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Il Tar sospende lo scioglimento del consiglio comunale di Torre

Se ne torna al suo posto a palazzo di città, almeno sino al 5 luglio prossimo, il sindaco di Torre Santa Susanna, Michele Saccomanno, in virtù di una ordinanza cautelare della prima sezione del Tar di Lecce

TORRE SANTA SUSANNA – Se ne torna al suo posto a palazzo di città, almeno sino al 5 luglio prossimo,  il sindaco di Torre Santa Susanna, Michele Saccomanno, in virtù di una ordinanza cautelare della prima sezione del Tar di Lecce con cui si sospendono tutti i provvedimenti che hanno portato alla sospensione e allo scioglimento del consiglio comunale della cittadina della pianura centrale del Brindisino, a cominciare dal decreto del Presidiente della Repubblica.

Tecnicamente, il ribaltamento della situazione sta in un errore tecnico addebitabile alle opposizioni e in particolare al capogruppo del Pd, Pompeo Petarra, che si era dimesso da solo alle 7,44 del 28 febbraio 2017, e poi era tornato a dimettersi nuovamente assieme agli altri consiglieri di opposizione alle ore 11,40 successive.

Per il Tar, questo secondo atto renderebbe non valide le dimissioni collettive (ma in realtà i giudici amministrativi già le considerano tali) che hanno provocato lo scioglimento del consiglio comunale, poiché Petarra non poteva più disporre della possibilità di modifica delle prime dimissioni, le uniche considerate valide dal Tar salentino. Ora bisognerà attendere l’esito della camera di consiglio del 5 luglio per il provvedimento di merito.

I consiglieri di centrodestra, autori del ricorso assieme al sindaco, incassano la prima vittoria e tornano in carica in via cautelare. Michele Saccomanno, Susanna Di Maggio, Serena Lucia Missere, Giuseppe Gallù, Giuseppe Masi, Marcella Di Gaetano, Francesco Morleo, Martino Salvatore Pinto, sono stati rappresentati e difesi dagli avvocati Alessandro Orlandini, Francesco Fabrizio Tuccari, Adriano Tolomeo.

In adiuvandum, Giuseppe Antonio Bello, Vincenza Bianco, Giuseppe Antonio Miccoli, Umberto Calò, appresentati e difesi dagli avvocati Raffaele Missere e Barbara Renna. Costituiti in giudizio contro il ricorso il Ministero dell'Interno, e la Prefettura di Brindisi, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Dello Stato.

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