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Domenica, 5 Dicembre 2021
Politica

Il Pri chiede un impegno a tutti i candidati sindaco per le contrade

Il tema del risanamento di aree abitate ancora alle prese con gli allacci alle infrastrutture primarie

BRINDISI - Nell'ambito dell'informazione sulla campagna elettorale in corso per le amministrative del 10 giugno prossimo, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota inviataci da Luca Carbone, della direzione cittadina del Pri di Brindisi.

La vicenda delle contrade abusive perimetrate (Palmarini, Muscia, Giambattista, Montenegro, Torre Rossa, Betlemme) deve finalmente trovare una soluzione definitiva. Nate negli anni in cui il Piano Regolatore Generale era privo di tutti gli strumenti attuativi (Piano di Zona, Piani di Recupero, eccetera) sono oggi abitate da centinaia di famiglie in buona parte tutt’ora prive di servizi essenziali quali la fogna, l’acqua e la pubblica illuminazione.

Nel 1999 si provvide a perimetrale quelle aree e a predisporre delle varianti di recupero per favorirne l’inserimento organico nel corpo del PRG. Tali varianti furono finalmente approvate dalla Regione Puglia nel 2005 (sei anni dopo!). Da allora poco o nulla si è fatto. In alcune di queste contrade sono stati realizzati i tronchi principali dell’acqua e della fogna e in alcuni casi si è provveduto a dotare di illuminazione la arteria principale.

Tanto grazie a dei finanziamenti comunitari ottenuti dalla amministrazione comunale e dall’Acquedotto Pugliese. Ma tutt’ora le famiglie che volessero allacciare la propria abitazione a tali tronchi trovano difficoltà insormontabili in quanto le strade interne risultano ancora di proprietà privata. Più di recente il commissario prefettizio ha adottato una delibera che equipara tali strade a quelle comunali, salvaguardando la viabilità esistente.

Ma viene richiesto da parte dei proprietari delle strade un atto unilaterale d’obbligo con cui gli stessi si impegnano a non avviare azioni risarcitorie nei confronti degli Enti erogatori dei servizi. E’ evidente che trattandosi di centinaia di proprietari pro quota solo una azione coordinata dalla amministrazione comunale potrebbe raggiungere lo scopo. 

Si tratterebbe poi di scomputare dagli oneri di urbanizzazione che devono versare i proprietari delle abitazioni il costo delle opere già realizzate senza impiego di fondi comunali. Altrimenti gli abitanti di quelle contrade sarebbero chiamati a versare oneri di decine di migliaia di euro che certamente non sono nella loro disponibilità!

Dotare queste zone dei servizi essenziali dovrebbe essere un impegno da far assumere a tutti i candidati sindaci affinché su questi interventi vi sia unità di intenti, quale che sia la coalizione che dovesse risultare vincitrice nella prossima competizione elettorale. E’ veramente assurdo, infatti, che nel terzo millennio, in cui si discute di dotare tutte le zone di Europa di una efficace rete internet, vi siano poi aree densamente abitate in cui mancano addirittura i servizi essenziali.

Nel frattempo si potrebbe almeno provvedere a dotare queste contrade di un servizio di trasporto pubblico. Molte di esse, infatti, non sono assolutamente collegate alla città da mezzi della STP. E’ il caso, ad esempio, della Contrada Palmarini. Questo crea enormi difficoltà agli abitanti che sono privi di una propria autovettura e, in modo particolare, alla popolazione anziana. Senza contare la situazione di estremo pericolo per la circolazione stradale atteso la precarietà delle strade di accesso alla contrada.

Non resta che augurarsi che il confronto e il dibattito durante la oramai imminente campagna elettorale sia incentrato sulle questioni che riguardano la vivibilità cittadina piuttosto che sui massimi sistemi che, spesso, lasciano ad incancrenirsi le situazioni di degrado urbano. E che la prossima amministrazione possa svolgere il proprio lavoro per il tempo necessario perché la discontinuità amministrativa è una delle cause dei tanti problemi rimasti irrisolti.

                                                                                                

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