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Venerdì, 27 Maggio 2022
Politica

Il sindaco, sei giorni dopo: "Non ho chiamato buffoni Giannace e Colella"

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, il quale ci chiede a distanza di sei giorni dai fatti di rettificare un passaggio dell'articolo di BrindisiReport.it del 22 maggio scorso, a resoconto della seduta del consiglio comunale tenutasi in quella data

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, il quale ci chiede a distanza di sei giorni dai fatti di rettificare un passaggio dell’articolo di BrindisiReport.it del 22 maggio scorso, a resoconto della seduta del consiglio comunale tenutasi in quella data.

La nota del sindaco - Caro Direttore, ho letto con ritardo l’articolo “Ok alla Tasi, nervi a fior di pelle: Consales: buffoni quelli delle civiche” a firma  di Gianluca Greco, da te pubblicato lo scorso 22 maggio. La notizia secondo cui avrei chiamato “buffoni” i consiglieri Giannace e Colella non corrisponde in alcun modo alla verità. In realtà, dopo aver notato l’assenza in aula di un paio di consiglieri mi sono avvicinato ai loro banchi ed ho chiesto ad entrambi di prendere le distanze da chi aveva scelto uno “strano” modo per far sentire le proprie ragioni, non partecipando ai lavori del Consiglio.

Se mi sono avvicinato a loro è proprio perché ritengo che sia Giannace che Colella siano schierati con il loro Sindaco, non fosse altro perché eletti nella sua lista civica. In caso contrario sarei stato proprio io a chiedere ad entrambi di dichiararsi indipendenti e quindi di non utilizzare la sigla della lista ideata proprio dal sottoscritto in occasione dell’ultimo appuntamento elettorale amministrativo. Ti chiedo, pertanto, di rettificare quanto da voi affermato in quanto non ho mai pensato di indicare con il termine “buffoni” due consiglieri da sempre perfettamente integrati nella maggioranza consiliare. Cordiali saluti.

Risponde il direttore di BrindisiReport.it – Il sindaco nella sua richiesta non precisa se ha pronunciato o meno la parola “buffoni”, indipendentemente dal fatto se fosse diretta ai consiglieri Salvatore Giannace e Maurizio Colella o ad altri. Il fatto non è secondario, se sei giorni dopo ci viene chiesta una rettifica. In verità due o tre giorni addietro abbiamo ricevuto analoga richiesta da parte del consigliere Colella che, in una telefonata al mio collega e autore dell’articolo, Gianluca Greco, ha dichiarato che il sindaco aveva sì pronunciato la parola “buffoni”, ma più precisamente “sono dei buffoni” e non “siete dei buffoni” come da noi riportato, pur non avendo intenzione di mettere ciò per iscritto.

Il mio collega ed altri giornalisti sono convinti di aver udito la prima delle due frasi, non abbiamo però difficoltà a dare spazio alla versione dei fatti del sindaco che la smentisce, e a quella di Colella se la metterà nero su bianco. La situazione in aula era agitata, e, appunto, i nervi tesi. E con ciò riteniamo, senza altro aggiungere, di aver adempiuto al nostro dovere di cronaca ma anche di attenzione nei confronti delle versioni dei fatti da parte dei tutti, naturalmente di quella del sindaco in primis. Non possiamo rettificare il particolare che sia stata pronunciata la parola “buffoni”, invece, perché è stata udita distintamente, e non solo da Gianluca Greco. (Marcello Orlandini)

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