della categoria forense di questa città, di sovente ignorata dall’attuale amministrazione nelle occasioni ritenute importanti. Evidentemente non ritenuti di “comprovata esperienza nella materia”. Ma perché poi tutto ristretto nell’ambito del Tar di Lecce e non fare riferimento alle professionalità di Bari. Ma anche di altri territori che non sono affatto inesperti.

Un argomento che andrebbe approfondito, anche per verificare se, viceversa, il Comune di Lecce abbia mai affidato incarichi a legali del Foro di Brindisi. Nondimeno, senza intenzione alcuna di voler minimamente revocare in dubbio le capacità professionali del legale incaricato, di cui ho avuto modo di apprezzarne i meriti, evidenziati anche nelle diverse cause intentate contro l’amministrazione comunale di Brindisi, ritengo sia necessario far conoscere ai cittadini i parametri e le ragioni che hanno determinato la decisione di affidare l’incarico ad un legale esterno, del Foro di Lecce. In questa, come nelle altre occasioni citate, per consentire loro di poter esercitare   il loro diritto, riveniente dal Dlgs 33/2013, di verifica del buon andamento della pubblica amministrazione, di come vanno spese le risorse pubbliche, ma anche l’assenza di situazioni di spreco o inefficienze.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Intervento/ Avvocati di fuori e avvocati di Brindisi: le scelte del Comune

BrindisiReport è in caricamento