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Fine della telenovela: Ingrosso lascia la giunta Consales. Avanti un altro

Oggi il sindaco ha preso atto delle dimissioni anticipate due settimane fa. L’ex assessore alla Casa: “Fuori impegni professionali”. Ma è crisi tra Pd e Iniziativa democratica di Francesco Cannalire. Possibile ingresso nell’esecutivo per Idea Brindisi di Di Noi e Cursi

BRINDISI – Due settimane per mettere la parola fine alla storia assessorile di Antonio Ingrosso: oggi il sindaco Mimmo Consales ha “preso atto” della volontà dell’esponente di Iniziativa democratica-Api di rimettere il mandato, lasciando le deleghe alla Casa, al Patrimonio, all’Industria e allo Sport, ufficialmente per “crescenti impegni professionali”, ufficiosamente la versione è altra. La tesi fuori microfono rimanda alla rottura tra Francesco Cannalire che su Ingrosso aveva puntato e il primo cittadino, ritenuta da più di qualcuno definitiva, al punto da sostenere che il consigliere sia fuori dalla maggioranza.

L’epilogo a quella che sembrava una telenovela è arrivato nella tarda mattinata di oggi (11 settembre), quando da Palazzo Nervegna, sede degli uffici di rappresentanza del Comune e del sindaco, è stato spedito un comunicato stampa sull’incontro “particolarmente cordiale” fra Consales e Ingrosso nel corso del quale il primo cittadino ha colto  “l’occasione per ringraziare pubblicamente Ingrosso per l’impegno profuso in un anno e mezzo di lavoro all’interno dell’esecutivo, ma soprattutto per la sua capacità di interagire con i colleghi di giunta e con la struttura comunale”.

“Ingrosso – si legge ancora -  ha già dichiarato la propria disponibilità a fornire la massima collaborazione perché i suoi progetti restino patrimonio dell’amministrazione comunale nei diversi settori in cui è stato chiamato ad operare”. Fin qui la velina. Le voci che circolano negli ambienti della maggioranza di centrosinistra, alimentate dai consiglieri che attendono il ritorno in Assise, riferiscono altro. E per la verità, basta ricordare le ultime dichiarazioni di Cannalire, capogruppo di Iniziativa Democratica-Api, partito rappresentato in giunta da Ingrosso, per aver chiaro lo scenario politico-amministrativo, ormai compromesso.

Perché lo stesso consigliere si è dichiarato “sospeso dalla maggioranza” per almeno tre motivazioni, riportate nel corso dell’ultimo vertice del centrosinistra: rifiuti con l’aumento della tassa deliberata dal Consiglio comunale; situazione del Piano urbanistico generale con annesso caso Goggi, il professore liquidato dall’amministrazione cittadina che per primo ha denunciato il Comune e il villaggio dello sport, sul quale si è pronunciato l’ultimo consiglio con richiesta di dichiarazione di pubblico interesse per ottenere il riconoscimento del contributo del Coni.

Dal punto di vista dei numeri, visto che alla fine quel che fa la differenza in aula, sono quelli, ci sono: escludendo Cannalire,  prudenzialmente lo stesso Elefante e Francesco Renna di Brindisi tutti, anche lui critico nei confronti del sindaco, la maggioranza politica resta anche numerica, a conti fatti con 17 consiglieri pronti a votare le delibere per le quali è richiesto il quorum qualificato.

Va ricordato, infatti, il ritorno di Impegno sociale con l’arrivo in giunta di Antonio Manfreda come titolare dei Servizi sociali, con conseguente ingresso in consiglio di Vito Gloria. Né è possibile escludere la stampella che quasi sempre arriva dai banchi della frastagliata opposizione, stando a quanto raccontano le cronache degli ultimi consigli comunali.

Quanto al posto rimasto vuoto in Giunta, prende sempre maggiore consistenza, la voce secondo cui sarebbe imminente il riconoscimento per Idea Brindisi, il movimento che vede assieme i consiglieri Ferruccio Di Noi, eletto nella lista civica Sviluppo e lavoro di Giovanni Brigante, e Massimiliano Cursi, ex di Fli. L’incontro fra le anime di centrosinistra dovrebbe tenersi la prossima settimana, contestualmente alla riunione del Pd, chiamato a sciogliere il doppio nodo dell’autosospensione del sindaco coincisa con il rinvio a giudizio per la questione Equitalia, e della richiesta di commissariamento del segretario cittadino del Pd.

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