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"A pensar male si fa peccato, ma ogni tanto ci si azzecca"

A pensar male si fa peccato, ma ogni tanto ci si azzecca. Lo pensava il saggio Giulio Andreotti che, essendo un cattolico praticante, poteva contare su assoluzioni molto importanti. Io, purtroppo non ho chi mi possa assolvere dall’alto e quindi, mi tengo il peccato

Alle osservazioni dell'ingegnere Padula all'articolo di Vittorio Bruno Stamerra sulla questione delle nomine dei dirigenti del Comune di Brindisi, replica l'autore dell'articolo stesso.

A pensar male si fa peccato, ma ogni tanto ci si azzecca. Lo pensava il saggio Giulio Andreotti che, essendo un cattolico praticante, poteva contare su assoluzioni molto importanti. Io, purtroppo non ho chi mi possa assolvere dall’alto e quindi, mi tengo il peccato. Del mio articolo sulla scomparsa dei concorsi pubblici per dirigenti al Comune di Brindisi, l’ing. Padula nella sua lettera non contesta neanche una virgola. Anzi ne rafforza il valore elencando tutti i concorsi pubblici a cui meritoriamente si è sottoposto e superato.

Pensare quindi che lei l’abbia scritta solo per dare notizia che si era dimesso dall’incarico di collaudatore in corso d’opera dell’ignobile barriera che l’Autorità Portuale intende costruire giù al Seno di Levante, è pensar male, ma forse ci si azzecca. L’ing. Padula omette di dirci però (forse questo è già materia di qualche segnalazione a chi di dovere) in quale data si è dimesso da collaudatore, se prima, durante o dopo che ha sottoscritto l’ordinanza di sospensione dei lavori. Quanto ciò sia importante lo capiscono anche i bambini.

Tutti possiamo sbagliare, anche chi scrive, ma la notizia sull’imbarazzante posizione dell’ing. Padula l’ho letta qualche giorno fa su BrindisiReport (il 20 dicembre), e in grande evidenza anche, su un altro quotidiano online, “Brindisitime” (il 21 dicembre), e non mi risulta essere stata mai smentita. Sulla “rimozione” dall’incarico di super dirigente dell’Ufficio Tecnico, con l’eccezionale contemporanea responsabilità dei Lavori Pubblici e dell’Urbanistica, lei ritiene che sia tutto rientrante nella norma, e che parlare di rimozione è sbagliato. Sono problemi suoi.

Noi invece la pensiamo diversamente,  e non solo perché norma e trasparenza quasi mai sono le due facce di una stessa medaglia. Ai Lavori Pubblici è giusto e naturale che ci vada un ingegnere (anche idraulico, ovviamente), all’Urbanistica un architetto, che capisca anche di assetto del territorio. Universalmente funziona così, a Brindisi invece – a cominciare da Mennitti - le funzioni vennero unite in un unico responsabile (ingegnere). I risultati sono stati disastrosi. Quando giunsero a giugno scorso i marziani della Carluccio ritennero di proseguire sulla strada di Mennitti, ed affidarono all’ing. Padula il super incarico.

Se dopo appena sei mesi, sia pure con un atto di discutibile validità, non solo tolgono a Padula il super incarico, ma addirittura si decide di tornare al sistema pre Mennitti, dividendo giustamente l’Urbanistica dai Lavori Pubblici, e a quest’ultimo incarico mettono un altro ingegnere, se quella di Padula non è rimozione, come altrimenti può definirsi? I vecchi marpioni della cronaca, non solo quella politica, hanno da tempo capito che una smentita equivale ad una notizia data due volte. E certe volte anche di più.

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