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Il Pdl teme gli effetti del dopo Mennitti e giura nuovamente fedeltà al sindaco

BRINDISI – Il teorema è semplice, ma nella sua semplicità è anche terribile per il Pdl di Brindisi. Se il sindaco Domenico Mennitti si dimetterà, ciò avverrà non molto tempo dopo l’aver portato Brindisi alla ribalta del dibattito sul futuro delle autonomie locali in Italia, e cioè con il congresso nazionale dell’Anci del prossimo ottobre, probabilmente in piena bufera federalista (bufera se la riforma non sarà, come pare, condivisa), ma anche evento che prevede la presenza del Capo dello Stato e che non potrà che giovare all’immagine della città. Dopo di ciò, tuttavia, non è affatto detto che il periodo di obiettiva difficoltà politica ed amministrativa che ne seguirà sarà a vantaggio del partito di Berlusconi.

BRINDISI - Il teorema è semplice, ma nella sua semplicità è anche terribile per il Pdl di Brindisi. Se il sindaco Domenico Mennitti si dimetterà, ciò avverrà non molto tempo dopo l'aver portato Brindisi alla ribalta del dibattito sul futuro delle autonomie locali in Italia, e cioè con il congresso nazionale dell'Anci del prossimo ottobre, probabilmente in piena bufera federalista (bufera se la riforma non sarà, come pare, condivisa), ma anche evento che prevede la presenza del Capo dello Stato e che non potrà che giovare all'immagine della città. Dopo di ciò, tuttavia, non è affatto detto che il periodo di obiettiva difficoltà politica ed amministrativa che ne seguirà sarà a vantaggio del partito di Berlusconi.

Prima i mesi del commissariamento - tanti o pochi, a seconda della data in cui Mennitti si dimetterebbe - quindi una campagna elettorale irta di difficoltà per il Pdl e il successore designato di Mennitti (Mauro D'Attis?) ma anche per il Pd, considerando il riemergere di varie individualità che stanno lavorando ad un rapporto più diretto con vasti strati sociali e imprenditoriali. Incertezze che dovrebbero indurre a prudenza chi scalpita all'interno dello stesso partito di Mennitti ma non ne ha certo l'ascendente politico e culturale.

La cosa più giusta, ammesso che sia possibile convincere Mennitti a restare - inducendolo ancora una volta a mettere in secondo piano il diritto al privato che si fa sempre più forte a 72 anni - sarebbe risolvere il teorema chiedendo al sindaco di soprassedere alle dimissioni, tornando a giurargli fedeltà assoluta al programma e al progetto amministrativo. Ed è ciò che il gruppo consiliare del Popolo della Libertà al Comune di Brindisi, riunitosi venerdì per l'esame degli argomenti posti all'ordine del giorno della seduta del consiglio comunale di lunedì e martedì, pare abbia deciso di fare esaminando "anche la situazione politica determinatasi in seguito alle dichiarazioni del sindaco Mennitti. Premesso che la dichiarazione di disponibilità alle dimissioni il sindaco - richiama una nota - l'aveva già espressa in occasione di riunioni precedenti di gruppo e di partito, si è preso atto che la stessa esalta ancora una volta i sentimenti di affetto e la dedizione dell'on. Mennitti verso la città tutta, volendo operare per la creazione delle condizioni di un effettivo ricambio della classe dirigente".

"Si è ribadito da parte di tutti i componenti del gruppo consiliare e di tutti gli assessori, il più completo sostegno all'azione del sindaco Mennitti anche per il futuro, come già avvenuto nel passato, per la realizzazione del programma di governo che resta, comunque, l'obiettivo più importante da raggiungere", conclude il messaggio del Pdl brindisino per rassicurare il proprio elettorato. "Partendo quindi dalle forti sollecitazioni che dallo stesso sindaco Mennitti provengono, il gruppo consiliare invita il partito cittadino a proseguire con ulteriore impegno l'azione già intrapresa volta a consolidare e rafforzare i rapporti di maggioranza politica sia nella amministrazione comunale sia nella società". Il futuro, infatti, non sembra facile.

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