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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica

Immigrati e base Usaf: tanti dubbi

ROMA - “L’allestimento di un centro di accoglienza presso l’ex base Usaf di San Vito dei Normanni presuppone la fattibilità di un progetto complessivo di recupero degli immobili e di bonifica dell’area che alla Protezione civile sino ad oggi non era stato prospettato a dovere”. Così il sindaco di San Vito Alberto Magli.

ROMA - "L'allestimento di un centro di accoglienza presso l'ex base Usaf di San Vito dei Normanni presuppone la fattibilità di un progetto complessivo di recupero degli immobili e di bonifica dell'area che alla Protezione civile sino ad oggi non era stato prospettato a dovere". Così il sindaco di San Vito Alberto Magli.

L'ipotesi resta in piedi, dunque, ma dubbi e perplessità stanno prendendo il sopravvento rispetto alle pressioni della prima e dell'ultim'ora. Punto primo: la fattibilità della proposta, in rapporto anche alla bonifica dell'area dall'amianto e alle misure di prevenzione per rilevare eventuali concentrazioni di radon. Ad oggi tali aspetti non sarebbe stati verificati da nessuno, tantomeno dalla Protezione civile nazionale, che alla luce delle perplessità sollevate nel pomeriggio di oggi dal sindaco di San Vito e dal vice sindaco di Brindisi, Mauro D'Attis, ha posto un freno al trasferimento del campo profughi di Manduria presso l'ex base Usa di San Vito.

Un vertice interlocutorio, quello tenutosi a Roma, presso il Dipartimento della Protezione civile, servito comunque a fissare un primo sopralluogo tecnico (in agenda giovedì prossimo, presso l'ex base Usaf), dal quale dovrà maturare una proposta progettuale sulla quale Enti locali e Protezione civile saranno chiamati entro la fine del mese ad esprimere una posizione definitiva. Il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, sarà a Brindisi il 28 luglio prossimo. E sarà il giorno del giudizio.

Oggi, intanto, hanno preso parte al tavolo, insieme ai rappresentanti delle due amministrazioni comunali, anche l'assessore regionale Fabiano Amati e il presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese. Gli amministratori locali, seppure con accenti diversi, hanno posto in evidenza la problematica legata alla bonifica dell'area dall'amianto.

Il vice sindaco di Brindisi Mauro D'Attis, nell'esprimere apprezzamento nei confronti del governo e della Protezione civile per aver coinvolto le istituzioni locali prioritariamente rispetto all'assunzione di qualsiasi decisione, ha ribadito "che la città di Brindisi non è nelle condizioni di farsi carico di un'altra struttura di accoglienza visto che sul suo territorio sono già ospitati un Cie, un Cara ed una struttura di accoglienza in via Provinciale San Vito dove trovano ospitalità più di cento immigrati. Brindisi deve cominciare a risolvere queste emergenze, perché non siamo nelle condizioni di offrire accoglienza all'infinito".

Quanto all'ex base Usaf, la posizione resta di massima cautela: "Oggi nessuno è in grado di assicurare tempi certi e quindi tale struttura rischierebbe di divenire definitiva per poter risolvere emergenze di ogni tipo. Ecco perché il nostro non può che essere un atteggiamento prudente e dettato dalla consapevolezza di tutto ciò che già offriamo in questo settore". D'Attis ribadisce, comunque, che una decisione definitiva sarà assunta dal Comune di Brindisi solo a seguito della illustrazione di una proposta ben articolata da parte della Protezione Civile nazionale nel corso del prossimo vertice che avrà luogo a Brindisi.

Il primo pensiero del presidente Ferrarese, invece, va alla tendopoli realizzata tra Oria e Manduria: "Sarà smantellata", annuncia. "La decisione - spiega - è stata comunicata dal responsabile nazionale della Protezione Civile Gabrielli nel corso dell'incontro odierno". E da qui la soddisfazione: "Tale richiesta - si legge nella nota della Provincia - era stata formulata con determinazione dal presidente Ferrarese, il quale ha sempre evidenziato che non è possibile accogliere in questo modo gli immigrati".

Quanto alle alternative, il presidente della Provincia fa un passo in avanti: "E' stata ufficializzata la volontà di approfondire l'ipotesi di utilizzo della ex base Usaf di San Vito dei Normanni. Ma abbiamo ribadito che in via prioritaria bisogna bonificare l'intera area dalla presenza di amianto. Qualsiasi decisione, inoltre, sarà assunta dal Consiglio Provinciale, sulla base di un progetto chiaro e ben definito che allo stato non esiste".

Tutto rinviato, quindi, conferma lo stesso Ferrarese: "Giovedì prossimo i tecnici della Protezione Civile, della Regione Puglia, della Provincia e dei Comuni di Brindisi e San Vito effettueranno un sopralluogo all'interno dell'ex Base: "Sarà poi il Prefetto Gabrielli, presso la sede della Provincia della Protezione Civile, ad illustrare una proposta operativa, tale da consentire agli enti di esprimersi in maniera compiuta".

Da Taranto, intanto, c'è chi schiaccia ancor più sull'acceleratore. Obiettivo: smantellare Manduria subito e consegnare a Brindisi l'onore (e gli oneri) del piano di accoglienza. Emblematica, in tal senso, la posizione del deputato tarantino del Partito democratico, Ludovico Vico, firmatario di una interrogazione a risposta scritta rivolta al ministro degli Interni.

Nel chiedere la chiusura definitiva della struttura di Manduria, Vico rivela: «Io stesso e il gruppo del Pd Puglia abbiamo proposto l'utilizzo dell'ex base dell'aviazione americana di San Vito dei Normanni, già nello scorso mese di marzo. Ora, dopo la disponibilità del Presidente della Regione, Vendola e il grande esempio di responsabilità istituzionale dato dalla Provincia di Brindisi, credo che i tempi siano maturi per porre fine ad una condizione che è soprattutto irriguardosa rispetto ai tanti profughi che arrivano dalle nostre parti. Il concetto di accoglienza e ospitalità appartiene alla Puglia ed è punto di merito di un territorio che da sempre ha saputo far fronte a varie ondate migratorie. Per tale ragione avevamo proposto in reiterati interventi personali e del Pd Puglia la soluzione dell'ex Base Usaf di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi".

A ricordare al parlamentare tarantino, a Ferrarese e al Pd Pugliese quanto diversi da un Centro di accoglienza fossero i progetti di recupero dell'ex base Usaf di San Vito, è l'onorevole Luigi Vitali: "L'ex Base Usaf, hub dell'immigrazione? Se questo è lo sviluppo del territorio di Brindisi al quale pensano Vendola, Ferrarese e compagni suggeriamo loro di dedicare ad altro le loro energie. Sembra passato un secolo - conclude Vitali - da quando gli stessi personaggi ipotizzavano campus universitari o cittadelle dello sport per quel sito. Ma questa è la coerenza e purtroppo oggi anche una certa politica. Ci opporremo a questa idea malsana e ci aspettiamo che le istituzioni preposte facciano proposte serie".

Quindi le conclusioni del parlamentare francavillese: "L'ex base - spiega Vitali - è da 18 anni in stato di abbandono, nonostante sia un patrimonio di grande valore. Si estende su un'area di 160 ettari, con 260 immobili. L'Onu ne occupa circa il 20%. Vi hanno vissuto per decenni circa 5.000 militari americani, quindi oltre a strutture militari ospita anche abitazioni e appartamenti. La proposta di farne un centro di accoglienza non sta né in cielo né in terra".

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