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Il sindaco conferma rinuncia all’area ex Pol: “Deciso già a luglio”

La sindaca: "Finanze in affanno, ma con l'Ente portuale concorderemo gli usi urbani e portuali". Nessuna idea progettuale. L'intesa tra gli enti siglata il 14 settembre scorso, 24 ore prima dell'entrata in vigore della riforma del Ministro dei Trasporti

BRINDISI – “Sull’area ex Pol è passato un messaggio deviato, per cui è bene fare precisazioni: il Comune ritiene che non sia reale interesse della città acquisire quella zona perché non è chiara la reale entità della bonifica e come si sa le finanze sono in affanno, per cui se ne occuperà l’Autorità portuale di Brindisi fermo restando che concorderemo insieme gli usi futuri”.

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Nulla di nuovo nelle parole della sindaca di Brindisi, Angela Carluccio. Niente che già non fosse noto. Eccezione fatta, probabilmente, per un dettaglio temporale che qualcuno tra le fila dell’opposizione non è proprio convinto si tratti di mera coincidenza: l’intesa ufficiale, quella scritta, fra l’Amministrazione comunale e l’Autorità portuale è stata raggiunta il 14 settembre scorso, 24 ore prima che entrasse in vigore la riforma del ministro dei Traporti Graziano Delrio sulla nuova portualità.

Riforma che vede Brindisi “transitare” nell’Autorità unica di sistema portuale dell'Adriatico Meridonale con Bari, Monopoli, Barletta e Manfredonia. Con raccomandazione dello stesso ministro a occuparsi dell’ordinaria amministrazione nella fase transitoria per non compromettere il futuro del nuovo ente.

La domanda è: per quale motivo consacrare da un lato la rinuncia del Comune e dall’altro l’impegno dell’Authority alla bonifica proprio in quei tempi? E ancora per quale motivo non rendere noto tutto ai consiglieri di minoranza? Mauro D’Attis di Forza Italia continua a sostenere di esserne venuto a conoscenza per caso, lo scorso 2 settembre. Come se si trattasse di una comunicazione di servizio ordinaria. Eppure dagli atti ufficiali, risulta che sia stata una riunione, come da verbale del 28 luglio scorso.

Altra domanda: per quale motivo non avviare un confronto con la minoranza che ritiene la rinuncia all’area Ex Pol un  delitto politico? Il Comune ha di fatto abdicato al ruolo di programmazione e progettazione del futuro, sbottano i contestatori della sindaca.

Mentre lei, la sindaca, sostiene di aver agito per il bene della città, guardando nelle tasche vuote dell’Ente che senza fondi non può occuparsi delle bonifiche: “L’Authority, invece, ha la disponibilità di due miliardi e mezzo di vecchie lire. E tiene a precisare che con l’Autorità portuale c’è intesa perfetta: “Siamo due facce della stessa medaglia, guardando al porto”. Eccezione fatta per quel muro che separa, non avvicina la città al suo porto. Ma questa è un’altra storia.

La sindaca ha sottolineato l’intesa nel corso della conferenza stampa che si è svolta nel pomeriggio di oggi, a Palazzo di città, alla presenza del commissario Mario Valente, e del capo di Gabinetto Nicola Zizzi. Ma “notizia” non ce n’era e non c’è. Proprio perché tutto era già noto. Né è stato detto quale potrebbe essere la destinazione futura dell’area ex Pol, quale cioè l’uso reale. C’è stato solo un generico riferimento a zona destinata a servizi per la città: “In ogni caso sarà restituita a quell’area la giusta dignità”.

In che modo, con quali interventi, quando e con quali fondi? Mistero. Si vedrà. Domani a Palazzo di città, è pur sempre un altro giorno.  Verrà un’altra stagione, dopo quella che aveva portato a pensare alla realizzazione di una stazione marittima negli anni Novanta. All’epoca correvano i tempi della Valigia delle Indie. Oggi cancellati. Senza un’alternativa.

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