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Multiservizi caso a rischio. Gli scontri con Baldassarre e Rizzo

C’è una criticità rimasta aperta dopo l’arresto del sindaco Mimmo Consales e la caduta della sua amministrazione: si chiama Multiservizi. Sulla partecipata l’amministrazione Consales, secondo molti critici della stessa area di centrosinistra, dell’opposizione di centrodestra ma anche tecnici e conoscitori della materia, aveva sbagliato tutto

BRINDISI – C’è una criticità rimasta aperta dopo l’arresto del sindaco Mimmo Consales e la caduta della sua amministrazione: si chiama Multiservizi. Sulla partecipata l’amministrazione Consales, secondo molti critici della stessa area di centrosinistra, dell’opposizione di centrodestra ma anche tecnici e conoscitori della materia, aveva sbagliato tutto. E nella prossima seduta di consiglio comunale avrebbe effettuato un’inversione di marcia sul finanziamento da un milione di euro stanziato in soccorso della società affidata al capo dell’ufficio legale del Comune per azioni di risanamento e buona amministrazione che – sempre a detta di molti – non sarebbero servite a riequilibrarne la condizione economica. La delibera sarebbe stata revocata in autotutela.

Ma non c’è stato tempo. Dovrà metterci mano il commissario prefettizio. E prima della scadenza elettorale di giugno, ci sarà anche da approvare il bilancio consuntivo comunale del 2015, mentre dovrebbe slittare l’assemblea di Multiservizi convocata per il 12 febbraio. Incertezze si accumulano ad incertezze, e la visione sarà più chiara dopo la consumazione delle cortine fumogene che mitigavano sia pure per poco il reale impatto dei problemi aperti. Per salvare Multiservizi ci vuole ben altro che sporadiche iniezioni di denaro pubblico. Resta inapplicato, per cause di forza maggiore, anche il nuovo piano dei parcheggi, che è stato pensato proprio per soccorrere le finanze della società controllata dal Comune.

Il sindaco Consales e Paola BaldassarreAlla fine, è dimostrato che avevano ragione coloro che richiamavano l’amministrazione Consales al rispetto delle prescrizioni del codice civile per le società nelle stesse condizioni di Multiservizi, e a seguire un percorso virtuoso di risanamento per mettere l’azienda sul mercato e consolidare i posti di lavoro. Ma non sono gli unici, gli osservatori della crisi di Multiservizi, a restare inascoltati. Bisogna fare un salto fuori da Brindisi per giungere a San Pietro Vernotico, dove il sindaco dell’epoca, Pasquale Rizzo, avvocato, aveva deciso di guidare l’opposizione dei Comuni dell’Oga contro i costi di gestione dell’impianto di Cdr richiesti dalla Nubile Srl. Rizzo trovò proprio in Consales il principale oppositore.

Oggi, diventato punto di riferimento dell’opposizione consiliare a San Pietro Vernotico, Pasquale Rizzo si trova ad avere ragione piena. I suoi calcoli, inviati ai colleghi del consiglio dell’Oga guidato Mimmo Consales, erano giusti, e la resistenza a pagare le somme pretese dalla Nubile aveva una fondamento reale. Rizzo aveva studiato a fondo la questione, e non voleva allineare la sua amministrazione alla linea seguita da Mimmo Consales.  Sarebbe stato meglio accendere un contenzioso, piuttosto che pagare.

“Nubile è inadempiente? Non fa niente,  Oga in tariffa riconosce al gestore per il 2014 maggiori utili e spese generali. Nel piano tariffario erano previsti per tali voci 10,47 euro? Oga le aumenta, per il  2014, portandole ad 11,88 euro. Tenendo conto sempre del quantitativo conferito dai Comuni nel 2014 (ton.93.536,00 di rifiuto), Ogariconosce in più a Nubile la somma di 131.885,76 euro come maggiori utili in un solo anno: non ci sono i soldi per pagare i lavoratori, ma facciamo incassare all’azienda maggiori utili (è questa la politica del Pd? Dimenticavo: in momenti cruciali della vita politica fanno più comodo gli imprenditori dei lavoratori, tanto questi ultimi dipendono sempre dagli imprenditori!)”, scriveva Rizzo.

Il sindaco Pasquale RizzoL’ex sindaco di San Pietro Vernotico non è l’unico “oppositore maledetto” delle politiche della giunta Consales. C’era il primo vicesindaco di quella amministrazione, Paola Baldassarre, a meditare sullo stato della trasparenza interna alla giunta e sul decisionismo del sindaco, sulla scarsa condivisione delle decisioni e delle deliberazioni. Come quella sul nuovo affidamento alla News Sas delle comunicazioni del Comune. La Baldassarre espose a Consales le proprie forti perplessità, ma il sindaci le disse che era tutto a posto, che ormai egli non aveva più rapporti con la sua società. Le indagini dimostreranno il contrario, c’è un processo in corso in cui Consales è imputato a piede libero.

Ma in giunta le cose per Paola Baldassarre cambiarono in peggio. Non c’erano informazioni e consultazioni sulle delibere di giunta: arrivavano sul tavolo già confezionate. In maggioranza per i centristi, il vicesindaco non aveva però appoggio e rete di protezione. La convenzione con la News fu varata. Un giorno Paola Baldassare fu affrontata da un esagitato e decise che quell’episodio – pur non in relazione ai suoi attriti col sindaco – doveva segnare una svolta: si recò in questura, alla Digos, e illustrò alla polizia prima, poi in procura, ciò che l’aveva portata alla rottura dei rapporti con Consales e gli altri. Quindi si dimise da assessore perché in quelle condizioni non si poteva neppure esercitare il dovere cattolico della testimonianza.

L’abbandono di Paola Baldassarre, liquidata come una perdita secondaria, in realtà smosse una pietra importante nel sistema al governo del Comune di Brindisi, che solo oggi si può valutare appieno. Come le parole e i conti da sindaco fatti da Pasquale Rizzo, che dimostrava come i cittadini del proprio e di altri Comuni dell’Oga pagassero il prezzo di patti che nulla avevano a che vedere con il compenso di una gestione regolare dell’impianto di Cdr.

Ma anche in questi ultimi giorni nuove testimonianze, già rese alla Digos ed ai pm, continuano a disegnare i contorni di un affare i cui ruoli, quelli di Luca Screti e quello di Mimmo Consales, potrebbero essere ulteriormente delineati anche dagli stessi imputati. Si vedrà in sede di interrogatori di garanzia.

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