Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Il sindaco: “Noi corretti con i revisori: non abbiamo perso tempo”

Mimnmo Consales sull’empasse del parere mai arrivato. Adesso tocca al nuovo collegio. Una lettera degli ex: “Pronti a pronunciarci se convocati”

BRINDISI – “Noi siamo stati più che corretti con i revisori dei conti che erano in regime di prorogatio: ci siamo rivolti a loro per il parere sul conto consuntivo 2014 per terminare il discorso avviato in passato con il bilancio di previsione. Lo abbiamo fatto per una questione di rispetto e continuità e invece ci siamo trovati di fronte a uno stop indipendente dalla nostra volontà”. Ora che sembra essersi schiarito il cielo su palazzo di città con la soluzione che rimanda ai nuovi revisori per ottenere il parere e arrivare in aula prima della diffida del prefetto, il sindaco Mimmo Consales rompe il silenzio sul caso di quella pronuncia tanto attesa e mai arrivata.

Il parere, in quanto atto obbligatorio e parte integrante del consuntivo 2014 era atteso inizialmente il 30 aprile scorso, giorno stabilito per l’adozione del conto e conclusosi con un nulla di fatto tanto che la maggioranza di centrosinistra ha scelto di non presentarsi in aula per ottenere il rinvio, poi aspettato per il 15 maggio successivo, quando la seduta è stata convocata nuovamente salvo essere revocata proprio perché i componenti del Collegio non si sono presentati.

Nel mezzo è arrivata la diffida del prefetto e adesso il Comune si trova davanti all’ultimatum della prefettura: o si approva il conto, versione 2014, entro il 29 maggio prossimo, oppure arriverà il commissario ad acta, di conseguenza il consiglio sarà sciolto e Brindisi si vedrà costretta a vivere ancora una volta l’esperienza del commissariamento per almeno un anno. Raccontata così sembra un’odissea, un incubo senza fine come ripetono i contestatori del centrosinistra più quelli dello stesso centrosinistra che al Comune di Brindisi sono sul fronte opposto rispetto a quello del Partito democratico di Consales.

Qualche difficoltà, alla fine, ha dovuta ammetterla anche lui, il primo cittadino che nonostante lo sforamento del patto di stabilità è andato avanti nella convinzione di riuscire ad archiviare la pratica. Tanto è vero che era andato persino più in là rispetto al consuntivo, anticipando proprio a BrindisiReport.it la data del consiglio per l’adozione del bilancio di previsione 2015: tutto entro la fine di maggio. Che invece resta il termine ultimo per mettere la parola fine a quella che è diventata la telenovela del parere dei revisori.

La domanda, quindi, non può che essere una: come mai si è arrivati all’empasse, al punto che lo stesso sindaco è stato costretto ad andare in prefettura per chiedere una proroga, in modo tale da avere altro tempo e più respiro per la redazione del parere? “Perché all’interno del collegio dei revisori i punti di vista sono stati evidentemente diversi”, risponde il sindaco.

“Eppure quei componenti sono gli stessi che si sono pronunciati sul bilancio di previsione precedente al consuntivo”, tiene a sottolineare. E sono gli stessi che hanno evidenziato l’elusione del patto di stabilità, poi giustificato dalla politica con la necessità di ripianare la perdita della Multiservizi, per un milione e 597mila euro.

Per dovere di cronaca va detto che i componenti dell’organo di controllo interno sono stati ereditati dalla gestione commissariale  di Bruno Pezzuto: Vittorio Dell’Atti, preside della Facoltà di Economia dell’Ateneo di Bari, Massimo Mangiameli e Rita Saracino. Non sono riusciti a raggiungere un’intesa, a quanto pare. Per questione tecniche, si sente dire da alcuni al Comune. Per motivi politici, sostengono altri. La verità autentica non è possibile conoscerla. Non è a conoscenza neppure il sindaco che pure ha incontrato il presidente del Collegio sabato scorso, nella convinzione che ci sarebbe stata una pronuncia. E invece niente.

“Il Comune è stato corretto sino alla fine”, sottolinea il sindaco. “Avremmo potuto rivolgerci ai nuovi revisori, mi riferisco a quelli che sono stati estratti secondo le nuove disposizioni di legge e invece proprio perché abbiamo avuto rispetto, abbiamo investito della questione il collegio che era in prorogatio, come si sa, essendo arrivato a scadenza naturale il loro mandato”, spiega Consales. Forse si sarebbe risparmiato tempo scegliendo la strada che porta alla nomina della nuova terna. Forse. Perché i nuovi revisori nulla sanno del Comune, non hanno mai avuto modo di leggere documenti sfornati dall’amministrazione.

“Di fronte alla situazione di stallo, siamo andati avanti e lo faremo sempre correttamente: è stato convocato per giovedì pomeriggio il consiglio comunale a cui spetta il compito di nominare i tre nuovi revisori, quindi provvederemo a fare avere ai componenti tutta la documentazione utile per arrivare al parere”. La terna è composta da: Antonio Simone di Campi Salentina, Raffaele Petracca di Nociglia e Alberta Caterina Colella di Alessando. Tutti e tre della provincia di Lecce, nessuno incompatibile stando alle autocertificazioni che sono arrivate a Palazzo di città.

“Intanto aspettiamo la risposta del prefetto sulla proroga”, aggiunge Consales. “Il quesito relativo alla possibilità di riconoscere altro tempo e di conseguenza di superare il termine ultimo del 29 maggio, è stato già riferito al Ministero per cui siamo in attesa che arrivi la pronuncia da un momento all’altro”.

Mentre sindaco, assessori e consiglieri aspettano, da Palazzo di città rimbalza la notizia secondo cui due degli ormai ex revisori dei conti avrebbero scritto una lettera dicendosi pronti a pronunciarsi – con parere – sul conto consuntivo 2014, nel caso in cui dovessero essere convocati e precisando di essere stati impossibilitati non solo a riunirsi ma anche a valutare il conto consuntivo per la mancanza di alcuni atti che sarebbero stati notificati solo nella giornata odierna. Il punto è che non c’è alcuna convocazione e che d’altro canto non potrebbe più esserci poiché è trascorso a vuoto il termine di venti giorni a far data dalla notifica degli atti (il 27 aprile scorso).

Resta un interrogativo: in caso di silenzio dei componenti del collegio dei revisori, qualora cioè il parere chiesto non venga rilasciato, sono previste sanzioni? Sembra che il quesito sia oggetto di valutazione a Palazzo di città. Perché se è vero che il Comune ha voltato pagina, è anche vero che qualche volta dimenticare è difficile. To be continued.

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