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Il sindaco di Ceglie: "Non ho voltato le spalle ai lavoratori, ma a chi li strumentalizza"

CEGLIE MESSAPICA - “Sono figlio di gente umile io, figlio di operai, non avrei mai voltato le spalle a gente in angoscia perché teme di perdere il lavoro. La loro ansia è la mia, stiamo lavorando tutti insieme per cercare di trovare la soluzione. Quello che non ho tollerato è il tentativo di fare leva sui sentimenti di questa gente per fomentare una rivolta assurda contro questa amministrazione. E’ solo per questo, che me ne sono andato”. Parla con calore il sindaco di Ceglie Messapica Luigi Caroli, e con malcelata rabbia: “E’ stata una delle pagine più brutte di questi dieci mesi da sindaco”.

CEGLIE MESSAPICA - "Sono figlio di gente umile io, figlio di operai, non avrei mai voltato le spalle a gente in angoscia perché teme di perdere il lavoro. La loro ansia è la mia, stiamo lavorando tutti insieme per cercare di trovare la soluzione. Quello che non ho tollerato è il tentativo di fare leva sui sentimenti di questa gente per fomentare una rivolta assurda contro questa amministrazione. E' solo per questo, che me ne sono andato". Parla con calore il sindaco di Ceglie Messapica Luigi Caroli, e con malcelata rabbia: "E' stata una delle pagine più brutte di questi dieci mesi da sindaco".

Il riferimento è all'incontro-scontro di qualche giorno addietro con i lavoratori socialmente utili e i precari in seno al municipio. Caroli, la storia è nota, ha alzato i tacchi abbandonando la riunione, in aperta contestazione con il sindacato che accusava l'amministrazione di aver impegnato (ed esaurito) le risorse per il personale nell'assoldare quattro dirigenti, persino uno in più rispetto alle falle della pianta organica, mentre i precari rischiano il mancato rinnovo dei contratti.

Si tratta di una platea di 35 più sette operai addetti ai servizi di manutenzione degli immobili comunali, del verde pubblico e della cura del patrimonio demaniale che hanno chiesto e ottenuto martedì scorso un incontro con il primo cittadino per capire cosa gli spetta nel futuro prossimo. La paga miserrima per gli lsu, corrisposta dall'Inps, ammonta a 530 euro mensili, per un totale di venti ore settimanali, lievitate a trentasei grazie a una delibera regionale licenziata recentemente che ha consentito a tutti di portare a casa un salario più dignitoso.

Malgrado l'integrazione oraria, sulla testa dei 35 lavoratori pende la mannaia del futuro, tanto quanto per altri sette operai ai quali tre anni fa fu concesso il privilegio, di questo si tratta, di un contratto di durata triennale prossimo a scadere. Una situazione che fa il paio con quella del resto dei comuni della provincia, e non solo. A Mesagne per esempio, le ambasce dei lavoratori precari hanno visto la fine dopo quindici lunghi anni e il passaggio di ben quattro amministrazioni, esattamente il 31 dicembre scorso. Idem ad Ostuni. Mentre ancora penano i lavoratori cegliesi, come quelli di San Vito dei Normanni, di Francavilla Fontana ecc ecc.

A Ceglie, come sarebbe successo altrove se le amministrazioni non avessero sterzato verso la stabilizzazione, i 35 più sette operai potrebbero ritrovarsi d'improvviso senza lavoro e senza stipendio. Da qui la richiesta di incontrare il sindaco, e l'aspra contestazione del sindacato. Il segretario provinciale del Nidil-Cgil, Angelo Leo, a capo della platea di lavoratori, ha tuonato: "Il rischio che si corre a Ceglie è che non si possa investire ulteriormente nella stabilizzazione dei precari per non eccedere nelle spese relative al personale, date le risorse già impegnate per l'assunzione di ben quattro figure apicali, di cui una in esubero rispetto alle esigenze della pianta organica. Nulla da recriminare sulle scelte dell'amministrazione, ma a lsu e precari chi ci pensa?".

Secondo il sindacalista, è questa la contestazione che ha fatto perdere le staffe al sindaco. Ma Caroli, senza mandarla a dire, replica: "Chi afferma una cosa simile dice il falso, per almeno due ragioni. Intanto non vedo come si possa contestare la scelta di alzare il livello della macchina amministrativa, reclutando personale ad alta preparazione professionale, come dimostrano senza tema di smentite i curricula degli ingegneri che abbiamo il privilegio di avere al nostro fianco. Solo una visione sterile e assolutamente miope, può contestare una scelta simile", per cominciare.

Ma la rabbia di Caroli, che aveva già fatto le prove generali con le contestazioni delle opposizioni consiliari, c'entra con altro. "Vero, dichiara, me ne sono andato. Ma i lavoratori sappiamo, e lo sanno dato che sono venuti loro stessi ad esprimermi solidarietà, che non è a loro che ho voltato le spalle. Ho perso le staffe con chi, nascondendosi dietro le insegne del sindacato, ha tentato di strumentalizzare le angosce degli operai agitando gli animi, tentando di metterli contro di me personalmente e contro l'amministrazione tutta. Ripeto, è stata una delle pagine più dolorose di questa esperienza da sindaco che dura da dieci mesi, e so quello che dico, non ho saputo tollerarlo".

"Sappiano i lavoratori che io sono uno di loro - chiude Caroli -, che non li abbandoneremo a loro stessi. Che il problema degli lsu e dei precari è il primo dei problemi nell'agenda di questa amministrazione. E chi dice il contrario è falso e in mala fede. Altro, per il momento, non aggiungo".

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