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Multiservizi, aumento di capitale entro giugno. Rossi: "Siamo alla follia"

Il consigliere di Brindisi Bene Comune ricorda che del bilancio 2014 non c'è ancora nessuna traccia, e che è fondamentale capire se vi è stata perdita per la terza volta.Intanto per la partecipata arriva il contratto di servizio: 600mila euro al mese

BRINDISI –  Nel futuro immediato della Multiservizi c’è il contratto, nuovo di zecca, che vale 600mila euro al mese (circa) e potrebbe esserci un aumento di capitale per un milione di euro, ma nel caso in cui non dovesse essere deliberata l’iniezione di ossigeno, il Comune avrà diritto a chiedere la restituzione della somma che la partecipata dovrà verserà a rate ogni mese. O meglio, l’importo sarà trattenuto dal corrispettivo del nuovo contratto.

Riccardo Rossi-5Il centrosinistra di governo esulta per il salvagente che dovrebbe consentire la navigazione anche in mare aperto della Multiservizi, al punto da confermare i possibili innesti di Lsu in caso di necessità, mentre l’altro centrosinistra, quello all’opposizione, continua a scuotere la testa: “Siamo alla follia, alla negazione della logica che prescinde dall’essere commercialisti”, sbotta Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune.

“Nessuno conosce allo stato il bilancio della partecipata al 2014, ma il sindaco chiede al Consiglio di approvare un versamento in conto futuro aumento di capitale sociale: non sappiamo a quanto ammonta la perdita perché certamente il risultato sarò negativo, come avvenuto nel 2012 e nel 2013, eppure si continua a dire che dal 2015 c’è una inversione di tendenza e allora che si fa? Si versa un milione di euro alla Multiservizi”.

Viste le premesse, è facile immaginare che il 16 dicembre in consiglio comunale ci saranno nuove scintille. Anche perché nel contratto di servizio, figurano gli incassi del piano dei parcheggi che vale un milione e centomila euro l’anno a titolo di entrata propria con il ritocco all’insù dei ticket. Piano che per Rossi è da rivedere proprio perché a pagare saranno i cittadini.

I consiglieri dovranno decidere sul futuro aumento del capitale della Multiservizi e “per l’immediato” sulla facoltà di utilizzo del versamento da parte della società. La proposta del sindaco è di “calmierare al 30 giugno 2016 , il termine ultimo per arrivare a deliberare l’aumento del capitale, posto che al momento si disporrà del risultato di esercizio 2015”. In verità il bilancio del 2014, non è stato approvato. Ci sono delle “proiezioni”, con il sigillo del Collegio sindacale della partecipata, sotto forma di certificato, con sui si “prefigura una inversione di tendenza con i conti in equilibrio”: più 136.407 alla fine del 2015, dicono.

Quanto agli impieghi della somma pari a un milione di euro, “la situazione ha origine da un debito erariale, quale il versamento dell’iva per il 2014, gravato da sanzione penale”, per il quale nella stessa relazione viene ricordato che “è punito con la reclusione da sei mesi a due anni” chi non adempie all’obbligo per un ammontare “superiore a 250mila euro per ciascun periodo di imposta”.

Di fronte a un quadro penale del genere, per la Multiservizi si rende necessaria l’autorizzazione ad eseguire tre tipi di azioni: la prima attiene all’importo di “860.701,08, soglia di salvaguardia del profilo penale per il versamento iva” la seconda riguarda la destinazione di “139.298,92 euro a riserva” e la terza è relativa alla “rateizzazione del residuo debito iva per 159.108,32. Quest’ultimo importo è il risultato della differenza tra il debito complessivo pari a 1.019.809,40 e 860.701,08.

Consales legge le cifre delle criticità finanziarie“Trascorso il termine senza l’eventuale concretizzazione dell’implemento di capitale, il versamento dovrà essere restituito al Comune” secondo un calendario preciso: “entro il 10 luglio 2016” dovrà versare all’amministrazione la riserva di 139.298,92 euro gravato dall’interesse praticato dalla banca tesoriera al Comune per le anticipazioni di cassa e poi rate mensili, maggiorate con gli interessi, sino a saldare la somma totale con “la modalità della trattenuta sul canone del contratto di servizio”.

Nella relazione si conferma che ci sono stati risultati negativi nel 2012 e nel 2013, si ammette che il bilancio 2014 non è ancora stato approvato e si spiega che ciò non è avvenuto per “un disallineamento nei bilanci dei due enti di rapporti finanziari ancora non accertati e definiti, per cui formalmente non si è realizzata l’ipotesi normativa”.

Detto tutto questo, la conclusione è che “il versamento in conto futuro aumento di capitale per la causale unica del rispetto della legge sugli obblighi fiscali, può definirsi trasparente e garantista per le finanze comunali” e che la “questione dell’impiego delle risorse Iva 2014 versate dal Comune a suo tempo, non potrà che integrare, a cura dell’amministrazione, il procedimento di segnalazione già avviato presso la Procura della Corte dei conti di Bari del 17 luglio 2014”.

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