Politica

Il presidente di Left prende la tessera Pd: "Meglio combattere all'interno"

Il presidente di LeftBrindisi riprende la tessera del Pd, dopo aver deciso che è più utile condurre un confronto dentro al partito sull'amministrazione della città e sui temi della democrazia interna, oltre che emergenze e sui problemi attuali del territorio di Brindisi

BRINDISI - Il presidente di LeftBrindisi riprende la tessera del Pd, dopo aver deciso che è più utile condurre un confronto dentro al partito sull'amministrazione della città e sui temi della democrazia interna, oltre che emergenze e sui problemi attuali del territorio di Brindisi. Carmine Dipetrangelo ha infatti scritto una lettera in tal senso al segretario regionale Michele Emiliano, al segretario provinciale Maurizio Bruno e alla commissaria del Pd cittadino, Sandra Antonica, spiegando chiaramente che è sua intenzione spostare nei luoghi deputati del partito quella che sino a questo momento è stata solo una battaglia condotta a distanza, sugli organi di informazione. 

Carmine DipietrangeloProbabilmente si tratta, per la parte del Pd che sta con il sindaco Mimmo Consales, di una scelta inattesa. Inevitabile un accentuarsi del braccio di ferro nel partito della città, già attraversato da tensioni per il rifiuto del sindaco e di parte del gruppo consiliare del Pd di dare corso alle indicazioni della segreteria regionale, che chiedeva inzialmente un rimpasto con la sostituzione degli assessori all'Urbanistica e all'Ambiente, Pasquale Luperti e Antonio Monetti, per poi insistere per un ricambio totale di uomini e deleghe. Consales non potrà - o non potrebbe - partecipare direttamente agli eventi interni al Pd stante il regime di autosospensione che permane (legato alle sue vicende giudiziarie), mentre Dipietrangelo certamente riceverà la tessera, decisione che compete attualmente alla commissaria Sandra Antonica.

Ma questo formale e non sostanziale separatore non raffredderà il clima già rovente. Se da un lato è intenzione di Sandra Antonica spostare nuovamente il partito all'esterno e sui problemi della città, la questione Consales-rimpasto rimane aperta e non sarà certo accantonata. La segreteria regionale vuole limitare i danni alle prossime amministrative e potrebbe da un momento all'altro porre nuovamente Consales di fronte ad una decisione da prendere, tanto più che il problema ha ridotto quasi a zero la cordialità delle relazioni tra Comune di Brindisi e Regione Puglia, con costanti attacchi del sindaco al presidiente della Regione - segretario regionale del Pd, Michele Emiliano.

La lettera di Dipietrangelo a commissaria e segretari regionale e provinciale - Egregi, come vi è noto, è dal 2014 che non rinnovo la tessera al Pd, per la cui nascita e costruzione ho lavorato a livello regionale, provinciale e cittadino. Molte sono state le motivazioni nazionali ( non chiarezza politica, alleanze, alcune scelte del governo Renzi, scarso impegno meridionalistico, degenerazione correntizia, ruolo della sinistra e della minoranza interna) e territoriali (gestione arruffona del partito, mancanza di sedi e luoghi democratici dove discutere e confrontarsi, delusione per il comportamento contraddittorio e opportunistico di alcuni rappresentanti istituzionali, mancanza di convocazioni degli organismi eletti, giudizio sul Pd e sul governo della città di Brindisi) che mi hanno spinto, dopo una lunga militanza (ben cinquant'anni),a non rinnovare la tessera di appartenenza al partito dove è confluita la mia storia e una parte del mio pensiero politico ed ideale. 

Mi sono sentito e mi sento tuttora, come più volte ho dichiarato, un apolide di sinistra che, però ,non  ha rinunciato mai alla battaglia ideale e politica. Per questo ho guardato e guardo con curiosità intellettuale e politica a tutto ciò che si muove e si discute a sinistra dentro e fuori al Pd. Rimango, come tanti, ancora perplesso su alcuni aspetti della linea e sul comportamento di un Pd che sta rischiando una torsione e una deriva centrista. Anche per dare il mio contributo alla battaglia politica e culturale per evitare questa deriva, ho deciso di rinnovare la tessera al partito di cui sono stato dirigente regionale e provinciale.

Per un vecchio dirigente come me è fin troppo chiaro che le battaglie si fanno all'interno. Ma per l'esperienza fatta in questi due anni ho potuto constatare che all'esterno del Pd c'è tanta parte del popolo di sinistra che in questi anni si è allontanato perché deluso e disorientato. La mia decisione è maturata nella consapevolezza di dover recuperare energie e disponibilità disperse ma è anche frutto della situazione in cui si trova il Pd cittadino e degli avvenimenti politici e amministrativi di questi giorni la cui gravità certamente non vi sfugge.

Riprendere a dare il mio contributo lo ritengo un dovere di vecchio militante che crede ancora che il Pd possa e debba rimanere un partito di sinistra e di centrosinistra e che come tale deve essere protagonista di un rinnovamento della politica che è alla base del progetto fondativo che non può disperdere le sue origine uliviste e costitutive.

Per questi valori intendo dare una mano e qualche idea alla formazione e alla crescita di una nuova classe dirigente. Lo farò con spirito costruttivo e con l'intento di dare un contributo di verità alla ricostruzione di fatti storici, politici, economici, morali, e delle relative responsabilità che qualcuno in questi giorni ha voluto richiamare. Quello che mi appassiona di più è, però, guardare al futuro e contribuire alla ricostruzione di una comunità che a qualcuno fa comodo dividere o farla apparire vittima di complotti geopolitici e di aspirazioni personali.

La deriva a cui è stato portato il Pd di Brindisi, diventato ormai partito di indistinti e di tesserati ignari, il ruolo aggressivo e predominante di alcuni rappresentanti dell'amministrazione comunale che hanno fatto della loro funzione un uso prepotente e personale a tal punto da respingere qualsiasi indicazione e valutazione degli stessi organismi provinciali e regionali, mi spingono a non stare più alla finestra o sulla sponda del fiume.

Senza rinunciare alle mie idee e convinzioni, e senza mutare, fino a prova contraria, giudizio su fatti e uomini, voglio dare, da tesserato, il mio contributo alla battaglia per rinnovare e bonificare il Pd cittadino, per ricostruire, a prescindere da una corsa al tesseramento di ulteriori ignari, questi si burattini inconsapevoli, una agibilità politica per le idee e i valori della sinistra. E lotta politica sarà, come è mio costume. Spero di poterlo fare in una sede di partito anche alla presenza delle centinaia di tesserati che qualcuno in questi giorni sta organizzando.

Faccio questa scelta anche per evitare che si continui in un inutile confronto sulla stampa e si confonda il non rinnovo della mia tessera del 2014 con "l'auto sospensione" dal partito di qualcun altro e per stroncare sul nascere qualsiasi tentativo di strumentalizzare la mia posizione all'interno del Pd. Mi piace concludere questa mia lettera con un attualissimo vecchio proverbio cinese: "Gli antichi sorvegliavano le frontiere per prevenire le risse, oggi si custodiscono per stabilire la tirannia". Appunto.....Cordialmente, Carmine Dipietrangelo

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il presidente di Left prende la tessera Pd: "Meglio combattere all'interno"

BrindisiReport è in caricamento