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Illegittima la maggiorazione retributiva riconosciuta a due dirigenti comunali

Nel corso degli ultimi anni, mi sono più volte occupato e confrontato anche con colleghi revisori degli Enti Locali del salario accessorio dei dirigenti del Comune di Brindisi

BRINDISI - Nel corso degli ultimi anni, mi sono più volte occupato e confrontato anche con colleghi revisori degli Enti Locali del salario accessorio dei dirigenti del Comune di Brindisi, dai più ritenuto oltremodo elevato rispetto alle dimensioni dell’Ente ed al livello dei servizi offerti.

Basti pensare, ad esempio, che, fino a quando non è intervenuto il precedente Collegio dei Revisori (Dell’Atti, Mangiameli e  Saracino) che, seppur spaccato al suo interno (così più volte evidenziato dagli organi di stampa), è riuscito ad esprimere, sia pure nella maggioranza dei suoi componenti, apprezzabili pareri ed interventi a presidio della legalità, il fondo del personale dirigente (attualmente 8 unità) era di ammontare pressoché pari al fondo del personale di comparto (circa 380 unità).

L’occasione per un nuovo intervento mi è stata fornita dalla recente rotazione dei dirigenti, che ha di fatto smantellato lo staff di supporto costituito dall’allora sindaco Antonino con deliberazione della Giunta Comunale n.908 del 19/11/2001.

Ma di che cosa si tratta?
In pratica, con la predetta deliberazione, da me fortemente avversata ed in barba agli strali (ed agli scritti) dell’allora ottima dirigente del Settore Sviluppo Risorse Umane, ma sulla scorta del parere di un illustre avvocato amministrativista, fu costituito uno staff di supporto alla varie attività dell’Ente “con la preposizione congiunta di n.2 Dirigenti a tempo indeterminato” le cui funzioni continuano ad apparire , ancor oggi, davvero incomprensibili.

Ai due solerti dirigenti fu assegnata una maggiorazione della retribuzione di posizione di complessive £. 100.000.000, oltre oneri riflessi, utilizzando un istituto previsto dall’art.27, comma 5, del CCNL area della dirigenza 1998 – 2001; maggiorazione della quale hanno goduto sino a i giorni nostri.

Sgombrando subito il campo da ogni possibile dubbio, tale ulteriore retribuzione appare non coerente con il dettato del citato contratto collettivo, tant’è che più volte gli ispettori del M.E.F. (Ministero dell’Economia e delle Finanze) e, in prima battuta, l’A.R.A.N. (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) ha avuto modo di affermare che “ai fini dell'applicazione di tale disciplina contrattuale e dell'eventuale superamento del valore massimo stabilito dal CCNL per la retribuzione di posizione, le strutture complesse possono essere ipotizzate solo quando sussistono due o più funzioni dirigenziali subordinate all'interno della medesima organizzazione. E’ evidente che, diversamente ritenendo, infatti, si determinerebbe il paradosso che tutte sarebbero complesse.”

In pratica, esulando da esasperati tecnicismi, appare chiaro che è possibile attribuire tale maggiorazione solo in Enti dotati di più livelli dirigenziali  e che, nel caso del Comune di Brindisi tale possibilità era, e resta, preclusa.

Ora, dimenticando per un attimo un passato lungo 15 anni, che comunque è costato all’Ente un miliardo e mezzo, oltre oneri riflessi, appare evidente che lo spostamento ed il ridimensionamento funzionale dei due dirigenti ha fatto venir meno lo staff di supporto e costituisce l’occasione per porre definitivamente fine ad una situazione di illegittimità, attraverso l’immediato annullamento in autotutela della deliberazione della Giunta Comunale n.908 del 19/11/2001.

Il tutto con un risparmio annuo per le casse dell’Ente di € 51.645,35, oltre oneri riflessi e galleggiamento del Segretario Generale ( che, in parole povere, è quello che spetta al dirigente maggiormente retribuito spetta, di diritto, anche al Segretario generale che non può percepire una retribuzione inferiore a detto dirigente). A spanne circa 100.000 euro all’anno!

Alla Sindaca ed al nuovo dirigente del Settore Sviluppo Risorse Umane l’arduo compito di porre rimedio a tale stortura, così come quello di porre in essere tutte le azioni necessarie al recupero alle casse dell’Ente degli incentivi alla progettazione ( che non sono i premi incentivanti) e del compenso corrisposto al segretario Generale in qualità di Presidente del Nucleo di valutazione, illegittimamente erogati e già oggetto di denuncia alla Procura della Corte dei Conti ad opera del  Collegio dei Revisori sopra citato.  Ma di questo vi parlerò in altra occasione.

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